Enociboteatro, recensioni, Storie e società — 13/10/2018 10:26

Teatri in Blu sale a bordo della Maria Antonietta: MARE di Francesca Pica

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RUMORS(C)ENA – TEATRI IN BLU – CETARA (Salerno) – Un palcoscenico galleggiante in navigazione: il teatro sale a bordo della “Maria Antonietta”, un’imbarcazione adibita alla pesca dei tonni  ospita uno spettacolo che racconta storie di mare. È accaduto a Cetara in provincia di Salerno, dove si è svolta la seconda edizione della rassegna teatrale “Teatri in Blu”, ideata e diretta da Vincenzo Albano per Erre Teatro (associazione culturale che opera a Salerno dal 2012) supportata da Stefania Tirone  per l’organizzazione; in collaborazione con il Comune di Cetara e assessorato alla cultura diretto da Angela Speranza oltre a Chiara Crescenzo dell’Infopoint comunale . L’attrice Francesca Pica è la protagonista di “MARE – Mirabolanti Antichi Racconti Eoliani”: un acronimo curioso se si pensa che è proprio dal mare che prende ispirazione lo spettacolo, grazie a ricerche storiche con l’ incontro delll’antropologa Marilena Macrina Maffei autrice di libri  sulle storie popolari delle isole Eolie.

 

MARE di e con Francesca Pica (foto di Stefania Tirone)

Sono racconti di donne pescatrici e di leggende, tradizioni e credenze popolari, donne ritenute delle streghe che in dialetto siciliano venivano chiamate majare. Quando i destini delle persone si incrociano nasce un progetto teatrale, ma anche la possibilità del recupero di una memoria antica. Vincenzo Albano è un giovane direttore artistico dedito a promuovere sul suo territorio, una cultura del teatro con grande passione: a Salerno cura la stagione Mutaverso Teatro e con non poche difficoltà per l’esiguità di risorse economiche. Uno sguardo attento sulle realtà del contemporaneo e sulle giovani compagnie che permette al pubblico della sua città e non solo di conoscere artisti e spettacoli che in Campania non sono mai scelti in precedenza.

Dal teatro al chiuso al palcoscenico sul mare è un’esperienza unica che diventa occasione di conoscere una realtà ricca di tradizioni e cultura come quella di Cetara, suggestivo borgo marinaro della Costiera Amalfitana per tradizione secolare un paese di pescatori: il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. Salire a bordo della “Maria Antonietta”, imbarcazione attrezzata per la pesce del tonno ha permesso di conoscere una professione che a Cetara si tramanda da padre in figlio, come quello dell’armatore della De.Mo Pesca che ha messo a disposizione la sua nave per ospitare lo spettacolo: il capitano Pasquale della Monica e i suoi figli Raffaele e Luigi. Un lavoro che li porta lontani da casa nei mesi trascorsi in navigazione nel Mediterraneo per catturare i tonni.

 

Maria Antonietta in porto a Cetara

In teatro lo spettacolo nasce grazie  al contributo di diverse figure professionali che concorrono alla messa in scena: sono gli artisti e tecnici abituati a lavorare insieme. In MARE – Mirabolanti Antichi Racconti Eoliani” l’attrice si avvale anche  dell’equipaggio dell’imbarcazione che  fa salpare la nave, ognuno addetto al suo compito: Gaetano d’Emma, Nobile Iennaco, Vincenzo Massimo, Luigi Marone , chi in plancia, chi in sala macchina, sulla prua, a poppa e in cambusa, dove il cuoco di bordo Giuseppe Avallone preparava i piatti della tradizione gastronomica cetarese da offrire a fine spettacolo.  Il profumato limone amalfitano  diventa l’ingrediente principale per condire delle gustose linguine mantecate e offerte al publico. Un entusiasmo contagioso capace di unire professioni diverse tra loro nel ritrovarsi a bordo insieme e vivere un’esperienza artistica ed umana inedita. Levata l’ancora si esce dal porto per dirigersi in mare aperto e una volta spenti i motori, il suono dolce dello sciabordio delle onde che si infrangono dolcemente sulla chiglia della nave. Il rollio provocato dal moto ondoso diventa il sonoro  che accompagna Francesca Pica che entra in scena sbucando dal buio della notte per farci conoscere “storie vere di fatti straordinari. Successi realmente, documentati. Forse dimenticati”.

 

 

 

Sono storie di donne di mare che rivivono nello stesso ambiente da cui si sono originate. Voci di donne che si rincorrono, antiche come può essere antica una civiltà ormai scomparsa. «La volontà di recuperare e mantenere viva la memoria culturale delle isole Eolie attraverso la messa in scena dei racconti di tradizione orale – è lo stimolo da cui è nato lo spettacolo ci spiega l’attrice – e grazie ad un incontro casuale per strada a Lipari, dove ho conosciuto l’antropologa Marilena Macrina Maffei che ha scritto “Donne di mare”,I confini irreali delle Eolie” e “La danza delle streghe, cunti e credenze dell’arcipelago eoliano” che mia madre aveva a casa. L’ho letto e ne sono rimasta affascinata perché racconta la vita di donne dedite alla pesca in un periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni’50, quando gli uomini delle isole emigravano all’estero in cerca di lavoro. Le donne per il loro sostentamento e per sfamare i figli andavano a pesca sfidando il mare. Ci sono testimonianze di visitatori che si recavano sulle isole Eolie negli anni di fine ‘800 che raccontano di aver visto le donne pescatrici, donne non emancipate ma per necessità – spiega Francesca Picae io ho scelto di ispirarmi al libro “I confini irreali delle Eolie” e al contributo prezioso ricevuto da Elena Bucci (attrice storica della Compagnia Le Belle Bandiere, ndr) che firma il tutoraggio del mio lavoro.

Nel 2014 ho partecipato ad un suo laboratorio a Modena e restando in contatto con lei ho iniziato a scrivere la drammaturgia del mio spettacolo. Nel 2017 ho partecipato ad un laboratorio di drammaturgia al Napoli Teatro Festival dove ho portato diversi testi che ho realizzato da interviste anche a mia madre che è di Lipari, per poi proseguire al Centro teatrale Umbro di Todi dove grazie alla supervisione di Elena Bucci e di Marco Sgrosso (attore delle Belle Bandiere, ndr) abbiamo lavorato alla scrittura di scena. ».

Francesca Pica MARE

MARE si avvale della scenografia di Domenico Latronico con l’accompagnamento musicale del canto polifonico del compositore di Eboli Vicenzo Altieri. Valerio Pietrovita alla fonica. Piccole lanterne per dare luce al viso dell’attrice che sussurra voci di donne chiamate “majare” figure mitiche delle isole Eolie così chiamate legate alle nuvole e al vento. Echi lontani che emergono dall’oblio nella fascinazione del racconto che Francesca Pica rende con sonorità vocali capaci di suggestionare l’ascolto degli spettatori. Voci di donne misteriose, rivivono sul ponte di una nave che per due sere si trasforma in teatro all’aperto: donne pescatrici abituate a solcare il mare di giorno e di notte, tirare le reti e remare. Forti, coraggiose e determinate a dare un futuro ai propri figli. Una di queste è Rosa Taranto pescatrice di Alicudi insignita insieme ad altre due donne dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, concessa dal Presidente Sergio Mattarella, che ha spiegato di aver iniziato a cinque anni seguendo a pesca i suoi genitori. Il teatro diventa così occasione di conoscere le storie di queste donne mescolando sapientemente storia e mito, leggende e testimonianze orali. Una tradizione legata al cunto siciliano. Figure mitologiche come le serpi con i capelli in testa, alle quali la credenza popolare ha attribuito poteri magici si palesano in un vibrante monologo, dove la protagonista incontra la pescatrice liberando nel buio rischiarato da semplici lanterne, fiabesche apparizioni a cui la fantasia attinge. Il perturbante che si viene a creare è la sintesi perfetta di come sia possibile alimentare un immaginifico mondo parallelo a quello reale in cui la fame, la povertà, i sacrifici dettati da una vita di privazioni e fatica, fanno da sfondo.

 

Francesca Pica MARE

Storie di mare proposte da Vincenzo Albano alla sua seconda edizione di Teatri in Blu, realizzata con cura dove il teatro incontra le tradizioni del luogo e permette di conoscere il territorio e le sue peculiarità a beneficio di una cultura che sia capace di valorizzare maggiormente le risorse di un contesto geografico sociale e artistico. Il teatro diventa uno strumento di conoscenze che oltrepassano il confine della scena ed entra nelle vite di chi lavora in professioni decisamente più impegnative come quelle dei marinai e pescatori.

 

Gaetano  D’Emma Vincenzo Albano  Chiara Crescenzo

L’equipaggio della Maria Antonietta è testimonianza diretta dell’impegno offerto volontariamente, affinché la rappresentazione a bordo si svolgesse senza ostacoli. Si è venuta a creare in questo senso una piccola comunità d’intenti solidale in cui è stato possibile anche conoscere le eccellenze di una gastronomia del luogo offerte con generosità da IASA sapori di mare di Lucia Di Mauro e ARMATORE, che grazie alla loro produzione agroalimentare conribuiscono a mantenere una cultura delle tradizioni legate alla pesca.

A Cetara la pesca delle alici sono una tradizione che viene testimoniata dalle foto d’epoca degli inizi del Novecento (per gentile concessione di Secondo Squizzato presidente dell’Associazione amici delle alici, già sindaco di Cetara) e della Collezione “Galano” che riguarda la pesca del tonno agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso.

 

 

Cetara (per gentile concessione di Secondo Squizzato)

 

La pesca del tonno a Cetara (Collezione ‘ Galano)

 

Cetara è famosa per la lavorazione delle alici e la cucina esalta questo prodotto agroalimentare. Da due anni Vincenzo Albano ha scelto questo comune della Costiera Amalfitana come sede ideale della sua rassegna estiva, legata al tema del mare ma non solo, come ci tiene a precisare e che ricade su un piccolo borgo in cui ci sono tutte le potenzialità per far crescere in condivisione una manifestazione unica nel suo genere.

 

Comune di Cetara (Salerno)

Sinergie che possono trovare una coesione tra amministrazione comunale, associazioni di categorie e imprese turistiche e l’apporto artistico, affinché Teatri in Blu possa essere sempre più valorizzata nelle prossime edizioni, al fine di sostenere una promozione culturale come spiega bene il curatore della rassegna: «Teatri in Blu intende promuovere il teatro in territorio cetarese e favorire, grazie alle arti della scena, un incontro tra esperienze diverse e affini. Oggi che le culture affondano e la cultura si dibatte tra miserie, griglie burocratiche e superbe nobiltà, il porto di Cetara, e l’imbarco degli spettatori, assumono un valore, credo, fortemente simbolico. Le eccellenze enogastronomiche diventano, in questo senso, protagoniste anch’esse dell’incontro tra luoghi, persone e fantasie di cui il teatro vuole rendersi artefice».

 

Giusepppe Avallone Vincenzo Albano

 

La rassegna Teatri in Blu comprendeva anche gli spettacoli di Lalla Esposito in Concerto Blu, omaggio a Domenico Modugno, pianoforte Antonio Ottaviano. Principio Attivo Teatro con lo spettacolo Digiunando davanti al mare, per un racconto su Danilo Dolci, progetto di Giuseppe Semeraro, drammaturgia Francesco Niccolini con Giuseppe Semeraro regia Francesco Saccomanno. Teatro Pubblico Incanto con Niño, drammaturgia e regia Tino Caspanello con Cinzia Muscolino. Area µ Keteia Storie di mare di e con Lara Gallo e Luca Salemmi

 

#TeatrinBlu18 MARE | Mirabolanti Antichi Racconti Eoliani

#Cetara #TeatrinBlu18 "Blu come lo spazio in cui può ancora agire il teatro". Grazie a Francesca Pica e a tutta la "piccola comunità insulare" a bordo della tonnara Maria Antonietta. Un ricordo e un arrivederci a presto!#TeatrinBlu18 termina sabato 11 agostoore 21 | Largo Marina AREA µ KETEIA| Storie di maredi e con Lara Gallo e Luca Salemmi

Pubblicato da Erre Teatro su Mercoledì 8 agosto 2018

 

 

TEATRI IN BLU 2018 – 19 | 20 luglio, Niño

#TeatrinBlu18Blu come “una piccola utopia” che prende forma, Blu come l’incontro tra “luoghi, persone e fantasie”, Blu come i ricordi che restano.Ultimi imbarchi il 4 e 5 agosto…

Pubblicato da Erre Teatro su Mercoledì 25 luglio 2018

 

mare

Pubblicato da MARE Mirabolanti Antichi Racconti Eoliani su Lunedì 17 settembre 2018

 

 

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