Teatro, Va in scena a — 13/02/2012 at 13:38

I consigli di Rumor(s)cena: Titus al Teatro Litta, Sorvegliati al Teatro Baretti, Il processo di K al Teatro Filodrammatici

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Va in scena fino al 19 febbraio al Teatro Litta – Sala Cavallerizza di Milano, Titus / Studio sulle Radici (2011), terza tappa del percorso shakespeariano “Trilogia dell’Individuo” inaugurato con Hamm-Let / Studio sulla Voracità (2009) e proseguito con Otello / Studio sulla Corruzione dell’ Angelo (2010). In scena Davide Giglio, elaborazione e regia Giorgia Cerruti. produzione Piccola Compagnia della Magnolia. In collaborazione con Théâtre Durance – Scène Conventionnée (France – Paca).

 

 

 

 

 

 

Partendo dal capolavoro di Shakespeare, la regista Giorgia Cerruti immagina un viaggio fisico e mentale nell’esistenza di Titus: padre, soldato, corpo di Stato, un cortocircuito di sensazioni che riaffiorano alla memoria e non danno tregua. Titus diventa tragedia di Vendetta per vendicare le Radici offese. Studiare le Radici è allora studiare il sangue, i rapporti primari di parentela; è il legame tra gli arti e la totalità corporea. Titus Andronicus è un’opera controversa, oscura, ma carica di potenza immaginifica, e straziata nel cogliere il senso dei legami di sangue, la lotta permanente dell’ Uomo tra follia e senno, vendetta e perdono, il dilemma della definizione di civiltà versus barbarie in seno ad una Società democratica. Titus è un tempo di lavoro sincero e turbolento, ancora una volta attorno a Shakespeare: un attore in scena – Davide Giglio, tra i fondatori della Piccola Compagnia della Magnolia – che inscena la propria vita instancabilmente, teme i fantasmi da sé stesso evocati, commemora e onora senza sosta i morti come un’ espiazione o un dovere, pesca nel lago della memoria tessere di un mosaico di facce care e amate. Uno spazio scenico scarno, alcuni oggetti catalizzatori che infiammano il ricordo, un vasi di fiori su cui pregare, morti da lasciar andare e un cerchio che deve chiudersi per riposare, finalmente.

02.86454545 – promozione@teatrolitta.it – www.teatrolitta.it

 

 

Va in scena dal 15 al 17 febbraio al Teatro Baretti di Torino, “Sorvegliati”, un progetto su Jean Genet. Con Yuri D’Agostino, Lorenzo Bartoli, Luca Di Prospero, Marco Lorenzi. Regia di Marco Lorenzi. Il Teatro Baretti ospita all’interno della stagione de Il Mulino di Amleto – Teatro degli appesi. Più di sessanta anni dopo, il fascino indiscreto e spiazzante di questo grande eversivo della cultura europea del Novecento è ancora intatto. Partendo dalla semplice storia di tre carcerati costretti a convivere in una piccola cella, Jean Genet, approda ad una dimensione assai più ampia: la distruzione di ogni limite conformistico e la ricerca di una nuova morale alla luce di un ordine di valori antitetico a quello quotidiano: il Male Assoluto.

 

 

 

 

 

Marco Lorenzi spiega nelle sue note di regia: «Credo che quando si vuole fare uno spettacolo su Genet, l’unico possibilità sia lasciarsi andare alla sua intransigenza, alla sua Poesia, alle sue contraddizioni più o meno studiate, alla sua cattiveria, alla sua rabbia, ai suoi controsensi. La nostra volontà di districarli e di spiegarli non ha senso, come non ha senso cercare di classificarlo. Recitare Genet e metterlo in scena vuol dire accettare il suo mondo, lasciando perdere il nostro per un po’. Accettare la sua legge è l’unico modo per leggerlo, cedere alla sua energia funerea è l’unico modo per raccontarlo.»

CineTeatro Baretti – Via Baretti Torino -011.655.187

www.cineteatrobaretti.it – info@cineteatrobaretti.it

 

 

Va in scena fino al 4 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano (in prima nazionale), Il processo di K di Bruno Fornasari, ispirato al romanzo di Franz Kafka. Una produzione del Teatro Filodrammatici che può avvalersi  a pieno titolo del ruolo di teatro di produzione. Lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giunta sezionale di Milano. Nello spettacolo recitano Tommaso Amadio, Alex Cendron, Dario Merlini, Matthieu Pastore, Alice Redini.

 

Il Processo di K è un’eccitante lettura contemporanea del profetico classico di Franz Kafka, lasciato incompiuto dall’autore nel 1917, che diventa, in questa versione di Bruno Fornasari, ritratto grottesco, ironico e dissacrante di una società contemporanea cieca ai rapporti umani e in balia di protesi tecnologiche incapaci di soccorrerla. Nelle note dell’autore – regista si legge che «il processo, interpretato di solito come romanzo di critica al paradosso burocratico che, mentre predica efficienza, razzola immobilità e alienazione, diventa oggi, per noi, un processo di trasformazione dell’uomo da una condizione di anestesia ad uno stato di lotta con se stesso, con l’immagine che ha di sè, con il proprio destino. Ma in tutto questo, come ricorda Ladislao Mittner, critico e autore di Kafka senza kafkismi (La letteratura tedesca del Novecento, Reprints Einaudi), si dovrebbe anche ridere, se davvero si vuol rispettare la volontà di Kafka. Kafkiano, no?

Mercoledì 15 febbraio alle ore 21.30, a seguito della replica delle 19.30, si terrà l’incontro “A processo senza kafkismi .Verità e luoghi comuni del procedere “ con Oscar Magi Presidente IV Sezione Penale Tribunale di Milano , Gherardo Colombo, già Magistrato, Presidente della Casa Editrice Garzanti e Gianni Barbacetto, giornalista di Il Fatto Quotidiano.

 

Teatro Filodrammatici 02.36.72.75.50

biglietteria@teatrofilodrammatici.eu

www.teatrofilodrammatici.eu


 

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