ALTRIFESTIVAL, Festival(s) — 14/07/2017 22:10

E’ di scena “Supercontinent” alla Centrale Fies di Dro: uno sguardo sul mondo che cambia

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CENTRALE FIES DRO (Trento) – Si svolge dal 21 al 29 luglio 2017 la 37esima edizione di Drodesera, il festival delle arti contemporanee di Centrale Fies a Dro (Trento): una delle realtà artistiche e teatrale più innovative e all’avanguardia sempre dedita a intercettare le nuove e mutevoli forme di espressione estetiche visuali e performative della scena internazionale. Supercontinent è il titolo della nuova edizione. Da 17 anni il centro di produzione artistica, persegue e alimenta la propria natura di realtà multiforme e la mission di presentare biodiversità artistiche e culturali.  Molte le prime nazionali, artisti internazionali, focus tematici e un calendario nutrito di eventi che faranno di Centrale Fies un laboratorio di visioni e incontri di altissimo livello qualitativo

 

Attirato dalle nuove tecnologie così come dalle tratte migratorie, in simbiosi con un territorio che muta aspetto in continuazione, in cui tradizione e innovazione si intrecciano per dare origine a un equilibrio possibile solo grazie alle diversità. Per indagare il forte senso politico dell’arte che non si esaurisce nella tematica ma tocca le modalità produttive della performance, il Festival si apre con la quinta edizione di Live Works Performance Act Award, la piattaforma dedicata alla Performance Art nella quale Centrale Fies continua a rinnovarsi stravolgendo le regole dei premi, trasformando i selezionati in vincitori e la giuria in board curatoriale comprensivo di network utile al lavoro dell’artista.

 

Da venerdì 21 a domenica 23 luglio, Drodesera presenta i 10 progetti: Alok Vaid-Menon, Claudia Pagés Rabal, Gaetano Cunsolo, Kent Chan, Lisa Vereetbrugghen, Madison Bycroft, Mercedes Azpilicueta, Mohamed Abdelkarim, Rodrigo Sobarzo de Larraechea, Urok Shirhan – affiancati da Guest performer d’eccezione tra cui Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (“Orphic Exuberance Versus Solar Capitalism” | prima nazionale), Philipp Gehmacher (“walk+talk no. 22” | prima nazionale), Sarah Vanhee (“The Making of Justice” | prima nazionale) e Mykki Blanco (“Concert”).

Ci introduce il programma Barbara Boninsegna direttrice artistica del Festival o meglio art director come si legge nella curatissima presentazione del catalogo. «Supercontinent è pensato come un incrocio delle arti mescolate senza divisioni di generi, una commistione con l’obiettivo di riflettere sulle urgenze che contraddistinguono il nostro presente: le urgenze degli artisti, il tema delle migrazioni, del nuovo mondo, del gender. L’edizione 2017 del Live Works Performance Act Award, non ha più le caratteristiche del premio come nell’edizione precedente ma i dieci progetti selezionati tra i 300 che erano pervenuti hanno potuto usufruire di un periodo di dieci giorni in residenze tematiche. Non c’è stata una giuria che li ha scelti ma cinque curatori  che provengono ad esempio da Santarcangelo di Romagna, Madrid, Beirut che operano in strutture artistiche e che avevano la funzione di studio visit, di tutoraggio con l’obiettivo di dare loro maggiore visibilità e far circuitare maggiormente i loro lavori».

 

Jacopo Jenna Come as you are foto di Giuseppe di Stefano

La scelta artistica che caratterizza questa edizione del festival ha come obiettivo quello di rinnovare la volontà di far agire l’arte sulla realtà – e viceversa – non solo come nutrimento profondo ma anche come atto reale di senso civico. Ogni lavoro mette in discussione e rinegozia tematiche e modalità tra artista e pubblico così come tra arte e realtà: un’opera da camera documentaristica sulla logica della classificazione sociale – Thomas Bellinck / ROBIN (“Simple as ABC #2: Keep Calm & Validate” | prima nazionale); lo studio del movimento del corpo in aree di confine – Rima Najdi (“Think much. Cry much.” | prima nazionale); il processo di scrittura di un romanzo che insegue le traiettorie tracciate dagli spettatori immersi nelle dimensioni del racconto – Raafat Majzoub (“The Perfumed Garden: Hekmat” | prima nazionale); il respiro delle persone ai margini della società, convogliato in strumenti che servirebbero a far sentire più forti le voci ma che consegnano invece corpi silenti – Francesca Grilli (“The Forgetting of Air); la paranoia legata alla globalizzazione, caratterizzata dai suoi profili di sospettati e dalla brama di sorveglianza – Michikazu Matsune (“Dance, if you want to enter my country!” | prima nazionale).

 

Barbara Boninsegna: «Abbiamo pensato di ripercorrere la storia del Festival negli ultimi anni dedicando un focus ad Alessandro Sciarroni per tutti i dieci giorni di programmazione e dando la possibilità di provare a presentarsi sotto un’altra forma con l’allestimento di una mostra fotografica che ripercorre il suo percorso perfomativo e artistico intitolata ‘41’spiega l’art director – e il 25 luglio qui a alla Centrale Fies Sciarroni compirà 41 anni. Ogni fotografia ha un numero corrispondente all’età che aveva in quel momento che è stata scattata. Il 29 debutta con “Chroma_don’t be frightened of turning the page”  – un assolo creato dopo la trilogia dello sport  di cui fa parte Folks –  dove si esibirà per 45 minuti dove l’azione del corpo ruota intorno al proprio asse e si sviluppa in un viaggio emozionale. Nato dall’osservazione dei movimenti migratori di alcuni animali. Il 25 luglio Chiara Bersani & Matteo Ramponi presentano “Your girl (Premio della Performance dei 10 anni). Era il 2007 quando l’artista presentò proprio qui a Centrale Fies questo suo primo lavoro performativo che sarà riproposto nella stessa sala. Il progetto “Formazioni” (in prima nazionale) un dialogo tra arte, scienza e sport è l’ultima creazione di Marco D’Agostin e Chiara Bersani pensata una squadra sportiva di adolescenti dove interagirà Andrea Ferro astrofisico della Normale di Pisa che condurrà il gioco dando le istruzioni per partecipare.»

 

Il Festival presenta anche la coreografia di Eric Minh Cuong Castaing / Shonen (“School of moon” | prima nazionale), scritta per bambini e robot, danza la sempre più attuale domanda sul post-umano e sulle percezioni del corpo in quest’epoca dominata dalle tecnologie, sulla progressiva alterazione delle caratteristiche che lo stesso essere umano tende a modificare o a perdere con il passare dei secoli. Altra fusione tra due artisti che lavorano nel performativo: Jacopo Jenna proveniente dalla danza e Jacopo Miliani dalle arti visive, protagonisti nel generare la decostruzione di una canzone – e di un’intera generazione – che cerca di ritornare al Come as you are del testo dei Nirvana (“Come as you are”).

Barbara Boninsegna: «Dal corpo umano passiamo al focus puppet con l’interessante rilettura che ne fa Marta Cuscunà con “Sorry, boys” per passare all’originale coreografia di Eric Minh Cuong Castaing Shonen con “School of moon” , scritta per bambini e robot. Un site specific di danza in cui ci si interroga sulla condizione del post-umano e sulle percezioni del corpo in quest’epoca dominata dalle tecnologie, sulla progressiva alterazione delle caratteristiche che lo stesso essere umano tende a modificare o a perdere con il passare dei secoli.»

 

 

Collettivo Cinetico foto V. Berlanda

Il recupero di un’opera che rischia di scomparire senza lasciare traccia è la collaborazione tra Roberto Giacconi e Andrea Morbio con Giacomo Onofrio, ultimo burattinaio in grado di mettere in scena uno spettacolo concepito negli anni ’30 (“Il vendicatore”).  Riccardo Giacconi e Carolina Valencia Caicedo presentano “Occhiali di legno” in prima nazionale.

Barbara Boninsegna: « Occhiali di legno consiste in un’installazione performativa composta da marionette dei Fratelli Colla che attraverso un video percorso è stato realizzato un impianto classico mosso da un meccanismo meccanico. Abbiamo anche pensato anche ad un focus dedicato al tema delle emigrazioni e abbiamo invitato Massimo Furlan & Cie LagunArte / Kristof Hiriart con “Hospitalités” (in prima nazionale), un artista svizzero che porta in Italia un esperimento teatrale particolare. Nei Paesi Baschi francesi in un comune è stata fondata un’associazione allo scopo di affittare le case agli emigranti L’esperienza sull’emigrazione è il tema anche del libanese Tania El Khoury con “Gardens speak”, un artista che lavora nel campo delle arti visive. 10 storie che raccontano di altrettante persone siriane decedute alle quali non è stato possibile fare il funerale causa la guerra combattuta in Siria e sepolte nei giardini». Fa parte del focus  anche la perfomance di Thomas Bellin e ROBIN con “Simple as ABC #2: Keep Calm & Validate” si è dedicato ad una ricerca sui passaggi di emigranti sulle frontiere europee

Massimo Furlan Hospitalités

 

L’autopsia del balletto tracciata attraverso un percorso che riflette sulla relazione tra narrazione e astrazione (“Sylphidarium”), l’interconnessione tra alchimie improbabili e ritualità odierne (“Uno Scambio Crudele” | prima nazionale) entrambi lavori di CollettivO CineticO; il rapporto metaforico e misterioso fra magia e arte di Roberto Fassone (“Untitled II), l’opera di OHT (“Project Mercury” | prima nazionale) ispirata dalla ricerca scientifica di Richard Sennett, mescolano le pratiche artistiche più classiche e conosciute a visioni tanto contemporanee, articolate e sorprendenti quanto semplici, chiare e dirette nel dialogo coi pubblici. Ecco che il teatro, la danza e la lecture performance si fanno mezzo perfetto per raccontare la ricerca dietro la sua rappresentazione.

 

 

 

 

Il programma completo  www.centralefies.it/supercontinent/program.

 

 

21-29 luglio 2017 Centrale Fies Dro (Trento)

SUPERCONTINENT

art director Barbara Boninsegna – co.curator Filippo Andreatta

artists Alessandro Sciarroni (IT), Alessandro Sciarroni feat. Chiara Bersani & Matteo Ramponi (IT), Chiara Bersani | Marco D’Agostin (IT), CollettivO CineticO (IT), Shonen (FR), Francesca Grilli (IT), Jacopo Jenna (IT), Marta Cuscunà (IT), Michikazu Matsune (AT), Numero23.Prod / Massimo Furlan & Cie LagunArte / Kristof Hiriart (CH/FR), OHT (IT), Pedro Reyes (MX), Raafat Majzoub (LB), Riccardo Giacconi e Andrea Morbio in collaborazione con Giacomo Onofrio (IT), Riccardo Giacconi e Carolina Valencia Caicedo (IT/CO), Rima Najdi (LB), Roberto Fassone (IT), Tania El Khoury (LB), Thomas Bellinck / ROBIN (DE/BE)

LIVE WORKS_Performance Act Award VOL.5

curators Barbara Boninsegna, Daniel Blanga-Gubbay, Simone Frangi

guest performer Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (BR), Philipp Gehmacher (AT), Sarah Vanhee (BE), Mykki Blanco (US)

artists Alok Vaid-Menon (IN/US), Claudia Pagés Rabal (ES), Gaetano Cunsolo (IT), Kent Chan (SG), Lisa Vereertbrugghen (BE), Madison Bycroft (AUS), Mercedes Azpilicueta (AR), Mohamed Abdelkarim (EG), Rodrigo Sobarzo de Larraechea (CL), Urok Shirhan (IQ/NL)

international board Lorenzo Benedetti, Vincent Honoré, Eva Neklyaeva, Manuel Segade, Christine Tohmé

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