Teatro, Teatro recensione — 08/08/2015 17:52

L’Amleto di Korsunovas: uno spettacolo da rivedere e riascoltare

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VENEZIA – Per Oskaras Korsunovas, almeno da una decina d’anni nuova stella lituana della regia e uno degli ultimi Premi Europa, molti fra gli spettatori italiani fanno ancora confronti e classifiche con Eimuntas Nekrosius. Capita anche alla Biennale Teatro 2015 dove con la compagnia che porta il suo nome, ha presentato al Teatro Goldoni di Venezia il suo Amleto tradotto in lituano, sottotitoli in inglese e italiano.
Non si possono fare confronti, sono due strade completamente diverse anche se nate entrambe a Vilnius, quelle di Eimuntas e di Oskaras. Quest’ultimo – che dichiara di voler mettere in scena i classici come fossero contemporanei e viceversa – ha fatto della tragedia scespiriana un lauto banchetto da imbandire in modo speciale, invertendo o ripetendo le portate, riassaggiando un brano, ascoltando e riascoltando una parte, come si fa con i cibi/musiche note e amate. Tutto In grande libertà;  a cominciare dalla prima domanda che apre l’Amleto – chi va là – che diventa: chi sei?

Hamlet" di Oskaras Koršunovas. (© Dmitrijus Matvejevas).

Hamlet” di Oskaras Koršunovas. (© Dmitrijus Matvejevas).

E la cosa divertente di questa regia, che  consiste nella libertà che si prende di ereditare e spendere a piacere un patrimonio, non sta nella fila di specchi e luci da camerino con gli attori al trucco; non nei rumori fortissimi con cui stacca le scene (Robert Wilson lo fa meglio), non nelle ovvie macchiette di Polonio, Rosencrantz e Guildenstern. Sta ad esempio in quell’anticipare la presenza di Fortinbras – rendendogli finalmente una funzione, se non un ruolo – quasi fosse lui la vera cornice brutale della violenza di cui si va a raccontare; sta in quelle due o tre morti di Ofelia, che purtroppo non rinuncia alla scena tradizionale della pazzia correndo in platea.
E’ uno strano mix di visioni quasi umoristiche del capolavoro inglese, questo Hamlet, con costruzione meno ironica di quella di Ostermeier, e non sgretolata come in Castellucci. Una concezione quasi musicale di ritmi e di refrain di Shakespeare, con quegli attori bravissimi dell’ Europa dell’Est e baltica che recitano e saltano sulle pedane con leggerezza invidiata. Korsunovas ha qualcosa di Ostrovskij; Nekrosius di Dostoevskij. Tutto qui.

 

Visto al Teatro Goldoni Festival internazionale di teatro/Biennale Teatro Venezia il 2 agosto 2015
Oskaras Koršunovas – Hamlet
Teatro Goldoni
di William Shakespeare
regia Oskaras Koršunovas
scene Oskaras Koršunovas e Agne Kuzmickaite
costumi Agne Kuzmickaite
musiche Antanas Jasenka
luci Eugenijus Sabaliauskas
suono Ignas Juzokas
con Tomas Žaibus, Julius Žalakevicius, Dainius Gavenonis, Darius Gumauskas, Giedrius Savickas, Jonas Verseckas, Rasa Samuolyté, Vaidotas Martinaitis, Darius Meškauskas, Nelé Savicenko
produzione OKT/Vilnius City Theatre
coproduzione Stavanger Capitale europea della cultura 2008 (Norvegia), Vilnius Capitale europea della cultura 2009 (Lituania), Ministero della Cultura della Repubblica di Lituania

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