Teatro, Va in scena a — 05/01/2012 22:16

Entanglement, la nuova stagione del Teatro Studio -Krypton di Scandicci

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Si intitola “Entanglement” la stagione 2012 di teatro, danza e arti visive ideata da Giancarlo Cauteruccio per il Teatro Studio di Scandicci, al secondo anno di gestione da parte della Compagnia Krypton.

Il programma, realizzato con il sostegno di Scandicci Cultura e della Regione Toscana, si ispira al concetto di ‘matassa’, ‘groviglio’, nella traduzione del termine inglese che negli anni Trenta adottò la fisica quantistica per definire la complessità delle relazioni tra i sistemi che si influenzano a vicenda anche se separati e distanti tra loro. Quell’interconnessione tra i linguaggi dell’arte (“rizomatica” parafrasando Deleuze) è la base fondante del progetto che include campi nuovi e si addentra in territori inesplorati. Il programma include la presenza di compagnie di teatro d’arte, di nuovi drammaturghi, di nomi prestigiosi della scena emergente e l’apertura alla danza. Un cartellone che comprende i Babilonia Teatri, Letizia Renzini / Marina Giovannini, Fanny&Alexander, Zaches, ai I Sacchi di Sabbia, Gogmagog, Motus e Fulvio Cauteruccio con Francesco Suriano.

 

Giancarlo Cauteruccio affronta una nuova dimensione della sperimentazione teatrale aprendo lo spazio della messa in scena a inediti autori: gli artisti contemporanei, le cui opere costituiscono il punto di partenza della drammaturgia che qui fa a meno del testo per esplorare le lingue del teatro.

“OA”, acronimo di Opera e Azione, è il titolo del progetto speciale in cinque atti che si articola nell’arco di cinque mesi.

Il primo atto (29-31 gennaio), “Lo spazio nella parola”, si svolge intorno all’opera “Gas” di Alfredo Pirri che stimola una riflessione sulla relazione tra parola teorica e poetica e presenza fisica.

L’opera di Enrico CastellaniIl muro del tempo”, ispira il secondo atto “Il corpo nel tempo” (23-25 febbraio) dove prende corpo la fisicità tortuosa di danzatori che descrivono l’incommensurabilità del tempo.

Jannis Kounellis con una installazione inedita domina la scena del terzo atto, “Il canto sospeso” (24-26 marzo), attraversata da sette interpreti liriche che creano un confronto tra immaterialità del canto e immanenza della materia.

La forma nella luce”, è il titolo del quarto atto (14-16 aprile) in cui le opere di Loris Cecchini diventano abitacoli per la misura del corpo umano rappresentato nelle sue categorie estreme.

Il quinto atto, “L’armonia interrotta” (18 maggio) è dedicato al senso dell’identità, tra maschile e femminile, tra armonia e conflitto, e vede in scena musicisti classici sullo sfondo dell’opera di Cristina Volpi.

 

Lo spettacolo inaugurale della stagione (14 e 15 gennaio) è affidato ai Babilonia Teatri con il loro “The End”, premio Ubu 2011 come migliore “novità italiana” . Lo spettacolo segna una nuova tappa del viaggio del gruppo veneto tra i miti e i tabù della cultura contemporanea che, impacchettata in modelli consumabili, allontana ai margini tutto ciò che ricorda l’inevitabile transitorietà della vita.

 

 

 

 

Il 4 e il 5 febbraio torna in scena la danza con “Misura (Canone)” di Letizia Renzini e Marina Giovannini. Il lavoro, ispirato a “Indagini di un cane” di Franz Kafka, è una composizione multimediale (danza, live music, live video, film, testo) che indaga nei territori drammatici della relazione.

 

Il “Dittico della visione” (10 e 11 febbraio) di Zaches Teatri, composto da due successi internazionali: “Il Fascino dell’Idiozia” e “Mal Bianco“, parte di una ricerca che affronta l’opera pittorica di Francisco Goya e Francis Bacon, cui la compagnia si dedica dal 2009.

La nuova produzione di Fanny & Alexander, “Discorso Alla Nazione” (2 e 3 marzo), di Chiara Lagani con la regia di Luigi De Angelis, è il primo step di un percorso triennale sulle forme del discorso, qui interpretato da Marco Cavalcoli.

 

Il 30 e 31 marzo I Sacchi di Sabbia presentano “Don Giovanni di W.A.Mozart”, un capriccio per “boccacce e rumorini” che, attraverso una rigorosa partitura di gesti musicali, rispetta la struttura essenziale dell’opera: una selezione delle arie più significative, un’ esecuzione a cappella, uno sberleffo e un omaggio al grande salisburghese.  Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni è un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate “rumoristicamente” dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia.

un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo
con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli,
Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci

Produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi
in collaborazione con Teatro Sant’Andrea,
La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi
Con il sostegno della Regione Toscana

Lo spettacolo è  un’esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione “del suono”, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva – addentrandosi dalla “parte sbagliata” quella che nessun musicista praticherebbe – ad una pionieristica versione dell’Opera di Mozart: una versione “sgrammaticata”, senza “rappresentazione”, ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità degli strumenti e l’ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l’essenza del grande personaggio mozartiano.
Frutto di un approccio all’opera spiazzante, d’una interpretazione “teatrale” in cui il testo dello spettacolo è rappresentato dalla melodia e dalla timbrica degli strumenti, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu. Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d’amore per un’opera magnifica.

 

 

 

Il 19 e 20 aprile è la volta dei Motus con il loro più recente spettacolo: “Alexis – Una tragedia greca” . Reduce dai successi riscossi all’estero, Alexis prende spunto dalla morte del quindicenne Alexandros-Andreas Grigoropoulos, ucciso ad Atene da un poliziotto nel dicembre 2008. Il protagonista, immaginato come fratello di Antigone, diventa un Polinice con la maglietta dei Sex Pistols in una composizione scenica corale dove si intrecciano dialoghi, interviste, riflessioni solitarie, frammenti audio e video dalla rete, per delineare “una tragedia greca di oggi”.

 

 

I Gogmagog diretti da Virginio Liberti, il 27 e il 28 aprile, sono in scena con “Sarebbe comico se non fosse tragico”, tratto da alcuni atti unici di Jean Tardieu, autore protagonista del nouveau théatre e anticipatore di scrittori del teatro dell’assurdo come Ionesco, Beckett e Adamov.

 

A distanza di 11 anni dal debutto, Fulvio Cauteruccio allestisce in forma di monologo uno dei più fortunati spettacoli di Krypton: “Roccu u stortu” (8, 9, 10 maggio). In questa nuova edizione torna la rabbia e il coraggio di uno “scemo del villaggio” coinvolto suo malgrado nella macchina della Storia.

L’ assolo di Cauteruccio ripercorre con filastrocche, canzoni, racconti un lucido attacco all’ordine militare e al governo dei Savoia come simbolo di una mai risolta questione meridionale.

 

 

 

Si conferma anche la consolidata collaborazione con “Face à Face”, iniziativa nazionale promossa dall’ Accademia di Francia in Italia che quest’anno impegna Krypton sul testo di Laurent Gaudé “Oniso furioso”.

 

Con il teatro dell’opera / sei lezioni di arte moderna e contemporanea, ideazione di Sergio Risaliti e regia di Giancarlo Cauteruccio, il palcoscenico del Teatro Studio (con due incursioni all’ Accademia di Belle Arti), diventa aula in cui rendere omaggio all’arte di quattro maestri quali Fausto Melotti, Mario Merz, Alberto Burri, Luciano Fabro e due giovani protagonisti, Robert Pettena e Cristiana Palandri.

 

Tre incontri sui temi della video arte, dell’architettura e dell’antropologia del paesaggio verranno affidati a Valentina Valentini (17 gennaio), Francesco Dal Co (23 aprile) e Marc Augé (22 maggio).

 

La nuova grammatica della Fantasia, è il titolo anche della rassegna 2012 dedicata ai ragazzi che prende il via l’8 febbraio e prevede quattro titoli, in collaborazione con Il Teatrino dei fondi.

 

 

 

 

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