I primi dieci anni di vita dello Spazio Off di Trento, tra teatro e cultura

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TRENTO – Un amarcord per rievocare la nascita di luogo teatrale (ma non solo, sarebbe riduttivo definirlo solo così) che risponde al nome di Spazio Off, aperto nel 2005 e festeggiato nel 2015 per i suoi primi 10 anni di intensa attività. Daniele Filosi lo gestisce con passione, professionalità e una bella dose di creatività, grazie alla quale questo piccolo ma vivace spazio, (in origine era un’officina meccanica) è diventato sede di produzioni come la Trento Spettacoli, luogo di residenza per artisti provenienti da diverse regioni, e punto d’incontro per tutti coloro amino la cultura e non solo per assistere ad uno spettacolo teatrale. Da sempre lo Spazio Off ha ospitato dibattiti e conferenze pensate per animare la discussione intorno a tematiche di come gestire la cultura a Trento. Per una volta citerò anche la mia personale esperienza  quando cinque anni fa, Daniele Filosi mi invitò a presentare il debutto di Rumor(s)cena nel suo spazio, dandomi la possibilità di pubblicizzarlo sui media e al pubblico, e la sua buona riuscita fu grazie alla sua professionalità e cura offerta, condividendo gli stessi intenti nel fare teatro insieme; chi lo interpreta e chi lo analizza con lo strumento della recensione. Nei dieci anni di vita di Spazio Off  era doveroso ricordarlo per aver contribuito alla sua diffusione in Rete.

Spazio Off (4)

Ma l’amarcord protagonista  è la riproposizione di Dormono tutti sulla collina, un monologo ispirato alla vita di Fernanda Pivano. Non c’era modo migliore di festeggiare il decennale di attività artistica, se non tornando sul palco con lo stesso lavoro pensato e ideato nel 2005. Maura Pettoruso dava voce e spirito alla celebre scrittrice, giornalista e traduttrice delle opere dello scrittore (mito) Ernest Hemingway, alla quale era legata da un profondo sodalizio professionale, insieme a Mattia Pelli (voce, chitarra, armonica), Daniele Filosi (chitarre) e Ulrich Sandner (chitarra, violino, mandolino), con l’accompagnamento musicale eseguito dal vivo tratto da “Non al denaro non all’amore né al cielo” di Fabrizio De André. Un omaggio ad una delle protagoniste più vivaci della cultura italiana e non solo, un intellettuale capace di farsi capire con semplicità da tutti.

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Vale la pena ripercorrere attraverso le note di sala dello spettacolo la straordinaria e incredibile carriera di questa donna, traduttrice di scrittori appartenenti alla Beat Generation tra cui Allen Ginsberg , Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Henry Miller e Charles Bukowski. Nel 1938 Cesare Pavese le consegna quattro libri in inglese che segnarono il suo destino di scrittrice e traduttrice, facendole conoscere la Letteratura americana: Addio alle armi di Ernest Hemingway (tradotto clandestinamente in lingua italiana), Foglie d’erba di Walt Whitman, L’ Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e l’autobiografia di Sherwood Anderson.  A Torino verrà arrestata perché si era recata al comando delle SS dove era stato trattenuto il fratello Franco, trattenuto perché ritenuto per errore l’intestatario di un contratto della casa editrice Einaudi, che li commissionava la traduzione del romanzo di Ernest Hemingway Addio alle armi. Il romanzo non potrà essere pubblicato in Italia fino al 1949 perché fu ritenuto lesivo dell’onore delle Forze Armate da parte del regime fascista. Entrambi poi furono rilasciati.

Collina 2007

Fernanda Pivano lo tradusse «Quasi per sfida. Quasi per gioco. E se ne innamora perdutamente. Di ‘quel ragazzo a cui l’anima volò via’, e all’insaputa del suo maestro lo traduce. E’ l’inizio folgorante di una storia incredibile che sembrerebbe un meraviglioso romanzo se non fosse vera – si legge nel programma di sala di Dormono tutti sulla collina – vissuta da una grande protagonista, ‘Nanda’, e dai suoi straordinari compagni di viaggio: Pavese, Ernest Hemingway, conosciuto a Cortina, Allen Ginsberg e la beat generation emergente. Una storia bellissima che non può che avere come trama musicale la trasposizione della stessa Antologia di Spoon River ad opera di uno dei più grandi musicisti italiani, Fabrizio De Andrè. ‘Non al denaro, non all’amore, né al cielo’, la poetica e affascinante trasposizione musicale di alcune poesie dell’immensa opera di Masters. Un matto, un medico, un chimico, un blasfemo, un ottico, un giudice, un malato di cuore, e infine il suonatore Jones riprendono vita nell’opera di De André. Degna colonna sonora a questa storia che parla di sogni, di meraviglie, di sofferenze, di coraggio».

Ernest Hemingway e Fernanda Pivano (fonte www.storie.it)
Ernest Hemingway e Fernanda Pivano (fonte www.storie.it)

Parole scritte tradotte in musica e da un’efficace voce recitante, capace di far rivivere un’epoca in cui i sentimenti avevano anche un valore nella vita degli esseri umani. Maura Pettoruso ripercorre con bravura le tappe salienti di un gemellaggio tra lo scrittore americano e la sua amica traduttrice facendo leva sullo stupore nel venire a conoscenza di come sia stata avventurosa la vita di Hemingway, narrandola sempre mantenendo il giusto ritmo, intervallato dai passaggi musicali del trio efficace “spalla” a sostegno di un racconto che avvinceva e dava modo di riscoprire (ancora una volta) come la letteratura dei grandi romanzieri americani abbia avuto fortuna in Italia, grazie a Fernanda Pivano. In un’intervista rilasciata a “I Viaggi del Sole (Sole 24 Ore) – Cuba: Il mio amico Hemingway” del 2009, lei descrisse così lo scrittore: «Ci accomunava la fiducia in questo lavoro. Lavorava con grande serietà. Con grande impegno. L’ho visto buttare pagine su pagine, riscriverle da capo per trovare la parola giusta. Si arrabbiava se gli chiedevo perché buttava l’intera pagina invece di correggere solo la parola che non gli piaceva. La mattina c’era la cerimonia della posta. Mi dava quella italiana e rispondevamo insieme. Gli piaceva ricevere lettere. Rispondeva sempre, anche “per scaldarsi la mano” prima di scrivere qualcuna delle sue pagine memorabili. Una volta mi ha telegrafato da Venezia di raggiungerlo all’hotel Gritti. Voleva farmi leggere un suo romanzo prima di consegnarlo all’editore».

Dormono tutti sulla collina

Visto allo Spazio Off il 6 novembre 2015 

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Il teatro capace di rievocare e ricordare chi ha dato così tanto alla cultura, sapendo coinvolgere anche e soprattutto un pubblico giovanile, così come capita sempre di vedere in questa fucina di spettacoli e di idee. Una delle tante in corso d’opera qual’è la “Piccola rassegna tra moda, vino e teatro”, un progetto ideato da Spazio Off e Botique Nove Alfieri, in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Daniele Filosi e Simonetta Giorgetti hanno dato vita ad una rassegna di spettacoli teatrali, performance, recital e letture all’interno degli spazi della boutique, con una formula particolare e innovativa. Nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile 2016, su alcuni capi d’abbigliamento, scarpe, borse o altri articoli esposti e in vendita all’interno della boutique verrà applicata un’etichetta speciale e ben visibile. Indicherà il fatto che a fronte dell’acquisto di quel capo o di quell’oggetto, il cliente “acquisterà” anche il diritto ad assistere gratuitamente allo spettacolo in programma nel mese successivo. Un “diritto di ingresso” riservato a quei clienti che avranno scelto di acquistare proprio questi capi, “adottando” quindi di fatto uno spettacolo teatrale. Non solo, gli accompagnatori possono acquistare ad un prezzo scontato il biglietto ed è acquistabile a partire da sette giorni prima dello spettacolo (a prezzo intero) per chi volesse assistere senza la formula cliente più ingresso. Dopo gli spettacoli è prevista una degustazione di vini delle migliori aziende vitivinicole trentine. 

Giovedì 14 gennaio alle 21 va in scena Addio alle armi di Ernest Hemingway, interpretato e diretto da Maura Pettorruso e Stefano Pietro Detassis che si confrontano con la crudezza, la verità e la forza delle parole di Hemingway, frutto della sua personale esperienza sul fronte Italiano durante la Prima Guerra Mondiale.

Prossimi appuntamenti:

Giovedì 10 marzo 2016 – ore 21
Emilia e le altre

testi di Aldo Nicolaj
con Federica Chiusole e Ornela Marcon
musiche dal vivo di Michelangelo Felicetti

una produzione LuHa Art Survival Kit

Quattro personaggi femminili graffianti e atroci fino al ridicolo. Quattro donne forti e sfortunate, quattro destini diversi, ma ugualmente beffardi, quattro caratteri duri segnati dalla sofferenza o dalla follia. Donne che lottano per il proprio benessere economico e non solo, ognuna a modo suo. C’è Emilia che ha conosciuto i fasti del proprio antico mestiere tra le due guerre ed ora fatica a sbarcare il lunario. Olimpia che abbandonata dal marito ritrova la stabilità economica solo alla di lui morte grazie alle garanzie di legge del vincolo matrimoniale. Cornelia, nobildonna decaduta che crede di poter rifondare un impero sull’allevamento dei topi ma finisce nuovamente sul lastrico vittima delle leggi del prodotto e del capitale. Francesca per la quale la pulizia è regola di vita più importante di ogni altra cosa.

Giovedì 7 aprile 2016 – ore 21
Il deserto dei Tartari

di Dino Buzzati
con Woody Neri
regia di Carmen Giordano

una produzione TrentoSpettacoli

La vicenda narrata ne “Il deserto dei Tartari” da Dino Buzzati si traduce in un intenso monologo in cui il tenente Drogo, protagonista del romanzo, si confronta con se stesso, i suoi pensieri, i suoi desideri e le sue paure esistenziali. L’adattamento teatrale a cura di Maura Pettorruso è affidato all’interpretazione di Woody Neri, per la regia di Carmen Giordano: tre giovani artisti si confrontano con una messinscena di grande intensità, ricreando sul palco l’atmosfera, i silenzi e le parole del celeberrimo romanzo di Dino Buzzati.
Giovedì 12 maggio 2016 – ore 21
Progetto Umanofono 2016

Voci: Milena Bigatto, Simonetta Giorgetti, Anna Lambertini, 
Roberto Maestri, Francesca Rocchetti, Federico Vergot, Ivano Winterle.
Direttore: Maura Pettorruso

Un concerto di voci ed un esperimento di lettura corale al tempo stesso. Un gruppo di lettori che si intrecciano come strumenti di un’orchestra. Questo è l’Umanofono: sette voci recitanti dirette da Maura Pettorruso si confronteranno con un nuovo testo, che verrà svelato solo prossimamente.

informazioni e prenotazioni

333 2753033

www.spaziooff.com – info@spaziooff.com
facebook.com/spazio.off  – facebook.com/9alfieri

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