cinema — 14/01/2020 at 12:00

La dea fortuna: tra sacro e profano negli occhi di Ferzan Ozpetek

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RUMOR(S)CENA – LA DEA FORTUNA – FERZAN OZPETEK – La storia di Alessandro e di Arturo è quella di una coppia giunta al capolinea dopo quindici anni di amore e di convivenza, un po’ per stanchezza e un po’ per mancanza di comunicazione. A rompere il loro muro di incomunicabilità, condivisa da tempo con tacito accordo, è Annamaria, una giovane ragazza madre che irrompe nella loro casa romana durante una festa portando con sé i figli piccoli, Martina e Sandro, e chiedendo al suo caro amico Alessandro di tenerli per qualche giorno mentre lei sarà impegnata in ospedale per alcuni accertamenti medici. Da quell’ospedale Annamaria uscirà una sola ed ultima volta una sera, in cui farà di nuovo irruzione a sorpresa nella casa dei due amici con l’obiettivo di rivederli e di poter riabbracciare i suoi figli. Dopo la sua morte, Martina e Sandro saranno inizialmente affidati alla nonna Elena, che vive in Sicilia, finché Alessandro ed Arturo non decideranno di compiere una follia, uscendo dal loro guscio di incomunicabilità e salvando, proprio grazie a quei bambini, la loro relazione.

Edoardo Leo Stefano Accorsi La dea fortuna regia di Ferzan Ozpetek

 

Nell’ultimo film di Ferzan OzpetekLa dea fortuna” ci sono molti dei temi cari al regista: innanzitutto la crisi dell’amore, quello appunto tra Alessandro ed Arturo interpretati da Edoardo Leo e da Stefano Accorsi, che vive sospeso tra pensieri e frasi non detti, tradimenti sparsi e recidivi; la coralità di una famiglia allargata che comprende principalmente gli amici ed esclude i parenti “serpenti” (un esempio su tutti la madre di Annamaria, Elena (una straordinaria Barbara Alberti) una donna cinica e possessiva capace di chiudere i suoi figli dentro un armadio “sarcofago” per punizione (lo stesso farà anche con i nipoti); le tavolate segno di convivenza allargata; le case capaci di formare un agglomerato urbano; la sfortuna dei personaggi (nonostante il titolo) tali da sembrare avere tutti un po’ “saturno contro” (altro titolo di un film di Ozpetek) ma poi in grado di riscattarsi proprio grazie a quei sentimenti che comunque hanno continuato a covare.
In questa prova attoriale riescono molto bene i due attori al loro esordio in un film di Ferzan Ozpetek: Edoardo Leo ha saputo intercettare ed interpretare i tratti caratteristici del suo ruolo, carnale e a volte persino triviale, il quale preferisce la fisicità alle parole: un anfitrione di cui si innamorano tutti, le donne, gli uomini, i bambini e Jasmine Trinca nella parte di Annamaria simile un po’ una “mina vagante”( Mine vaganti sempre del regista turco), una madre amorevole con i propri figli ed una donna artefice del proprio destino, sfuggita da una madre tiranna e capace di capire anche quando è arrivato per lei il momento di morire. Memorabile è la scena del ballo sotto la pioggia, in cui piomba a sorpresa in casa di Alessandro e di Arturo ed improvvisa una danza esotica e corale insieme agli altri, mentre sul terrazzo inizia a piovere copiosamente.

La dea fortuna di Ferzan Ozpetk

Per molti aspetti questo film, tredicesimo nella carriera cinematografica di questo regista, rappresenta una summa dei precedenti titoli del regista: Alessandro ed Arturo ricordano molto Adriana di “Napoli velata” che compie un percorso di conoscenza ed accettazione di se stessa attraverso il fantasma di Andrea, che non si sa se sia mai veramente esistito. Anche la coppia di uomini compiono lo stesso percorso per conoscere meglio loro stessi e provare ad aggiustare le tante incomprensioni del rapporto, a costo di dirsi in faccia la crudele verità, attraverso l’amica e i suoi figli.
Come in tanti altri suoi film non mancano i simboli a metà tra il sacro ed il profano: come nel già citato “Napoli velata” oppure in “Magnifica presenza” anche qui si palesa una presenza che c’è ma non si vede: la dea fortuna, ovvero la Fortuna Primigenia, rappresentata in scultura al santuario di Palestrina che porta in sé un segreto un po’ magico: «Come fai a tenere per sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, prendi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. E lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà per sempre con te», dice Annamaria. Così avviene nel finale del film nel bagno in mare liberatorio, un gesto salvezza per i bambini ma anche per Alessandro ed Arturo.

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