stagione teatrale, Teatro — 01/11/2015 10:30

Brignano visita il Teatro e inaugura la stagione del TSA

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L’AQUILA – Evento mondano dell’anno teatrale nel capoluogo abruzzese, è giunto in città Enrico Brignano. I biglietti sono andati sold-out già all’apertura delle vendite per un one-man-show che ha devoluto il ricavato al Progetto “Teatro Giovani” del Teatro Stabile d’Abruzzo. Una generosità da parte del comico romano-abruzzese che torna ancora una volta a rinpinguare le tasche di un teatro che già ne aveva avuto profitto subito dopo il sisma del 6 aprile 2009. Spiega così Enrico Brignano la sua visita:

“Sono venuto qui a L’Aquila, in tempi proprio di grande tragedia. Si stavano contando ancora i dispersi. Ritornare adesso e vedere che ancora a quest’ora lavorano gli operai è fantastico. […] Dove c’è danaro pubblico ci sono malfattori. Vorrei più giustizia, non perché sia un forcaiolo, ma pensare che quelle persone durante la scossa di terremoto abbiamo riso al telefono, ecco, quelli sono i peggiori del mondo credo in assoluto e spero che si faccia giustizia. In questo caso bisogna dare spazio anche alla speranza […] Io sono qui solo perché sono a rappresentanza di me stesso, cioè di uno che ha una parte di cuore abruzzese, l’altra parte è italiana. Ho una coscienza, insomma, credo forgiata nel fatto che se uno si rimbocca le maniche poi le cose avvengono. Quindi è una sorta di commistione, non ho una linea politica. Non penso che la politica possa ricostruire le case. Io credo che il buon senso, l’abnegazione e i sacrifici costruiscano le case. Non dipende dal colore politico, anzi molto spesso il colore politico osteggia. […] Mentre succedeva la tragedia qui a L’Aquila avevo appena finito lo spettacolo a Firenze e ero proprio arzillo perché era piena notte ma avevo l’adrenalina ancora in corpo e vedevo il mio soffitto tremare, il letto traballare per cui ho detto chissà, è successo un terremoto, chissà dove! E quindi sono rimasto tutta la notte a sentire notizie che venivano da qui. Ho vissuto un terremoto mai vissuto in vita mia. […] Poi, che io sia abruzzese è un piccolo particolare in più. Ma soprattutto sono italiano. Mi dispiace. […] Dipende da noi italiani. […] La natura non la si vince, però ci si può convivere con la natura.”

Da sinistra: B. Leone, M. Cialente, E. Brignano, M. Marchetti

Da sinistra: Betty Leone, Massimo Cialente, Enrico Brignano, Marcello Marchetti (foto © Annalisa Ciuffetelli)

Il ricordo arriva nel pomeriggio del 30 ottobre, prima di entrare a visitare uno degli edifici danneggiati dal terremoto: il Teatro Comunale del capoluogo abruzzese, gestito dal TSA. Il restauro dell’edificio, nel centro cittadino, è cominciato da pochi giorni e il comico ha incontrato  il sindaco Massimo Cialente, l’assessora alla cultura Betty Leone, l’architetto Marcello Marchetti del Segretariato Regionale Abruzzo dei Beni Culturali nonché Direttore dei lavori di restauro e la stampa.

Fabbricato nel 1854 su progetto di Luigi Catalani, inaugurato nel 1872 e poi ammodernato più volte, il teatro all’italiana di L’Aquila, costruito prendendo a modello quelli per il melodramma, oggi è sottoposto ad un nuovo restauro, realizzato soprattutto in visione della nuova tecnologia e del ritorno del progetto originario per il foyer, togliendo lo scalone degli anni ’30 e sostituendolo con due rampe laterali.
Nella nota diffusa dal Segretariato Regionale Abruzzo, in occasione dell’avvio dei lavori, si legge: “Dopo il protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune dell’Aquila, proprietario dell’edificio, che incaricava l’allora Direzione Regionale per i beni culturali del recupero del Teatro (settembre 2012), si è proceduto all’espletamento della procedura di gara pubblica per l’affidamento dei lavori, a luglio 2013.” Individuata “la Società Cooperativa Conscoop, oggi si giunge finalmente all’inizio concreto dei lavori, che avranno la durata di 750 giorni (importo a base d’asta € 7.135.847,14): poco più di due anni, dunque, per poter tornare ad assistere agli spettacoli nello spazio gestito dal 1963 dal Teatro Stabile d’Abruzzo. […] La macchina teatrale viene dunque sottoposta a revisione, per rispondere sia alla imperativa necessità di conformarne l’utilizzo alle normative vigenti che alla capacità produttiva del teatro stesso, spesso sofferente di una quasi cronica carenza di spazi.
La previsione di laboratori, sala prove, spazi per tecnici ed artisti, depositi per i materiali di scena, nel progetto si mette in relazione con la necessità di un aumento dei posti a miglior visibilità, la richiesta di ripristinare l’originaria vocazione lirica della sala, con un accurato perfezionamento anche dell’acustica, lo studio di un nuovo sistema platea, la revisione della tecnologia di scena, la volontà di garantire un miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità complessiva degli spazi dell’edificio, sia per le maestranze che per il pubblico, per restituire alla città uno spazio sicuro e un teatro rispondente alla contemporaneità.

I cambiamenti sono stati illustrati dall’architetto Marcello  Marchetti ad Enrico Brignano il quale, da parte sua, non si è risparmiato in fatto di consigli riguardo le normali necessità tanto per un artista e per il tecnico quanto per il pubblico: dalla platea, all’apparato fonico ed elettrico, al palcoscenico, ai camerini con le necessarie luci dello specchio. I luoghi sono cruciali in una città come L’Aquila. Una città che, peraltro, intende fare della cultura il suo vessillo. Ecco che le pièces in programma, così come negli anni passati, sono realizzate in una sorta di “cartellone teatrale diffuso”.

Enrico-Brignano 2

Enrico Brignano

Lo show serale di Brignano, creato appositamente per L’Aquila sulla base di “Sono italiano ma non è colpa mia” (concepito per il tour europeo, da cui è reduce, e per il tour mondiale, che lo vedrà impegnato nella primavera prossima), prevedendo l’affollamento di pubblico, è stato necessariamente collocato dal TSA all’Auditorium della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza, il luogo più capiente che ci sia in città, dotato di circa 1000 posti.

Lo spettacolo non è stato tanto un recital quanto un docu-show. Lo showman ha passato in rassegna la storia dell’arte italiana, Giotto, Leonardo, Michelangelo, e ciò che ci accomuna o distingue forte anche di quei 49 siti dell’Unesco che possediamo. Testimone dell’eccellenza di un patrimonio, una cultura e una tradizione inarrivabili, per due ore e mezzo si è fatto ambasciatore delle virtù nazionali, tra storia e aneddoti, canzoni e battute, costumi d’epoche o luoghi lontani. Esilarante e travolgente l’excursus in cui Brignano si è prodotto col suo grammelot dei dialetti italiani in una sorta di viaggio linguistico da nord a sud. In chiusura di serata, il direttore artistico del TSA Alessandro D’Alatri gli ha consegnato un riconoscimento, appositamente creato da Giovanna Renzetti per l’occasione, a forma di cuore che racchiude l’ormai simbolo aquilano del rosone. Già nel pomeriggio il Sindaco aveva omaggiato il comico di un volume sul pittore locale rinascimentale Saturnino Gatti.

Dopo Brignano, che ha aperto il cartellone, debutterà a metà novembre la nuova produzione del TSA, “Grand guignol all’italiana” la cui regia è di Alessandro D’Alatri e vede in scena, tra gli altri, Lunetta Savino che quest’anno pare essere musa e attrice di punta del teatro, tant’è che tornerà, a febbraio 2016, tra le interpreti di uno spettacolo dedicato all’eccidio delle Fosse Ardeatine diretto da Francesca Comencini, “Tante facce nella memoria”, anch’esso prodotto dal TSA. Entrambi trovano spazio nel Ridotto del Teatro Comunale.
A fine novembre, presso il Parco delle arti (in località  Monticchio) andrà in scena “The Dubliners”, con la regia di Giancarlo Sepe, adattato da Joyce, di cui lo stabile ha coprodotto la seconda parte presentata la scorsa estate al Festival Due Mondi di Spoleto. Per i primi di dicembre è atteso invece il poema omerico dedicato ad Ulisse, nella versione di Valerio Massimo Manfredi adattato per scene da Francesco Niccolini, “Il mio nome è Nessuno. L’Ulisse”, per la regia di Alessio Pizzech, con l’interpretazione, tra gli altri, di Sebastiano Lo Monaco nel ruolo del protagonista. A seguire ci sarà il ritorno in città di “Ero”, monologo scritto, diretto ed interpretato da César Brie co-prodotto dal TSA con l’associazione Arti e Spettacolo, presso il Parco delle Arti. A metà gennaio 2016, al Ridotto trova posto la commedia ambientata al citofono “Sali o scendo?”, anche questa prodotta dal TSA, scritta e diretta da Danilo De Santis  in scena con, tra gli altri, Francesca Milani (insieme hanno fondato il duo comico “Milani e De Santis”, già ospite del TSA con uno show la scorsa estate per il festival “I Cantieri dell’Immaginario”).
A marzo arrivano Pamela Villoresi e Claudio Casadio con la pièce di Massimo Carlotto “Il mondo non mi deve nulla”, diretti da Francesco Zecca, al Ridotto, poi in chiusura di cartellone, Alessia Giangiuliani con Mauro Santopietro, che qui è anche autore e regista, nella storia d’amore biblica “Adamo & Eva”, presso il Parco delle Arti.

Se la stagione del TSA era stata presentata, ad inizio ottobre, senza la presenza di un presidente, in quanto l’ingegnere Ezio Rainaldi si era dimesso un paio di settimane prima, gli spettacoli invece partono trovando l’organico al completo. E’ infatti di qualche giorno fa la nomina (a norma di statuto, da parte della Regione Abruzzo) di Nathalie Dompé a presidente dell’Ente. Giovane e, perché non dirlo?, anche bella, rampolla dell’omonima casa farmaceutica, la neo-presidente, una laurea in Business Administration alla Bocconi di Milano e studi teatrali presso la Central Saint Martins – University of the Arts di Londra, attualmente è responsabile corporate social responsibility per il gruppo Dompè.

Dompé Nathalie - TSA

Nathalie Dompé  (crediti  foto: TSA)

Con una nota si è presentata nel nome della responsabilità e richiamando alla memoria la frase di Zavattini “cultura significa creazione di vita”. Se di donne oramai ce ne sono tante alla presidenza dei teatri, va però notato che con soli 27 anni, è probabilmente la più giovane presidente di un TRIC o ex- teatro stabile, in Italia.

Incontro-visita con Enrico Brignano al cantiere del Teatro Comunale e show ispirato a “Sono un italiano ma non è colpa mia” visto all’ Auditorium Guardia di Finanza di L’Aquila,  il 30 ottobre 2015.

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