COSTUME E SOCIETA', Culture — 04/06/2018 17:28

Dolomiti Pride: quando i “confini” vanno attraversati e superati…

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TRENTO – Dopo aver ospitato l’Adunata nazionale degli Alpini che ha visto la presenza di centinaia di migliaia di persone, seguita anche da polemiche a carattere politico (la data scelta per celebrare il raduno alpino: i cento anni della Grande Guerra coincideva con l’annessione del Trentino nel Regno d’Italia), Trento si appresta ad ospitare il Dolomiti Pride: denominato con lo slogan “Orgoglio senza confini” che culminerà con la parata in programma sabato 9 giugno. Trento, ancora una volta, è al centro dell’attenzione nazionale, mediatica e non solo: domenica 3 giugno si è conclusa con un successo straordinario la tredicesima edizione del Festival dell’Economia, alla presenza di esperti provenienti dalle più prestigiose università del mondo, oltre duecento relatori per un programma che prevedeva 104 eventi. Ora tocca al Dolomiti Pride organizzato dall’Arcigay trentino, rete LGBT, Centaurus Alto Adige, Agedo Trentino, Famiglie Arcobaleno, per dare «voce e visibilità alle istanze di libertà, autodeterminazione, inclusione e uguaglianza della comunità lesbica, gay, bisessuale, trans, queer, intersessuale, asessuale …». Anche in questo caso l’evento è stato anticipato da prese di posizioni e decisioni politiche nel negare il patrocinio, come nel caso del governatore della Provincia di Trento, Ugo Rossi, il quale ha definito la parata “folkloristica ed esibizionista che non apporta alcun contributo alla crescita e valorizzazione della società trentina e della sua immagine. Un evento che potrebbe degenerare una forte contrapposizione, disinteresse e distacco su temi importanti che diversamente richiedono partecipazione e confronto”. Parole che la senatrice Monica Cirinnà (la legge sulle unioni civili porta la sua firma) ha criticato severamente affermando come Ugo Rossi “deve capire bene che non è il caso di porsi fuori dalla storia”.

 

Il patrocinio è stato concesso dai Comuni di Trento, Bolzano, Merano, Riva del Garda, Villa Lagarina, Provincia di Bolzano, Università di Trento, Comunità Valle Di Sole, Commissione provinciale pari opportunità tra uomo e donna, Ordine degli assistenti sociali Trentino Alto Adige. Il supporto istituzionale dell’Assessorato alle pari opportunità Provincia di Trento e del Forum trentino per la pace e i diritti umani Comune di Trento. Il no è arrivato, invece, dal sindaco di Rovereto Francesco Valduga.

Alla sua prima uscita pubblica, il neo Ministro della famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana ha espresso la sua posizione a riguardo le famiglie arcobaleno con un pensiero revisionista e negazionista:”Una legge in proposito non esiste e, quindi, in Italia non esistono”; dichiarazione contestata dalla senatrice Cirinnà nell’intervista rilasciata ad Alessandra Aracchi, giornalista del Corriere della Sera e pubblicata sul sito del quotidiano: «Le famiglie esistono e sono plurali, lui non può non vedere le famiglie gay. È un ministro della Repubblica italiana, e ha giurato sulla Costituzione, ha l’obbligo di prendersi le sue responsabilità anche nei confronti delle famiglie gay. Al ministro sarebbe bastato leggere la legge numero 76 del 2016, la pluralità dei modelli familiari è riconosciuta anche da consolidate giurisprudenze europee e della nostra Corte di Cassazione. La Costituzione Italiana parla di eguaglianza e non di discriminazione»

 

È bene ricordare che il Dolomiti Pride non è solo una sfilata vista come un momento ludico goliardico ma anche, e soprattutto, un programma di iniziative culturali: dal teatro alla musica, dalla letteratura al cinema incluso un festival dei diritti), dimostrazione tangibile che l’inclusione, l’integrazione, i pari diritti, la libera espressione del proprio essere e le identità di genere, non sono solo rivendicazioni da esibire, ma espressione di sensibilità e cultura da diffondere attraverso le arti, la scienza, il dialogo, senza confini ideologici o forme di censura preventive. Confini da superare, come scritto nel manifesto politico scritto dagli organizzatori: «Il Dolomiti Pride abita spazi geografici, politici, culturali e linguistici di confine, quelli dell’arco dolomitico e dell’Euregio. Il confine vuole essere metafora di questo Pride. Confine che permette il dialogo tra identità e alterità, diventando luogo privilegiato per un’autodeterminazione critica, dialogante e solidale, luogo d’intersezione, d’incontro e d’inclusione. Ma anche confine che rischia di tradire questa sua vocazione diventando luogo di rifiuto, d’isolamento, di confino e di esclusione del diverso da sé. Un confine che, quindi, va necessariamente attraversato: perché sconfinare è umano. Questo è l’orgoglio oltre i confini del Dolomiti Pride».

Si parla anche di “autodeterminazione” negli intenti programmatici del documento redatto dagli organizzatori, rivendicata come una questione politica urgente come è quella del riconoscimento perché l’autodeterminazione non si può che co-costruire nella relazione con l’altro, proprio attraverso un processo di riconoscimento. «Crediamo che ogni tipo di relazione che si basi su libertà, responsabilità e rispetto reciproco debba trovare riconoscimento sociale e non vada in alcun modo stigmatizzato – dichiarano gli estensori del documento – (inviato a tutte le istituzioni politiche, ndr). Lungi dall’idea di famiglia tradizionale o naturale – peraltro inesistenti -, riteniamo che ognuno debba scegliere la modalità di stare in relazione più confacente a se stesso, dal vivere una vita di rapporti occasionali al costruirsi una relazione stabile con figli. I modelli relazionali e familiari sono molteplici e, a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere di chi ne fa parte, lo stare o meno in coppia, la genitorialità e l’esclusività dei rapporti rappresentano solo possibili scelte di vita e non obblighi sociali».

Gli artisti della festa finale del Dolomiti Pride

 

Il programma culturale del Dolomiti Pride ha preso il via nel mese di aprile scorso e prevede un calendario di appuntamenti fino al 9 giugno.

Oggi lunedì 4 giugno: Biblioteca di Madonna Bianca ,Vetrina di libri per bambini e adulti e film a tematica LGBT organizzata da Noi Quartieri Trento Sud. Esposizione di film e libri, tra i quali quelli che affrontano e spiegano ai più piccoli le diverse tipologie di famiglie, comprese quelle omogenitoriali. Martedì 5 giugno: Lavis – Libreria “La pulce d’acqua. “Diverso da chi?” Letture per bambini dai 4 agli 8 anni. Pride al Teatro Portland: “Coming out. Venticinque storie per uscire dall’armadio” scritto da Pupa Pippia, testo scelto da Massimo Lazzeri (uno degli organizzatori del Pride e da Maura Pettoruso). Lettura e incontro con l’autrice Pupa Pippia dedicato alla letteratura, all’interpretazione attoriale, alla fusione di percorsi interpretativi. Momento conclusivo di un percorso formativo, condotto dalla docente di dizione della scuola di teatro Portland, Maura Pettorruso. Il testo racconta diverse storie di Coming Out con una vena ironica che descrive vite diverse, percorsi personali che l’autrice ha incontrato nel corso degli anni, dietro al bancone del bar gay friendly gestito a Roma.

 

Un momento di condivisione, incontro e scambio, pensato per accogliere una manifestazione ispirata ai principi di uguaglianza, inclusione e autodeterminazione attraverso l’impiego delle arti: letteratura e teatro. Mercoledì 6 giugno: Bottega delle Arti EmitFlesti, Middlesex di Jeffrey Eugenides – ReadingLab regia di Annalisa Morsella. Lettori: Giulia Zanoni, Ivano Winterle, Cinzia Limelli, Ester Pigozzi, Alessandra Pinto, Simonetta Gabrielli, Pietro Michelini.

Middlesex è un romanzo che può essere considerato uno dei primi episodi culturali in cui si affaccia il tema dell’identità di genere, dell’intersessualità e della transessualità. Si nasce maschi o femmine oppure lo si diventa? Il sesso è biologico o è culturale? Eugenides insegna che esiste una terza via rispetto all’antinomia ideologica tra Natura e Cultura e consiste nel pensare che la sessuazione implica sempre una scelta soggettiva. Il mistero della sessuazione del corpo nella vita umana dipende dalle ragioni inconsce di questa seconda nascita.

Sala Fondazione Caritro mercoledì 7 giugno ore 20.30, proiezione del film Due volte genitori di Claudi Cipelletti e dialogo con i genitori dell’ Agedo Trentino. Venerdì 8 giugno ore 21 spettacolo teatrale Con gli occhi di una drag. Teatro San Marco. Mostre in corso: Love is Love, cinque illustratrici e illustratori trentini espongono le loro opere sul tema “Il Dolomiti Pride, l’orgoglio e la libertà di essere se stessi”. Foyer del Teatro San Marco. As Monxtras – l’arte attraversa il genere, opere fotografiche di Antonello Veneri. A cura di Francesca Quadrelli. Cafè de la Paix (passaggio Teatro Osele) e vetrine storiche di Trento.

 

Giovedì 7 giugno 2018 ore 14.00 – 18.00. Aule tsm Via Giusti 40

Festival dei diritti – Identità, diritti, doveri: Convinzioni ideologiche e orientamento sessuale nelle relazioni di lavoro.

Venerdì 8 giugno ore 14

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Aula Kessler Ordine degli avvocati di Trento

Volontà, veritas, arbitrio: fecondazione assistita e regole codicistiche

Sabato 9 giugno dalle ore 18 alle 0.1 festa conclusiva del Pride, parco Fratelli Michelin, zona “Le Albere” . Esibizione di 20 artisti, 2 cori, una banda, 6 drag queen, gruppi e solisti Discorsi degli organizzatori e racconti di alcune esperienze significative.

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