cinema — 07/07/2018 13:02

Oltre la notte: dove il terrorismo si fa strada

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RUMORSCENA (Cinema) – Katja, contabile tedesca, e suo marito Nuri, ex spacciatore turco, vivono nei pressi di Amburgo con il loro bambino di sei anni di nome Rocco. Un pomeriggio Katja accompagna Rocco a lavoro da Nuri, per concedersi del tempo in totale relax, ma al suo ritorno la strada dell’ufficio del marito è accerchiata dalla polizia per un’esplosione. L’incidente ha causato due vittime, un bambino e un uomo, ancora da identificare. Inizia così un processo che va ad analizzare e ad indagare sul caso irrisolto e sull’eventuale colpevole.

“Oltre la notte” è l’undicesimo lavoro del regista turco Fatih Akin, già premiato nel 2004 per “La sposa turca” che ha vinto il titolo di miglior film al Festival di Berlino dello stesso anno. Per “Oltre la notte” Akin riceve la sua prima nomination agli Oscar 2018 per rappresentare la Germania nella categoria di miglior film straniero in concorso, non superando però le fasi di selezione finale.

 

Akin racconta il terrorismo visto da occhi diversi e soprattutto da scenari improbabili e inimmaginabili. Ad oggi siamo abituati a scontri tra religioni e nazioni ma non abbiamo ancora mai assistito nel nostro Paese, per fortuna, ad una forma di terrorismo interno, che si manifesta in maniera ancora più violenta rispetto a quella di massa. Il titolo del film in lingua originale è “Aus Dem Nichts” che tradotto in italiano significa: “Dal nulla”. È dal nulla che il tragico avvenimento, scatenante di tutti gli episodi successivi, incombe prepotentemente nella vita di Katja: in poco tempo si vede portare via tutta la sua famiglia.

Il film si compone di tre capitoli (famiglia, giustizia, mare); ognuno con una propria autonomia ma con un filo conduttore che li tiene legati tra loro: è Katja interpretata da Diane Kruger. Ogni capitolo inizia con un filmato con le stesse caratteristiche di un documentario, nel mostrare allo spettatore la verità su degli eventi passati, ma non più attestabili. I filmati-ricordo sono stati girati da un telefonino nell’ultima parte in mare, dove vediamo Katja fissare lo schermo del suo smartphone e piangere.

Il sentimento che viene percepito in tutta la durata del film è la rabbia e la disperata ricerca di giustizia da parte della protagonista. Con il passare del tempo si trasforma in sete di vendetta sempre più difficile da tenere a bada. Il ricordo è troppo forte per permetterle una sopravvivenza dignitosa, così Katja escogita vari piani, senza metterli mai in atto in maniera definitiva. Ed è proprio quando sembra non esserci una via d’uscita, poco prima della ritirata, che lei riesce a trovare il coraggio per fare giustizia finale. Akin ha deciso di affrontare un tema a lui molto caro. Il regista, nato in Germania da genitori turchi, si è ispirato ed ha analizzato vari casi di cronaca che hanno colpito il suo Paese natale nel primo decennio degli anni 2000. Gli episodi di terrorismo interno hanno prodotto numerose vittime di immigrati, naturalizzati tedeschi, accertando la presenza di uno scontro sociale dove l’ unico obiettivo è quello di completare la purificazione della razza ariana nei territori tedeschi. “Oltre la notte” è un film estremamente drammatico e toccante, con una buona recitazione e regia capace di sostenere l’apparato narrativo degli eventi trattati e di incuriosire lo spettatore per due ore davanti al grande schermo.

 

Visto all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano

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