Spettacoli — 08/11/2016 at 23:16

Buio a mezzogiorno al Teatro Cargo/Teatro del Ponente di Genova

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GENOVA – Va in scena venerdì 11 novembre alle ore 21 al Teatro Cargo/Teatro del Ponente di Genova lo spettacolo Buio a mezzogiorno per la regia di Laura Sicignano tratto dall’omonimo romanzo di Arthur Koestler. Con Aldo Ottobrino, Pietro Fabbri, Gianmaria Martini, Massimiliano Federico Giani. Scene di Emanuele Conte, costumi di Francesca Marsella. Musiche originali di Edmondo Romano. Una produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse in collaborazione con Teatro Cargo. Il romanzo Buio a mezzogiorno, scritto da Arthur Koestler nel 1940 e pubblicato in Italia per Mondadori sei anni dopo, descrive la parabola di Rubasciov, un militante del Partito Bolscevico sovietico, che cade vittima del sistema di persecuzione di cui lui stesso aveva fatto parte. La storia valse al suo autore l’ostilità di numerosi intellettuali di sinistra vicini al partito comunista. Kostler cadde in una profonda depressione, ma non si riavvicinò mai al partito, assumendo anzi una posizione fortemente anticomunista.

foto di D. Aquaro
foto di D. Aquaro

La regista Laura Sicignano ne trae uno spettacolo sul tema dei totalitarismi, della rivoluzione, della manipolazione delle masse, della strumentalizzazione degli ideali,della guerra come strumento di liberazione, sul capro espiatorio sociale, sui meccanismi del potere. Come può un uomo arrivare ad uccidere, farsi uccidere, tradire,distruggere, in nome della salvezza dell’umanità? Il fine giustifica i mezzi. Scrive Laura Sicignano nelle note di regia: “Uno spettacolo tutto al maschile, con interpreti di potente intensità espressiva, in uno spazio astratto, visionario, animato da suoni e immagini che dialogano con il testo, dove si consuma l’ultimo atto di un martire silenzioso, sconfitto, ma titanico. Uno spettacolo sui grandi interrogativi del potere in rapporto all’individuo. Buio a mezzogiorno di Arthur Koestler è un romanzo, notissimo alla generazione del dopoguerra, ancora di attualità: è il ritratto di un’epoca leggendaria e feroce, il periodo più cupo dello stalinismo; ma è anche il ritratto di un uomo, Rubasciov, che, dopo aver speso tutta la propria vita in lotta per l’ideale magnifico della salvezza dell’umanità attraverso la Rivoluzione, si trova a fare i conti con il fallimento. Fallimento della Grande Idea. Fallimento personale. La sua radicale scelta di vita fu quella di cancellare il privato, l’Io, a favore dell’Idea, dei Noi. Fino alle estreme conseguenze.

Teatro Cargo Genova

prenota promozione@teatrocargo.it

foto di D. Aquaro
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