ALTRITEATRI — 07/09/2018 10:29

A Solomeo il Teatro Cucinelli è un “Sogno” realizzato

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RUMORS(C)ENA – SOLOMEO (Perugia) – “L’unico edificio che ho costruito ex novo è il teatro, tutto il resto l’ho ristrutturato – il borgo, il castello, la chiesa di San Bartolomeo – oppure l’ho abbattuto come i tre brutti capannoni industriali dismessi nella valle davanti a noi per ridare vita a campi di grano, vigneti e uliveti per cento ettari”. Spiega così Brunello Cucinelli, 65 anni, il suo immenso progetto, il suo sogno realizzato per Solomeo e mostrato il 4 settembre scorso a ospiti e giornalisti internazionali, monaci benedettini e lavoratori della sua impresa nata 40 anni fa dall’idea di tingere la morbida lana cachemire e divenuta un marchio della moda famoso in tutto il mondo (e quotato in Borsa).

Alla fine della conferenza stampa chiediamo perché ha voluto costruire un teatro. “La missione che tutti, credo, dovremmo avere, per rispetto alla dignità dell’uomo, è non solo quella di creare, innovare, sviluppare ma soprattutto di custodire i valori e i luoghi che possono trasmetterli. Il teatro, come ci hanno insegnato gli antichi greci, è stato fin dall’inizio il luogo d’eccellenza per la custodia e la trasmissione dei valori umani. E, come dissi al mio Aristotele privato, l’amico architetto Massimo de Vico Fallani, vorrei lasciarlo a chi verrà dopo di noi, fra cinquecento, mille anni”.

 

Brunello Cucinelli

L’edificio, nel cuore del borgo, è ispirato ai modelli rinascimentali. “L’architettura, disse Goethe, è una seconda natura, intesa alla pubblica utilità. Il patrimonio italiano è in gran parte legato alla rinascita del mondo antico durante l’Umanesimo. E’ legato ai capi illuminati delle città nate dall’espansione o dalla riunione dei borghi di questa parte d’Italia dove sono nato e che non ho mai voluto abbandonare. Lo sviluppo ulteriore di Internet permetterà di lavorare col mondo anche restando o tornando nei nostri paesi. Per questo ho cercato di rendere a Solomeo tutta la sua bellezza, uno dei valori eterni, con quelli di umanità e verità, che, si legge in Dostoevskij, salverà il mondo”.

 

Teatro Cucinelli

Cucinelli racconta la sua vita – ragazzo irrequieto che preferiva discorrere con la gente al bar piuttosto che studiare, come riporta il libro da lui appena pubblicato per la Feltrinelli col titolo “Il sogno di Solomeo” – e spiega la sua idea di “capitalismo umanistico” a un migliaio di spettatori riuniti in piazza, attore e improvvisatore che passa da Confucio a San Francesco, dalle parole quotidiane del padre Umberto, 97 anni (“hai visto? anche oggi è sorto il sole”) a Eraclito. Intanto, nel vicino Teatro si prova “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov con Michele Riondino e Federica Rosellini, che debutta domenica 9 settembre, primo dei titoli della nuova stagione che, fin dall’inaugurazione fatta con Luca Ronconi e Ludovico Einaudi, propone una scelta accurata di lavori drammatici, danza e musica.

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