Chi fa teatro, Teatro — 06/06/2014 08:12

Carlo Repetti lascia lo Stabile di Genova, prossimo a diventare”Teatro Nazionale”

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Turandot Carlo Felice

GENOVA – Carlo Repetti  lascia la direzione del Teatro Stabile di Genova con due mesi di anticipo sulla scadenza del suo mandato. Insediatosi  dal 1971, con un background di autore teatrale e direttore della Scuola di recitazione, ha dichiarato al Secolo XIX di Genova: “Ho già 67 anni e nonostante mi abbiano chiesto di restare, voglio lasciare spazio ai giovani». Largo ai giovani. L’altra notizia è quello che dice a margine “Lascio con due mesi d’anticipo anche perché a dicembre lo Stabile dovrebbe diventare nazionale assieme ad altri 4 teatri italiani”. In verità non è ancora ufficiale la “nazionalizzazione” dello Stabile di Genova -che rientrerebbe nel nuovo decreto del MIBACT- ma la notizia già era stata anticipata dal direttore generale dello spettacolo, Salvo Nastasi. Il posto resterà quindi vacante e  si parla di un bando pubblico.

La questione dei bandi aveva messo in difficoltà Repetti giusto un anno fa quando fu chiamato come membro della Commissione per la nomina del consulente del Teatro Civico di  Spezia: un gruppo di artisti e organizzatori teatrali che aveva partecipato alla “famigerata” short list, aveva fatto ricorso al Tribunale Amministrativo della Liguria. Tra questi  anche Dario Vergassola. Il vincitore della short lista era un attore “stabile” dello Stabile di Genova,  Roberto Alinghieri e il giudice del TAR annullò la sua nomina con riferimento proprio (ma non solo) a Carlo Repetti.

La sentenza, imbarazzante per le persone coinvolte, non lasciava ombra di dubbio: è venuto meno il principio di imparzialità e trasparenza. “Fra un membro della Commissione ed il controinteressato ricorreva un rapporto di “continua collaborazione professionale” asseverata da numerosi riscontri documentali, tale da integrare causa d’astensione”. E ancora: “Pur ricorrendo una situazione di coinvolgimento personale e professionale, espressamente disciplinata dall’art. 51 c.p.c., il membro della Commissione non si è astenuto né ha sollecitato la Commissione, all’atto dell’insediamento, a valutarne motivatamente l’eventuale effettiva incidenza sul corretto svolgimento delle operazioni di valutazioni”. 

Il giudice stabilì anche che il Comune doveva pagare le spese legali ai ricorrenti. Queste cose accadono in Liguria. l’attore Roberto Alinghieri rigettato dal TAR come consulente del Teatro, qualche settimana dopo viene nominato direttamente dal Sindaco Massimo Federici Presidente delle Istituzioni culturali. Vacante la poltrona dello Stabile di Genova e  in attesa di un bando pubblico, ci auguriamo che a differenza di quanto accaduto per La Spezia, siano stavolta rispettati i criteri di “imparzialità e trasparenza”.

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