Co-Scienze, Culture — 04/06/2019 09:55

Le “Voci europee” dedicate ad Antonio Megalizzi al Festival dell’Economia di Trento

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RUMOR(S)CENA – VOCI EUROPEE -ANTONIO MEGALIZZI – FESTIVAL DELL’ECONOMIA – TRENTO – Il Festival dell’Economia di Trento ha dedicato ad Antonio Megalizzi uno degli eventi in calendario della quattordicesima edizione, che si è svolta dal 30 maggio al 2 giugno, in una città colorata di arancione. Nella sezione “Testimoni del Tempo”: «Voci Europee. Una serata dedicata ad Antonio Megalizzi», alla quale hanno partecipato Annalisa Camilli (giornalista di Internazionale), Graham Ellis (presidente dell’unione delle radio europee e Deputy Director di BBC Radio), Nicola Pifferi (direttore di Sanbaradio e produttore esecutivo dei programmi di Europhonica), Silvia Sciorilli Borrelli (giornalista di Politico.eu) e Andrea Fracasso direttore della Scuola di studi internazionale dell’Università di Trento. Eric Jozsef, corrispondente in Italia del quotidiano francese Libération, moderava il dibattito e tra il pubblico erano presenti come ospiti anche i genitori di Antonio, Domenico Megalizzi e Annamaria, e la fidanzata Luana Moresco. Con l’occasione è stato comunicato loro da parte l’assegnazione di un riconoscimento per aver voluto accettare la nascita della Fondazione Megalizzi (la presentazione ufficiale è fissata venerdì 7 giugno alle ore 15 nel palazzo della Provincia di Trento), che verrà consegnato a Roma durante la festa di Articolo 21 in programma nei primi giorni di luglio.

 

Eric JOZSEF, Nicola PIFFERI, Annalisa CAMILLI, Graham ELLIS, Silvia SCIORILLI BORRELLI, Andrea FRACASSO Festival dell’Economia Teatro Sociale Trento, 31 maggio 2019 Foto: Nicola ECCHER

Sul palcoscenico del Teatro Sociale si è discusso di come sia evidente la difficoltà di comunicare l’Europa, da parte dei media, riguardo le iniziative a carattere politico europeo dando una rilevanza più nazionale delle notizie pubblicate. Eric Jozsef nell’introdurre la conversazione ha definito una «serata speciale in ricordo di Antonio che credeva nell’importanza nel raccontare i fatti e che sapeva raccontare la democrazia europea. Il suo impegno era di credere, formare e costruire l’informazione con la consapevolezza di quanto non fosse facile farlo senza il coinvolgimento dell’opinione pubblica. Anche Jacques Delors (presidente della commissione europea dal 1985 al 1995) era un convinto sostenitore di un’Europa in cui l’integrazione doveva avvenire con il coinvolgimento di tutti i cittadini europei».

Andrea Fracasso è stato uno dei docenti di Antonio Megalizzi all’Università di Trento: «Era un fervente europeista oltre che uno studente che sapeva distinguersi per impegno e passione, come faceva anche nel giornalismo, e la sua intuizione è stata quella di discutere di Europa in maniera molto convincente. Insieme alla sua generazione ha colto questa esigenza che fino a poco prima non veniva nemmeno percepita, affrontando temi a carattere europeo. La direzione era quella sovranazionale partitica ma anche di implementare una maggiore comunicazione. Aveva visto lontano e la riprova lo si è vista tramite Europhonica per cui lavorava, un format che riunisce 100 radio universitarie, capace di divulgare una moderna comunicazione. (vincitrice del Premio Carlo Magno della gioventù per la promozione della Comunità Europea). Antonio era stato a Strasburgo già nel 2018, motivo per il quale poi si era iscritto alla Scuola di studi internazionali dopo la laurea in Comunicazione a Verona. Spiegava la sua scelta come una necessità di comprendere di più e saper spiegare meglio. Cercava sempre di comprendere per poi trasformare in qualcosa di comprensibile a tutti. Amava soprattutto discutere con chi non era d’accordo con lui. Era dotato di un entusiasmo consapevole critico ».

 

foto di Nicola Eccher

Nicola Pifferi ha spiegato la nascita di Europhonica «nata nel 2015 e multilingue con l’intento di raccontare l’Europa unita più che l’Unione europea e da subito pensata come occasione di condivisione ancor prima di essere un format radiofonico. All’inizio la sua caratteristica era quella di una radiofonia nostalgica del passato ma ora è cambiata. Un esperimento continuo e nonostante la perdita di Antonio e Bartek Orent – Niedzielski (il collega che era a Strasburgo insieme, ndr) dobbiamo andare avanti». Per il giornalista radiofonico il problema di tutti gli stati in campagna elettorale è stato quello di “nazionalizzare” le tematiche emerse: «i media nazionali non amano scrivere di cronache estere perché costano molto».

La discussione è proseguita con l’intervento di Silvia Sciorilli Borrelli che ha affrontato il problema dei partiti sovranisti sia europeisti in campagna elettorale per le europee« dove il tema denominatore era il «racconto sulla “morte” dell’Europa, quando sarebbe necessario ritornare ad un sentimento più europeo. L’Italia, la Francia e l’Inghilterra hanno dato segnali di andare verso la cancellazione di un’Europa unita e i giornali del nostro paese hanno raccontato la vittoria leghista come qualcosa che cambierà la politica europea. Un terremoto? Un risultato populista e sovranista? I numeri sono cresciuti ma non c’è stata quella catastrofe annunciata». Annalisa Camilli è dell’idea che «la campagna elettorale si è basata quasi esclusivamente su un livello nazionale, eccetto quella della destra ed estrema destra. I giornali europei parlano dei singoli risultati e dei test nazionali. Solo i sovranisti hanno condotto una campagna europea elettorale – politica. La loro alleanza europeista sembra una contraddizione. I punti di convergenza li hanno cercati ma non esistono. Noi di Internazionale abbiamo creato una super redazione confrontandoci con altri giornalisti di Libération, ad esempio. Una redazione transnazionale e nella quale abbiamo cercato di analizzare quel filo rosso trovato che collega più che politiche propagande. Dai giornali ai social network si è registrato un gap di conoscenza su cosa sono di fatto le istituzioni. Prevale la prospettiva nazionale e sempre meno l’approccio europeo.
Il problema dell’immigrazione doveva avere una dimensione europea e le regole che non si sono riuscite a riformare come il trattato di Dublino. La crisi del sistema d’asilo fa parte delle questioni sempre meno affrontate a livello europeo».

Graham Ellis della BBC: «trovo sia molto ironico assistere che mentre stiamo abbandonando l’Unione Europea c’ è stata un’affluenza alle urne incredibile. Non so quanto erano ben informati gli elettori inglesi ma i temi dei politici erano più ampi e su questioni binarie, l’uscita dalla Brexit e le elezioni con chi era a favore o contro l’uscita. Hanno ricevuto più voti chi è per lasciare l’Unione Europea. È un momento galvanizzante per l’opinione pubblica inglese e negoziare l’uscita dipenderà da chi sono i politici che sono stati eletti negli altri paesi». In chiusura il discorso ha toccato un problema di stringente attualità: il corretto modo di informare dei media. Silvia Sciorilli: «noi giornalisti dovremmo fare bene il nostro lavoro, riportare correttamente le informazioni, legittimare la nostra professione visto che non c’è più una legittimazione a riguardo. Esiste un problema nel servizio pubblico che è quello della narrazione della politica e la narrazione dell’informazione. La narrazione dovrebbe essere impostata dalla politica e i giornalisti dovrebbero poi riportarla conoscendo le tematiche saperle raccontare». Graham Ellis dal canto suo ha risposto così: «nella  tradizione anglo americana il rapporto tra giornalista e la politica viene definito come quello che dovrebbe assomigliare tra un cane e un lampione. In Europa e in Italia esiste un legame deferenziale tra informazione e i politici».
Andrea Fracasso che fa parte del comitato editoriale del Festival dell’Economia ha ricordato al pubblico (tra i quali c’era anche Tito Boeri direttore scientifico del Festival dell’Economia, Giuseppe Laterza, Paolo Collini rettore dell’Università di Trento, e Innocenzo Cipolletta), la costituzione della Fondazione intitolata a Megalizzi «importante per il suo ruolo che assumerà nella formazione e informazione».

La nascita della Fondazione Megalizzi 

La sua nascita il 7 giugno verrà sancita alle ore 15 nella Sala Depero del palazzo della Provincia di Trento, alla presenza della famiglia Megalizzi, del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, sindaco di Trento Alessandro Andreatta, prefetto Sandro Lombardi, rettore dell’Università di Trento Paolo Collini, Arcivescovo Lauro Tisi, il direttore delle comunicazioni sociali della CEI don Ivano Maffeis, Giuseppe Giulietti presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani segretario Usigrai, il direttore generale della RAI Alberto Matassino, Rocco Cerone segretario regionale del Sindacato giornalisti, di Mauro Keller presidente dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, Paolo Borrometi presidente di Articolo 21.

 

 

Venerdì 7 giugno alle 15.00 in Sala Depero del Palazzo della Provincia di Trento la presentazione della Fondazione Antonio Megalizzi.

Dopo un lavorio silenzioso di Luana Moresco, fidanzata di Antonio, di Federica, Anna Maria e Domenico Megalizzi, si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli burocratici e tecnici della Fondazione a lui intitolata che vorrà essere custode della sua memoria, troppo presto strappato dal piombo terrorista ai suoi cari e all’Europa che studiava e documentava con i suoi reportage e le sue dirette radiofoniche da Strasburgo.

Si lancerà un ponte ideale tra ciò che Antonio Megalizzi desiderava e la concretizzazione pratica dei suoi sogni. A tal scopo, la Fondazione si occuperà principalmente di formazione ed informazione. I familiari, gli amici, i colleghi, collaborando con chiunque desideri rendersi partecipe, andranno nelle scuole e nei punti di incontro di tutta Italia a descrivere ai giovani cosa fa l’Unione Europea, discutere di attualità e tematiche di rilevanza sociale, dare loro gli strumenti per riconoscere le fake news e aiutare i giovani come Antonio a realizzare il sogno di poter raccontare ai propri coetanei, e non solo, l’Europa. Con discrezione ed un passo indietro, hanno sostenuto nel corso di questi mesi la famiglia il sindacato regionale del Trentino Alto Adige Süd Tirol insieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, all’Usigrai, ad Articolo 21 e a RadUni che hanno supportato la famiglia. All’iniziativa hanno aderito anche la Provincia Autonoma, il Comune e l’Università degli Studi di Trento.

 

Antonio Megalizzi

 

Grazie alla corale buona volontà ed al tradizionale solidarismo trentino, si ritroveranno attorno ad un tavolo nella Sala Depero in Provincia a Trento alla presentazione ufficiale del progetto alla comunità il presidente Maurizio Fugatti, il sindaco Alessandro Andreatta, il prefetto Sandro Lombardi, il rettore Paolo Collini, il presidente FNSI Giuseppe Giulietti, il segretario Usigrai Vittorio Di Trapani, il presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi, il segretario del sindacato regionale giornalisti Rocco Cerone.Di particolare significato la presenza dell’arcivescovo Lauro Tisi e del direttore delle comunicazioni sociali CEI don Ivan Maffeis, che ancora una volta vorranno testimoniare la vicinanza della Chiesa trentina ed italiana a questa famiglia che ha voluto trasformare l’immenso dolore per la tragedia vissuta, scevro da odio e rancore, in sentimenti positivi affinché la Fondazione possa germinare futuri ambasciatori di pace europei. Da sottolineare inoltre la presenza del direttore generale della RAI Alberto Matassino che illustrerà le ipotesi di collaborazione strategica che potrebbero essere promosse dal servizio pubblico radiotelevisivo insieme alla Fondazione Antonio Megalizzi.

La presentazione della Fondazione Antonio Megalizzi è stata calendarizzata all’indomani delle elezioni europee per evitare qualsiasi possibile ed ipotetica strumentalizzazione politica dell’iniziativa.

La Fondazione sarà il punto di riferimento privilegiato per promuovere e coordinare tutte le iniziative dei soci fondatori ma anche di enti e soggetti esterni pubblici e privati che abbiano il comune obiettivo di perpetuare la memoria di Antonio Megalizzi. Nell’occasione sarà lanciata l’idea della prima edizione del concorso giornalistico promosso dal Sindacato del Trentino Alto Adige Süd Tirol per un giovane che si affaccia alla professione, quale strumento per farsi conoscere. Faranno parte della giuria: il presidente FNSI Giuseppe Giulietti, il segretario Usigrai Vittorio di Trapani, il presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi, il segretario regionale del Sindacato giornalisti Rocco Cerone, il presidente ODG regionale Mauro Keller ed un rappresentante della Famiglia Megalizzi.La consegna del Premio Giornalistico Antonio Megalizzi avverrà a fine maggio del 2020, durante l’assemblea annuale del Sindacato regionale giornalisti.

La manifestazione della presentazione della Fondazione Antonio Megalizzi è aperta al pubblico.

 

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