spettacoli — 03/04/2019 10:43

Antonella Questa al Teatro Solvey di Rosignano: spettacolo, laboratorio e tavola rotonda per progettare un’infanzia felice.

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RUMORSCENA – INFANZIA FELICE – ROSIGNANO SOLVEY – Va in scena mercoledì 3 aprile al Teatro Solvay di Rosignano Solvay alle ore 21.00, lo spettacolo Infanzia Felice, una fiaba per adulti di e con Antonella Questa. In un momento storico particolarmente delicato nelle relazioni tra educatori e bambini, si avverte una crescente necessità di migliorare la costruzione del dialogo tra gli adulti e le nuove generazioni, di diminuire l’aggressività imperante e di arginare la cosiddetta “maleducazione”. Armunia organizza tre giornate per riflettere sull’infanzia e sull’educazione attraverso la visione di uno spettacolo, la partecipazione ad un laboratorio per adulti, insegnanti e operatori e un incontro pubblico. Con il linguaggio della fiaba, lo spettacolo affronta il tema della Pedagogia Nera, termine che indica quei metodi educativi utilizzati sui bambini nei secoli scorsi e tramandati di generazione in generazione, per crescere degli adulti obbedienti, attraverso la repressione delle emozioni e il mancato riconoscimento dei loro bisogni.

Nell’epoca della rabbia e dell’aggressività, lo spettacolo solleva la riflessione su come invertire la rotta, restituendo ai bambini i bisogni primari di affetto, empatia e ascolto, che sono alla base di un’infanzia felice. Impegnata da anni nel teatro contemporaneo come autrice e attrice, Antonella Questa da oltre un decennio porta sulla scena spettacoli che nascono dal suo profondo interesse verso le dinamiche relazionali nella società contemporanea. La sua poetica è ispirata da una ricerca che si muove su un terreno delicato, di tematiche che ancora oggi sono considerate tabù e si traduce sul palco con spettacoli che attraverso l’ironia, tentano proprio di scardinarli, affrontandoli a viso aperto e senza ipocrisie. Con una cifra stilistica molto personale, un uso del corpo che in scena si traduce in un vero e proprio linguaggio, Antonella ha costruito, spettacolo dopo spettacolo, un mosaico di volti e personaggi dai quali, seppur in circostanze differenti, affiorano debolezze e paure che fanno parte di noi e in cui tutti possiamo riconoscerci. La coreografia e messa in scena sono di Magali B – Cie Madeleine&Alfred.

Antonio Ficai

Giovedì 4 aprile, Antonella Questa e filosofo Luca Mori condurranno dalle ore 17 alle ore 19.30 e dalle 21 alle 22.30, al Teatro Solvay – Rosignano Solvay, il laboratorio sul tema dell’empatia: Diventare – Esperienze di purà felicità. Un’attrice e un filosofo hanno immaginato il laboratorio come possibile occasione per “aprire lo sguardo”. Il punto di partenza sono le diverse capacità di “ascolto” che possiamo mettere in atto verso noi stessi e gli altri: come ascolto un’altra persona? Quando l’ascolto? Perché l’ascolto? E soprattutto, io mi ascolto?

Il programma sperimentale coinvolgerà tanto i bambini quanto gli adulti, in un appassionante e inedito laboratorio attorno alle finzioni che attraversano le nostre vite. Uno degli obiettivi del percorso consiste nell’allenare a riconoscere e a stare in guardia dalle finzioni che ci opprimono. “Lo studio della “pedagogia nera”, ovvero dei metodi educativi violenti usati nei secoli scorsi per crescere i bambini come bravi adulti obbedienti, racconta la Questa– mi ha permesso di riconsiderare l’educazione che ho ricevuto da bambina, da un punto di vista diverso. Mi sono ricordata di esser stata spesso considerata una “bambina cattiva”, provando frustrazione e dolore perché non mi sentivo capita e accolta nel mio bisogno in quel momento espresso attraverso azioni che infastidivano gli adulti intorno. Una volta adulta mi sono dimenticata di quel malessere e ho trovato normale venissero ripetuti quegli stessi atteggiamenti su altri bambini. Fino a quando non mi sono imbattuta in questo studio. Ho scoperto così dalla “pedagogia nera” che i “bambini cattivi” non esistono, sono semplicemente “sofferenti” e per secoli quei metodi educativi violenti hanno proprio impedito l’ascolto e l’espressione dei loro bisogni.”

Venerdì 5 aprile il percorso si concluderà alle ore 17.30 al Teatro Solvay – Rosignano Solvay, con una tavola rotonda pubblica, un incontro-confronto per parlare delle radici dell’educazione e dei suoi effetti sulla società contemporanea. Introduzione di Angela Fumarola – Condirettrice Artistica Armunia e Veronica Moretti – Assessore alle politiche giovanili ed educazione Comune di Rosignano Marittimo

Antonella Questa Autrice e Attrice, Luca Mori Filosofo e Formatore, Alfonso Maurizio Iacono Professore Ordinario di Storia della Filosofia, Maria Antonella Galanti Professore Ordinario in Didattica e Pedagogia speciale  Relmi Rizzato Avvocato, si occupa di comunicazione e nuove tecnologie che interverrà su Rischi della rete: tra gioco, social e cybergbullismo. Il punto di partenza è il testo Pedagogia Nera – Fonti storiche dell’educazione civile di Katharina Rutschky, sociologa e scienziata dell’educazione che pubblicò a Berlino nel 1977. Scrive Paolo Perticari nella introduzione: “Rimasto ignorato dal pubblico italiano e mondiale per quasi quarant’anni il libro della Rutschky è probabilmente il più importante libro, il più rilevante movimento del pensiero sui bambini, sulla violenza, sull’educazione, sul potere e sul male del XX secolo.” Cos’è rimasto oggi della pedagogia nera? Si chiederanno i relatori. Persiste ancora una pedagogia violenta che mira a spezzare la spontaneità del bambino con la conseguenza di impedirgli l’espressione dei propri bisogni e pensieri? Se sì, in quale forma si manifestano i suoi effetti nella società contemporanea? Quale è la relazione tra bullismo e cyberbullismo rispetto al contesto educativo? Al temine un calice di vino con i relatori.

Informazioni tel 0586 754202 armunia@armunia.eu www.armunia.eu

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