Teatro, Teatrorecensione — 08/06/2014 16:29

“Piccoli suicidi” che divertono con leggerezza

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CASTROVILLARI (Cosenza) – La poetica de “I Sacchi di Sabbia” e la tradizione dei Maggi Toscani, le antiche celebrazioni in onore dell’arrivo della Primavera composte in ottava rima e quartine di ottonari. Rimescolate sul palcoscenico all’avventura, al western, alla fantascienza in chiave attorale. Dall’effetto di un bicchiere di acqua fresca bevuto d’un sorso. Sollievo.

Lo spettacolo della compagnia pisana arriva quasi a chiusura del festival di Primavera dei Teatri. A salutare l’ennesima Primavera che se ne va, fra luci e ombre. Fra le lietezze si annovera lo spettacolo di Guerrieri & company, se non altro per aver fatto dimenticare alcune noie –  a voler essere gentili – viste nel corso delle sei giornate  di Castrovillari. Ma, vivaddio, atmosfera e dimensione lo rendono ancora uno dei festival più graditi e attesi d’Italia. Se pure non ufficialmente, fra le note positive, le tonalità underground della Sartoria, dove c’era la possibilità di bivaccare e allietarsi nel dopofestival, grazie all’autenticità dei padroni di casa, alle delizie dei prodotti tipici locali e all’estro di organizzatori e partecipanti. Un modo per continuare lontano dalle maschere e dai convenevoli. Vis à vis. Immancabile.

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Si presenta con cinque sedute sul fondale, una delle quali microfonata, e il resto della scena nuda, “Piccoli Sucidi in ottava rima”. A svelare, rendere visibile il meccanismo, in questo caso un meccanismo prettamente interpretativo, con l’aggiunta di qualche oggetto a dare spessore all’artigianalità della compagnia capace di dare materia all’ingegno. Perché d’ingegno si deve trattare per parlare dello spettacolo. Piccoli, anzi piccolissimi, atti unici, sonorizzati dal vivo dalla voci, anzi dagli effetti vocali, di Giulia Solano, sorretti drammaticamente dal resto degli attori con l’altra Giulia, Gallo, a fare da prologo in fedele tradizione ai Maggi. Intelligenti e scanzonati, senza ammiccamenti ad addetti ai lavori con artifizi o sbandierati impegni nazional-politici (trend di questi tempi in materia di nuova produzione), piuttosto un donarsi al pubblico con immediatezza, suscitando coinvolgimento leggero, gradevole.

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E far pensare che il teatro è anche uno strumento di piacere, che non vuol dire semplicistico, ma una entusiasmante dimensione di condivisione di ironie diffuse. Non senza attenzione culturale, al lavoro ‘di bottega’ della compagnia, al cenno esposto con una padronanza accattivante, alle citazioni (uno su tutti Woody Allen) segno di una dedizione non casuale all’opera o fine alla reazione facile e una regia dall’impostazione oggettiva, orizzontale, sebbene non si manca di straniamenti senza troppo affondare in platea.

Approfondire sarebbe dare intellettualità a uno spettacolo volutamente lontano dai sofismi. Intelligenza, bontà attorale, mestiere e l’uso del linguaggio teatrale assimilato a menadito fanno di Piccoli Suicidi un lavoro da vedere. E da gustare.

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Piccoli Sucidi in ottava rima”

Ideazione Giovani Guerrieri e Giulia Gallo

Con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano

Regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini

Consulenza all’ottava rima Enrico Pelosini

Consulenza al canto Andrea Bacci e Enrico Baschieri

Produzione: I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia, con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Teatro di Buti, Compagnia del Maggio “Pietro Frediani”

Visto al teatro Sybaris, Festival Primavera dei Teatri, Castrovillari (CS) il 2 giugno 2014

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