prime nazionali, Teatro, Va in scena a — 02/06/2016 07:15

Orgia di Pasolini, prima nazionale: Licia Lanera al Festival delle Colline

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TORINO – Va in scena in prima nazionale al Festival delle Colline Torinesi il 7 (ore 21) e 8 giugno 2016 (ore 19.30) al Teatro Astra di Torino Orgia di Pier Paolo Pasolini con Licia Lanera e Nina Martorana.  Licia Lanera nelle note di regia : «La mia Orgia è la tragedia a di chi non sa stare al mondo. Negando la sua definizione (non più tre, ma due: uno che è sia Uomo che Donna, più una ragazza), io sono un’unica voce e un unico corpo che racconta l’impossibilità di un essere umano a sottostare a certe leggi sociali, a subire l’inganno della lingua, a imprigionare il corpo in azioni ripetitive, sempre le stesse nel corso della storia.» In questa versione sono due donne a interpretare Orgia, una tragedia in versi costituita da un prologo e sei episodi, di Pier Paolo Pasolini. Fu rappresentata per la prima volta nel 1968 al Teatro Stabile di Torino, diretta dallo stesso autore ed era interpretata da Laura Betti, nel ruolo della Donna, e da Luigi Mezzanotte, nel ruolo dell’Uomo. Pasolini non riuscì mai a vedere la pubblicazione, che fu stampata solo dopo la sua morte (edizioni Garzanti). La vicenda si sviluppa in sei brevi episodi ambientati nella camera da letto dell’Uomo e della Donna, coniugi di mezza età appartenenti alla ricca borghesia cittadina.

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I primi due atti si svolgono durante la notte di Pasqua: la coppia si prepara a consumare un rapporto di estremo sadomasochismo. L’Uomo è carnefice ma nello stesso tempo è sfruttato dalla Donna che accetta ogni violenza con felicità ed obbedienza, complice del proprio sfruttamento. Si tratta di un rito che rivela la vera natura dei rapporti sociali, attraverso di esso entrambi scoprono come la violenza dei rapporti di potere sorregge ogni realtà sociale. Incapace di ripristinare una inconsapevole e tacita obbedienza al potere, la Donna si suicida. L’Uomo ripropone lo stesso rito, senza però riuscirci, ad una prostituta. Rimasto solo si ribella alla sfera del potere e rivendica la propria diversità vestendosi da donna. Ma la scissione dei due ruoli, l’Autorità, il Potere, il Padre da una parte e la sua diversità dall’altra, porta anche lui al suicidio. Si impicca dopo il monologo finale, rivolto direttamente agli spettatori.

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Regista assistente Danilo Giuva, consulenza artistica Alessandra Di Lernia, luci Vincent Longuemare, costumi Antonio Piccirilli, dipinti Giorgio Calabrese, tecnico di produzione Amedeo Russi. Assistente tecnico Cristian Allegrini. Organizzazione Antonella Dipierro. Regia e spazio Licia Lanera. Produzione Fibre Parallele, coproduzione Festival delle Colline Torinesi, CO&MA Soc. Coop. Costing & Management e con il sostegno di L’Arboreto-Teatro Dimora di Mondaino. La compagnia è sostenuta dal MiBACT

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