RUMOR(S)CENA – MERANO – Bolzano – La musica nasce dalla passione e alla passione ritorna. È questo il filo conduttore che anima anche quest’anno molti concerti del südtirol festival merano, chenel2026 proporrà 26 concerti in otto formati distinti, ospitati in suggestive sedi della città termale di Merano e nei castelli e nelle chiese dei dintorni. Cuore del festival è la prestigiosa rassegna sinfonica “classic”, ambientata nell’elegante atmosfera liberty del Kurhaus.
Il 20 agosto segna un momento storico: con Bar Avni, per la prima volta sarà una donna a guidare il concerto inaugurale del südtirol festival merano. Alla guida della Kammerorchester Basel e accanto al pianista turco Fazıl Say, la direttrice presenta un programma che attraversa epoche e stili: dall’ouverture del divertimento carnevalesco mozartiano “La finta giardiniera” al Concerto per pianoforte n. 2 di Shostakovich, dalla Sinfonia n. 39 di Haydn fino alla Sonata per pianoforte n. 23 di Beethoven, la celebre “Appassionata”, soprannome attribuito postumo.

A seguire, la Pittsburgh Symphony Orchestra, diretta da Manfred Honeck con Alexandre Kantorow al pianoforte, propone un programma che accosta i “Cinque pezzi” di Schulhoff, la “Rapsodia su un tema di Paganini” di Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 di Shostakovich. La Seoul Philharmonic Orchestra, sotto la guida di Jaap van Zweden e con la violinista Bomsori Kim, presenta un percorso che unisce contemporaneità e tradizione: dalla prima opera orchestrale del compositore sudcoreano Jaeil Jung, “Inferno”, alla Sinfonia n. 30 di Mozart, dal celebre Concerto per violino in mi minore di Mendelssohn fino al poema sinfonico “Pini di Roma” di Respighi. Il Constellation Choir e la Constellation Orchestra, diretti da Sir John Eliot Gardiner, mettono in dialogo il “Canto del destino” di Brahms, su una poesia di Hölderlin, con il “Lobgesang” di Mendelssohn, dedicato ai libri come “armi della luce”.

Il calendario prosegue con appuntamenti di alto profilo: il 3 settembre Alexander Gadjiev propone un recital con la Sonata per pianoforte n. 1 di Schumann e “Quadri di un’esposizione” di Musorgsky. Il 7 settembre la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Teddy Abrams con Yuja Wang al pianoforte, interpreta opere di Barber e Copland, concludendo con il Concerto per pianoforte n. 3 di Prokofiev. La Staatskapelle di Dresda, diretta da Daniele Gatti con Beatrice Rana, accosta l’ouverture “Egmont” e il Concerto per pianoforte n. 4 di Beethoven alla Sinfonia n. 2 di Brahms. La Bergen Philharmonic Orchestra, diretta da Dima Slobodeniuk, propone il Concerto per pianoforte n. 2 di Brahms – definito dal critico austriaco Eduard Hanslick una “sinfonia con pianoforte obbligato” – e la Sinfonia n. 5 di Sibelius, che si conclude con imponenti eruzioni sonore.

La Camerata Salzburg si esibirà, nel Concerto per due pianoforti di Mendelssohn in mi maggiore e nella Fantasia per pianoforte a quattro mani in fa minore di Schubert, insieme ai virtuosi Arthur e Lucas Jussen. Il 22 settembre la Baltic Sea Philharmonic, con la violoncellista tredicenne Charlotte Melkonian sotto la direzione di Robert Treviño, chiude la 41ª stagione del südtirol festival merano con un programma che comprende un “Intermezzo” di Wilhelm Stenhammar, le Variazioni Rococò di Tchaikovsky e la Prima Sinfonia di Brahms, nella quale il compositore dichiarò di sentire “marciare dietro di sé” il “gigante” Beethoven.
Nei concerti matinée, con il Quatuor Zaïde, la violoncellista Anastasia Kobekina e la pianista Claire Huangci, il palco sarà interamente al femminile e i programmi attingeranno in larga parte al repertorio di compositrici. “Questo luogo celestiale”: molte delle autrici in programma al Pavillon des Fleurs e al Teatro Puccini – tra cui Fanny Hensel, Clara Schumann, Amy Beach, Teresa Carreño e Delphine von Schauroth – soggiornarono infatti in Alto Adige, in Tirolo e nel Trentino come viaggiatrici o ospiti della città di cura.

Nel 2026 il südtirol festival merano amplia inoltre lo sguardo verso formati innovativi e riletture inedite del grande repertorio. Tra queste, la combinazione tra l’universo narrativo di Harry Potter e l’opera barocca “Didone ed Enea”di Purcell, proposta dall’O/Modernt Chamber Orchestra Stockholm insieme al Voces8 Scholars Ensemble, e il Requiem di Mozart in una versione cameristica nella chiesa parrocchiale di Lana di Sotto. A ciò si aggiunge l’incontro tra Bach e la samba con il violinista Linus Roth e l’Orquestra Johann Sebastian Rio: un cocktail sonoro vivace e sorprendente, nel segno della passione.





