Chi fa teatro, Editoria Teatrale — 02/01/2019 15:53

Premio Scenario: uno sguardo al passato (recente), uno al presente ed occhi puntati al futuro.

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RUMOR(S)CENA – PREMIO SCENARIO – A poco più di trent’anni dalla sua nascita il Premio Scenario fa il punto della situazione teatrale emergente e di ricerca in un volume importante per contributi, “Scenari del terzo millennio. L’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro” (edizioni Titivillus), a cura di Cristina Valenti.
L’opportunità della presentazione del volume si è manifestata il 26 novembre  2018 scorso, al termine delle prime rappresentazioni del Premio Scenario Infanzia andate in scena al Teatro al Parco di Parma, in cui sono intervenuti, coordinati dalla direttrice del teatro Alessandra Belledi, Fabio Acca, Stefano Cipiciani, Roberta Gandolfi, Cira Santoro  oltre alla curatrice del testo, Cristina Valenti.
È stata, questa, un’occasione per mettere a fuoco, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza artistica e il valore intrinseco e pratico degli intenti che da sempre animano il Premio.  Nato nel 1987 da un’idea di Marco Baliani, in poco tempo è divenuto punto di riferimento per le giovani compagnie teatrali in Italia. Ribadito con forza e sincero e legittimo orgoglio, in questa sede è stato il valore degli intenti che ha mosso, accomunato e riunito trenta tra compagnie e centri teatrali del territorio nazionale: queste ab illo tempore hanno compreso e creduto nella qualità in divenire dei giovani artisti e progetti e, alla pari, come questa sia legata alla promozione e valorizzazione della cultura teatrale.
Allora come oggi, il Premio (nelle sezioni Generazione Scenario, Infanzia e Premio Ustica) svolge non solo il ruolo di promotore e giudice nel bando di concorso, ma di vero e proprio ‘curatore’ delle idee innovative dei giovani artisti: momenti di incontro, scambio e confronto fra organizzatori e partecipanti si alternano, infatti, perché la realizzazione del progetto presentato ed i protagonisti (giovani drammaturghi, registi e attori) germoglino e fioriscano attraverso la crescita esperienziale a contatto con chi ha esperienza del mestiere. Ad essere premiati, infatti, non sono spettacoli ‘fatti e finiti’, ma progetti in fieri, visioni, la cui bontà e consistenza è verificata solo nel momento del debutto.

Palma 2011, opera fotografica di © Tomaso Mario Bolis

 

 

È da sempre al tempo stesso un progetto ambizioso ed estremamente rischioso che, però, i soci di Scenario si addossano con sincera affezione nei confronti del futuro del teatro ed in forma del tutto volontaria, come sottolineato da Cristina Valenti, e che dà, anche per questa sincerità, i suoi frutti: la peculiarità dello scenario teatrale di questo secondo millennio, secondo l’osservatorio dell’Associazione, ha rispondenza reale in artisti e compagnie che sono emerse dal Premio. Si pensi che da Scenario provengono realtà artistiche come Emma Dante, Teatro sotterraneo, Babilonia Teatri.
Gli interventi nel volume (nella prima parte), così come quelli degli interlocutori presenti all’incontro, hanno altresì messo in evidenza quanto Scenario sia estremamente legato alla realtà che lo circonda, non già solo attraverso la discussione sul superamento dei codici del dramma, sul lavoro degli artisti fra performatività e performance, ma anche con una sezione dedicata all’artista scomparso Matteo Latino, vincitore del Premio nel 2011 e ‘simbolo’ del giovane teatro di innovazione che usa il palcoscenico come uno dei possibili mezzi per ‘graffiare la realtà’ attraverso l’utilizzo di codici e mezzi estremamente contemporanei.
A rendere ancora più prezioso il volume un apparato fotografico che ripercorre gli spettacoli vincitori dal 2001 ed interventi affidati a studiosi di vari ambiti disciplinari (nella prima parte), i quali sottolineano quanto Scenario sia un ambiente ‘inclusivo’ di più sguardi, anche di una necessaria ricognizione statistica (nella seconda parte) che aiuta a riflettere, leggendo attraverso numeri e grafici, sull’andamento delle tendenze teatrali dal 2006.

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