Focus a teatro, Teatro — 14/08/2017 21:18

Un ponte per la drammaturgia contemporanea tra Italia e New York

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NEW YORK – ROMA – Italian & American Playwrights Project è il nome, il logo, di una storia di scambio, di passione. Una storia lungimirante e ipermetrope che guarda lontanissimo e gioca di sponda. Come se la cultura possa essere uno specchio che rimanda, amplifica, riflette quanto accade tra due Continenti, due metropoli. “I’ll be your mirror”, avrebbero cantato i Velvet Underground di Lou Reed. Ed è una citazione corretta perché parte di questa storia si svolge nella città della Factory, New York. La Grande Mela chiama e Roma risponde in una interconnessione di stimoli, sorta di reazione a catena dove al centro c’è la drammaturgia contemporanea, la scrittura teatrale. Quella italiana da portare e divulgare in America, quella americana da far scoprire all’Italia.

In principio, nel 2014, è nato Italian Playwrights Project, un’idea diventata realtà grazie a Valeria Orani, giovane donna mercuriale, impresaria teatrale e scopritrice di talenti, direttrice artistica di Umanism a NYC (umanism.com) e di 369gradi in Italia (369gradi.it). A lei si affianca ben presto Frank Hentschker direttore del Segal Center (thesegalcenter.org/). Per tre anni, con il supporto del dipartimento teatrale della City University di New York, il Martin Segal Theathre Center-Graduate Center, hanno lavorato per fare incontrare la scrittura teatrale italiana negli States:  “Ristabilire una veicolazione che negli ultimi 25-30 anni è stata sporadica e casuale – spiega Valeria Orani -. I risultati ci hanno incoraggiato a creare un progetto gemello, dedicato alla drammaturgia americana contemporanea da presentare in Italia con il sostegno del Teatro Vascello di Roma che si apre agli autori americani mai tradotti e rappresentati in Italia”.

Dunque, scambio di saperi e scrittura autorale come primo passo per un asse di lavoro tra il nostro Paese e l’America, ma anche luogo di confronto per autori, produttori, giornalisti, operatori, traduttori e istituzioni. Nella pratica due gruppi di esperti sono al lavoro dal gennaio 2017 per individuare la rosa delle opere. In Italia grazie al dinamismo del giornalista Graziano Graziani e negli Usa con la supervisione di Frank Hentschker. Sei le opere prescelte: tre americane e tre italiane. Queste ultime saranno tradotte e alcuni estratti presentati il 4 dicembre a New York nel corso di un incontro al quale parteciperà l’Istituto italiano di Cultura  diretto da Giorgio Van Straten e che prevede un mise en espace alla presenza degli autori. Lo stesso accadrà il 12 dicembre al Vascello di Roma con gli autori d’America. L’obiettivo è quello di tradurre integralmente i testi selezionati e pubblicarli entro il 2019.

 

NY 2016 Antonio Tagliarini, Fausto Paravidino Lucia Calamaro @ Selene Candido

 

Le opere dell’edizione pilota dell’Italian Playwrights Project, nel 2015, sono state selezionate  tra quelle che hanno vinto i più importanti premi italiani alla drammaturgia: Premio Ubu, Premio Riccione e Premio Hystrio. La rosa comprende: Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Il guaritore di Michele Santeramo, I Vicini di Fausto Paravidino e Origine del mondo di Lucia Calamaro. Accanto a questo primo, importante step – con la collaborazione tra gli altri dell’Istituto Italiano di Cultura e la partnership di Elsinor – Centro di Produzione Teatrale, Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea e il Teatro della Tosse di Genova – si è aggiunta nel 2016 una “special edition” del progetto dedicata a Stefano Massini, forse oggi l’autore italiano più tradotto e rappresentato al mondo. Il suo magnifico  Qualcosa sui Lehman (Mondadori 2016) è diventato un caso letterario.

E insomma, questa storia di scambio e passione continua, si arricchisce di collaborazioni (da Marco Calvani ad Allison Eikerenkoetter fino a Tommaso Spinelli), ha idee in movimento e due panel di altissimo livello a tendere una fune tra il Mediterraneo e l’Oceano, per costruire una terra immaginifica, senza barriere, dove il dialogo, l’arte, la cultura e la bellezza restano, ancora una volta,  l’unica salvezza per la nostra specie.

In foto la prima edizione di Italian Playwrights Project, 2017 dedicata a Stefano Massini .In foto Allison Eikerenkoetter, Frank Hentschker, Marco Calvani, Valeria Orani, Robert Funaro , Tommaso Spinelli, Joseph Lo Cicero, Stefano Massini, Giorgio Van Straten
(foto di Beatrice Bondi)

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