altrifestival — 04/12/2019 at 19:49

Il Festival di regia Fantasio con La cantatrice calva di Ionesco al Teatro di Villazzano

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RUMOR(S)CENA – FESTIVAL DI REGIA FANTASIO – TEATRO DI VILLAZZANO – TRENTO –Personaggi che si esprimono in dialoghi convenzionali, vuoti, che parlano per non dire nulla, che dicono una cosa e fanno il contrario. Questi personaggi che strappano al pubblico molte risate sono in realtà la rappresentazione drammatica dell’incomunicabilità, della solitudine assoluta, dell’impossibilità di conoscere l’altro”. Le tante recensioni de La cantatrice calva possono variare per stile o per profondità ma da Ionesco non si può fuggire. I suoi protagonisti sono poco edificanti fin quando l’autore franco-romeno scrisse la sua prima celeberrima, opera inaugurando il teatro dell’assurdo. Ed è con La cantatrice calva che i registi partecipanti alla 20 esima edizione del Festival di regia teatrale Fantasio si cimentano. Organizzato da Gruppo Teatrale Gianni Corradini, TeatroE e EstroTeatro. La formula è la stessa da cinque anni: gli artisti selezionati arrivano a Trento, conoscono il testo e ricevono tramite sorteggio, un gruppo di attori selezionati anch’essi dall’organizzazione. Hanno dodici giorni a disposizione per preparare 15 minuti del testo e presentarlo ad una giuria e al pubblico. Francesca Falchi, Fabio Pisano, Karim Galici, Tommaso Pitta, Francesco Leschiera, Luca Quaia, Piera Mungiguerra e Francesco Sgrò. Scelti dopo un intenso lavoro, valutando i loro portfolio artistici. Da questa selezione sono emersi 7 over35 su 8, una novità per il festival: il testo è nelle mani non solo di registi talentuosi, ma anche con una certa esperienza. La loro versione della prima scena de La cantatrice calva viene presentata al Teatro di Villazzano il 4 e 5 dicembre con gli otto “quarti d’ora” concessi.

Il Fantasio va considerato prima ancora di un concorso come esperienza collettiva: lo scambio tra i registi che operano con la frenesia e il confronto della messa in scena e la contaminazione tra loro e gli attori. Nascono amicizie artistiche nel “prima”  e nel “dopo” che servono per misurarsi e rinnovarsi. È questo il senso, il valore aggiunto, del progetto di residenza che è inscindibile dal concorso.

 

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