Teatro, Teatrorecensione — 09/09/2014 at 20:13

Materia per un “Sogno” che diventa realtà a teatro

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SOVERATO  (Catanzaro) – L’amore reale e quello ideale. La contrapposizione delle passioni quale gioco di specchi che rendono l’uomo, in balia delle tensioni amorose, incapace di essere artefice del proprio destino. Un retrogusto di malinconia nell’elisabettiana commedia “degli inganni”, farsesca e giocosa, tra le prime opere dello Shakespeare dismesso dai panni del poeta per compiere il suo folgorante destino di drammaturgo.
Il sogno e la vita. La materia e il pensiero. Il platonismo e l’azione.
“Il Sogno di una notte di mezza estate” dell’Officina Teatrale di Giovanni Carpanzano, spettacolo d’apertura del Festival delle Residenze (calabresi), ripropone in chiave contemporanea l’opera del Bardo. Contemporaneo nel dare corpo all’attuale trasfigurandone – per mezzo della finzione teatrale – mode, usi, costumi, atteggiamenti, slang, idiosincrasie, vezzi, interpellando al contempo la classicità. Contemporaneo nella ricerca di codici e proposte altre, mutate dalla dimestichezza del fatto teatrale: solo se si conoscono le regole si possono trasgredire. Nuovi linguaggi innestati sulla sapienza e l’utilizzo consapevole di tecniche e pratiche sceniche, attorali, registiche, drammaturgiche. Contemporaneo che parli ai contemporanei. Che non li isoli, gli spettatori, non li faccia dubitare, non li confonda. Ma li porti per mano a una comprensione soggettiva e poi collettiva. Li ricrei, li diverta, li appassioni, li smuova.

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A questa meta lo spettacolo di Carpanzano arriva al termine di due ore articolate, in scena, per diversi livelli di espressione e fruizione. In primis l’estetica brillante, sia scenograficamente, sia per l’utilizzo drammatizzato di oggetti, luci, spazio. Una imponente struttura fisica, dalle tavole alla graticcia, di cuscini bianchi – simbolo immediato e intellegibile del sonno/sogno – accoglie l’occhio e la suggestione dello spettatore a sipario levato accese le luci di sala. Scenografia dove proiezioni video e graphic art creano fondali in continuo mutamento dinamico. E da cui gli attori entrano in scena, spuntando da anfratti, guglie, archi.

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E dove gli attori si muovono. Dall’alto in basso. Duttile, questo espediente, al cambio di atmosfere che nella commedia del rinascimento inglese stravolge l’unità di tempo e luogo, seguendo (nel plot narrativo) un intersecarsi di sottotrame che si condensa nel compimento lineare della risoluzione finale. Fondali cangianti grazie a mirabilie d’illuminotecnica per ambientazione alla fedele riproposta del testo, modernizzato con un linguaggio d’uso, senza violentare la magnificenza della poetica Shakesperiana e la magia di una parola teatrale inarrivabile. In bocca ad attori giovanissimi, incarnanti le azioni e la dinamicità scenica, esprimendosi con corpo e freschezza recitativa. Differenze attorali, per esperienza, talento, caratteristiche, minimizzate nell’atto corale, esploso nel finale orma e firma del regista: un teatro di marionette in carne e ossa in cui la phoné, l’automatismo ricreato dall’osmosi tra attori, il ritmo serrato e incredibile, la vivacità, l’ironia, il divertimento suscitato, crea un momento di tangibile visibilio. La magia del teatro e di un testo immortale ricreata per artificio (esposizione della finzione scenica) e artigianalità. Nuovo e vecchio, rigore e estemporaneo. L’effimero in materia. Materia… di sogno.

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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE – Compagnia Officina Taeatrale. Prod. Residenza React (SOVERATO – CZ)
Regia e testo: Giovanni Carpanzano; Scenografia: Emilio Valente; Light Designer: Michele Seminara; Macchinista: giovanni bove; Make up & hair: Andrea Miliè; Costumi: Antonio Tallarico; Sarte: Maria Paparazzo, Rosaria Galluzzo, Vera Ginevra; Video: Insynchlab per Plasmedia; Musiche: Giovanni Nicotera
Effetti speciali: Gemma Carpanzano; Photo editing: Giulia Virgolino
Attori: Maddalena Ascione, Anna Broccardo, Francesca Cartaginese, Danilo Commarà, Andrea Ranieri, Francesco Miniaci, Adolfo Oliviero, Dario Rapicavoli, Elisa Vignolo.

Visto al Teatro Comunale di Soverato (CZ) il 20 maggio 2014 – Festival delle Residenze Calabresi

 

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