Culture — 13/05/2017 17:24

Il successo del Convegno “Ivrea Cinquanta, mezzo secolo di nuovo teatro in Italia 1967-2017”

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GENOVA – Si è concluso con pieno successo dal 5 al 7 maggio 2017 a Palazzo Ducale (Sala del Minor Consiglio) il convegno “Ivrea Cinquanta, mezzo secolo di nuovo teatro in Italia 1967-2017”. Sono state ben le 5.500.000 visualizzazioni dei post #ivrea50 su Twitter, 1.000 Tweet. Mille presenze di pubblico, la partecipazione di 42 relatori  nei tre giorni di lavori. Organizzato da Teatro Akropolis, Comune di Genova – Direzione Cultura, Palazzo Ducale – Fondazione per la Cultura, in collaborazione con Casa Paganini – InfoMus e Centro Studi Alessandro Fersen, con il patrocinio di Università di Genova, Università di Bologna. L’ideatore e il curatore del convegno Marco De Marinis dell’Università di Bologna,  si è avvalso di un comitato scientifico-organizzativo composto da Silvia Mei, Fabio Acca e Roberta Ferraresi (Università di Bologna), Clemente Tafuri e David Beronio (Teatro Akropolis), Roberto Cuppone (Università di Genova).
Ivrea Cinquanta è stato  uno degli appuntamenti principali nell’ottava edizione del festival Testimonianze ricerca azioni, organizzato dal Teatro Akropolis con la direzione artistica di Clemente Tafuri e David Beronio, si è sviluppato nel corso di tre giorni ricchi e articolati, che hanno visto l’alternarsi di relazioni, testimonianze, tavole rotonde, discussioni e dibattiti, ai quali si è aggiunta la messa in scena di due spettacoli, entrambi in prima assoluta. A cinquant’anni di distanza dal convegno di Ivrea “Per un nuovo teatro” del 1967, l’appuntamento genovese di Ivrea Cinquanta si è proposto, con successo, di fare il punto su passato, presente e futuro del radicale rinnovamento del linguaggio scenico e dei modi di produzione teatrali avviatisi nel nostro Paese a partire dalla fine degli anni Cinquanta, con Carlo Quartucci e Carmelo Bene, cui poco dopo si aggiunsero Rino Sudano, Leo de Berardinis e Perla Peragallo, Giuliano Scabia, Claudio Remondi, Mario Ricci e tanti altri. A Ivrea Cinquanta sono stati invitati operatori, artisti, studiosi, critici e tutti coloro che oggi hanno a cuore il cercare di preservare la vitalità della nostra scena in quest’epoca di crisi, rispetto alla quale, come spesso è stato ribadito nel corso dell’evento, è doveroso che la cultura e l’arte si attrezzino con risposte non soltanto difensive o di mera autoconservazione, politiche nel senso più alto e forte del termine.

 


I tre giorni di lavori sono stati seguiti da studenti, artisti, critici, operatori teatrali del panorama nazionale e da pubblico comune (in tutto mille presenze), ognuno attirato dall’importanza dell’evento e dalla sua indiscussa rilevanza e addirittura necessità in questo momento storico. Tanto i partecipanti in veste di relatori quanto chi a Ivrea Cinquanta è intervenuto come uditore sono stati concordi nel ritenere il convegno un’occasione preziosa per fare il punto sullo stato dell’arte del teatro oggi, grazie ai tanti e variegati punti di vista che hanno animato il dibattito.  

L’eccezionalità dell’evento è stata inoltre confermata dall’ottimo riscontro mediatico ottenuto nel corso dei tre giorni. Solo su Twitter sono state registrate circa cinque milioni e mezzo di visualizzazioni e in generale il convegno ha avuto una risonanza importante sui principali organi di informazione quali giornali, radio, internet. Tra i relatori e i testimoni presenti nelle tre giornate artisti come Giuliano Scabia, Carlo Quartucci, Carla Tatò, Pippo Delbono, Gabriele Vacis, Valter Malosti, Fabrizio Arcuri, Simone Derai/Anagoor, Clemente Tafuri e David Beronio, oltre a studiosi e critici come Franco Perrelli, Lorenzo Mango, Gerardo Guccini, Oliviero Ponte di Pino, Paolo Ruffini, Andrea Porcheddu, Piergiorgio Giacchè, Lucio Argano.

La prima giornata di lavori si è conclusa a Casa Paganini/InfoMus, dove è andata in scena in prima assoluta la performance di Lorenzo Gleijeses Meeting with a remarkable man. Sessione di lavoro patafisica con Eugenio Barba, nella quale l’artista ha intessuto un dialogo e un suggestivo confronto con Eugenio Barba, fondatore del celeberrimo Odin Teatret, che fra l’altro partecipò a Ivrea ’67. La seconda giornata si è conclusa all’interno della stessa Sala del Minor Consiglio, con la performance di Andrea Cosentino, che di fronte a una platea gremita ha messo in scena in prima assoluta Esercitazioni per un nuovo teatro nuovo, un graffiante ed esilarante lavoro che, attraverso numerosi personaggi/maschere e il contributo musicale live di Michele Giunta, ha accompagnato gli spettatori in un viaggio demenziale-visionario dove la risata e l’ironia si sono dimostrate capaci di aprire squarci di profonda consapevolezza sul mondo, sul teatro, sull’uomo.

La conclusione di Ivrea Cinquanta è stata segnata dall’intervento dei membri del comitato scientifico, in particolare del curatore Marco De Marinis, il quale ha ringraziato tutti coloro (organizzatori, istituzioni, partner) che hanno reso possibile l’evento, concludendo fra lunghi applausi un convegno destinato a rimanere nella memoria collettiva e a costituire un punto di partenza per elaborare nuove riflessioni e trovare inedite soluzioni, dando appuntamento a tutti, fra cinquant’anni, a Ivrea Cento!
Gli atti completi del convegno saranno pubblicati a cura di Clemente Tafuri e David Beronio da AkropolisLibri, la casa editrice di Teatro Akropolis.

I PARTNER DI IVREA CINQUANTA

Organizzato da: Teatro Akropolis, Comune di Genova – Direzione Cultura, Palazzo ducale – Fondazione per la Cultura

Con il patrocinio di: Università di Genova, Università di Bologna

In collaborazione con: Casa Paganini – InfoMus, Centro Studi Alessandro Fersen

Media Partner: Fattiditeatro

Si ringrazia: Teatro Stabile di Genova, Teatro della Tosse, Teatro dell’Archivolto, Genova a Teatro

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