Chi fa teatro, Teatro — 10/10/2014 14:27

Artisti/Barboni per un giorno (o per una vita). A Lecce la quarta edizione del Barbonaggio Teatrale

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LECCE – Barboni per un giorno. Una trentina di artisti a Lecce, il 4 ottobre scorso, per strada, nelle piazze, fra gli splendori del barocco salentino in occasione della quarta edizione del “Barbonaggio Teatrale”, modalità di proposta artistica ispirata (e ideata) dall’esperienza dell’attore Ippolito Chiarello. Artisti provenienti da tutta Italia ognuno con il suo spazio scenico estemporaneo. A donare più che mendicare: un sorriso, un momento di commozione, una letizia o un dissenso. Gli umori del teatro per il pubblico, direttamente. Moto a luogo verso il pubblico. Barboni per un giorno o per una vita, per scelta di vita. Come quella di Rosanna De Luca per esempio, trasferita da Roma (dove si è formata teatralmente) a Lecce, e avere scelto la strada per esibirsi abbandonando un impiego.  Un ribadire forte la volontà di guadagnarsi da vivere lavorando con il teatro, con l’arte. Perché gli artisti sono lavoratori, l’evento del barbonaggio è atto politico per affermarlo. Come Rossana innumerevoli artisti cercano di vivere con la propria arte. Diverso dal sopravvivere.

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Una giornata particolare, quella del quattro ottobre scorso, iniziata all’imbrunire con un’assemblea aperta di presentazione e dibattito sul progetto, allargando la discussione sugli stati dell’arte e della cultura. Ritrovo in Piazza Sant’Oronzonel centro storico Leccese, in serata, luogo con maggiore concentramento di artisti tra mimi, saltimbanco, attori drammatici, essere alati, suonatori, poeti, drammaturghi, registi. Chi racconta favole, chi favole amare, qualcun altro si interroga sull’esistenza e condivide con il pubblico le riflessioni mediante l’artificio recitativo, qualcuno si sdoppia e interpreta più personaggi, ci sta perfino una clinica psichiatrica improvvisata con tanto di infermieri e utenti bislacchi. Il centro storico di Lecce invaso dagli artisti. (Artisti) per una notte o di sempre. Corposa l’affluenza. Pubblico coinvolto direttamente, senza sipario né quinte, né fondale e proscenio. Una postazione, voce, anima, talento.

“Un caro saluto a tutti – il ringraziamento di Ippolito Chiarello a manifestazione conclusa – e un grazie di cuore per aver deciso di partecipare come artisti-barboni e come spettatori a questo appuntamento annuale. Un atto d’amore verso il pubblico. Un atto simbolico per rimettersi in contatto con la gente e creare nuove platee. Un atto politico per affermare che gli artisti sono dei lavoratori come tutti gli altri”.

Barbonaggio-Teatrale

 

 

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