Anna's corner — 06/04/2014 15:31

L’arte elettronica è in lutto: ci ha lasciato il visual artist Claudio Sinatti

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Si sono dati appuntamento lontano dalla terra un po’ troppi artisti elettronici in un solo anno. Dopo Antonio Caronia e Paolo Rosa, ci ha lasciato anche Claudio Sinatti, milanese classe 1972, artista visuale tra i più quotati a livello internazionale, nome imprescindibile della digital art che ha innovato molto il genere del “live electronics audio video” sperimentando soluzioni ardite per la “visual music” eseguita dal vivo in concerti o eventi multimedia o sotto le forme del vjing. Ha creato live media performance memorabili (con Scanner, Stephan Mathieu, Jeff Mills, Teho Tehardo, Nicola Ratti & Lorenzo Senni Christian Fennesz) per le più importanti manifestazioni e festival di musica e arte elettronica (Mito, Fabbrica Europa, Piemonte Share Festival, Netmage di Andrea Lissoni, Audiovisiva, Peam di Pescara, Sintesi di Napoli).

Claudio Sinatti nasce come videoartista e ha sempre coniugato la sua opera con la musica creando videoclip per i 99 Posse, Neffa, Carmen Consoli, Articolo 31, Alex Britti, Alexia, Eiffel 65, Sarah Jane Morris, Africa Unite. Nel 1999 fonda assieme al dj-producer Painè il collettivo di sperimentazione audiovisiva Sun Wu-Kung e inizia la collaborazione con il musicista Sergio Messina con il quale crea la band audio-video Crop. Nel 2002 apre il progetto mixmediale Grain con il musicista Jonas Coshto e nel 2004 inizia il progetto Pirandélo. Molte le installazioni video multischermo e interattive e le proiezioni architetturali live 2D che possiamo ricordare: il Real time architectural video-painting per l’ evento ai Magazzini Generali di Milano, l’Architectural videoprojection per l’Arsenale Novissimo at Tese di San Cristoforo a Venezia, la proiezione site specific con visual real time per l’Mtv Highlights event a Roma.

Suoi il Museo Pavarotti e l’installazione video permanente all’Hangar Bicocca. Palazzi ricostruiti come mosaici di luci e suoni, forme astratte, loop e colori flashanti che sono sempre stati il marchio della sua specialissima estetica. Atmosfere esplosive, immersive da vivere lasciandosi trascinare oltre la percezione normale, oltre l’ascolto usuale. Lavorava per i più prestigiosi brand creando eventi video per Samsung, Rolex, Mtv, Elle, La Rinascente. Una produzione sterminata di cui il suo sito offre una parziale visione. A questi eventi si aggiungono le migliaia di ore di corsi per formare gli artisti digitali del futuro che spesso lo coadiuvavano nelle sue operazioni artistiche.

Aveva dato un contributo alla digital performance creando i fondali per lo spettacolo dedicato alla biografia di Alan Turing: A stage case history con le musiche di Hubert Westkemper e la regia di Elisabetta Marelli per il Piccolo Teatro di Milano.

Nel sito di Armando Adolgiso, anni fa scriveva di sé: “Nei miei progetti cerco sempre di creare delle atmosfere e generare dei sentimenti più che stupire. Direi che la lettura del mio lavoro richiede una immersione e dunque da un lato un uso decisamente non distratto, dall’altro la disponibilità ad abbandonarsi a suoni ed immagini. Utilizzo vari metodi espressivi per costruire queste suggestioni. I più diretti dei quali sono probabilmente in ambito performativo.Uso le immagini ed i suoni con ritmi e tempi che assomigliano a quelle della grammatica cinematografica.C’è spesso uno strato di colonna audiovisiva in cui le progressioni sono lente e impercettibili, affinché ci sia un piano quasi inconscio di lettura.Elemento fondamentale della struttura di una performance è molto spesso il loop.A stacco o perfettamente circolari diventano il ritmo su cui costruire, stratificando, gli ambienti. Si creano loop composti da altri loop, formando una gerarchia di loop e sottoloop in cui si perde l’effetto di ripetizione e ci si trova in un gioco di onde in continua trasformazione. Sfrutto sempre più spesso i computer per realizzare e gestire video, ma con un uso discreto della tecnologia. In cui il risultato non sia pura ricerca tecnica, ma un motore sentimentale, di grazie e poesia.

Immergiamoci allora ancora molte volte in questa sua poesia che continueremo a vedere e ascoltare e a far vedere e a far ascoltare.

Grazie Claudio per la tua arte, per la tua poesia.

Claudio Sinatti su Flickr, su Vimeo 

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