spettacoli — 01/08/2016 at 21:45

In viaggio con Gli Omini da Pistoia a Castagno

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STAZIONE DI CASTAGNO (Pistoia) – Quelle Ferrovie dello Stato quando i treni erano sempre puntuali, quando c’era lui, e che adesso dismettono le tratte. Quella fra Pistoia e Porretta Terme, aveva rischiato di chiudere solo due anni fa, ma così non è stato. La Compagnia Gli Omini ( Premio Enriquez e premio Rete Critica 2015) con il vento in poppa dopo il successo- meritato, di Ci scusiamo per il disagio con debutto estivo a fianco della stazione pistoiese al deposito  dei Rotabili Storici nazionale, in presenza di due treni da collezionismo che ricordavano dei modelli Rivarossi, tuttavia autentici se fossero stati in scala per bambini-adulti, mentre un tecnico nel caldo assordante  della scorsa estate ci diceva che sì forse potrebbero ancora viaggiare ( sic!).  Eccolo il mito Otto- Novecentesco della Ferrovia! Stavolta finalmente si viaggia per davvero dopo l’esperienza dell’anno scorso, “La corsa speciale” è il nuovo titolo. Il treno ha una livrea colorata, di ultima generazione porta il nome di Jazz, è moderno e pulito. Sembra di viaggiare in aereo, magari in classe turistica ma con video che indica destinazione stazione di Castagno. Siamo circa un centinaio a partire dalla stazione di Pistoia ( città che si è aggiudicata per il 2017 il primato italiano di Città Europea della Cultura), saliamo a bordo ma prima vidimiamo il biglietto (che termine assurdo e comunque sempre meglio che obliterare).

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Ci avvisano con un volantino che a causa della tragedia ferroviaria di Andria in quel budello infernale che risponde al nome di binario unico, diventato da pochi giorni, e qualche manciata di ore, luogo sinistro di vittime pendolari, Trenitalia ha deciso di cancellare il prologo dello spettacolo, dove una registrazione sonora e non solo, doveva essere diffusa a bordo avanti e indietro da Pistoia.

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Giunti a Castagno dopo circa venti minuti di viaggio a velocità media da crociera di 50 kilometri orari, come da schermo visibile in ogni carrozza, ci troviamo in uno spazio inedito teatrale, tra un praticello con alber e luci in notturna – ipotetica stazioncina pedemontana – di fatto chiusa come altrove sui territori liminari omologhi delle tratte secondarie, dove si svolge l’azione scenica; e un buco-galleria tipica appenninica, dove il nostro trenino jazz sparisce per poi ricomparire un’ora dopo a fine spettacolo fra semafori verdi e rossi di via libera e stop. Anche le storie che vengono narrate da Gli Omini, perseguono nel loro spazio-tempo la dinamica corrente già percorsa nell’immaginario visto lo scorso anno a Pistoia e stazione- di passaggio; sì di provincia ma per città come anche Prato e Firenze. Solo che le storie stavolta sono meno borghesi e anche meno pulp ma molto più terragne, più pop insomma. Del resto questo è il concept della poetica del gruppo che proprio da interviste in chiave prettamente sociologica, attinge e con fortuna sia di critica che di pubblico, il proprio materiale drammaturgico-narrativo.

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Si parte da una presenza inquietante che si rivela trasformazione grottesca del povero piccione – testimone scomodo ma silente, perché sporco abitante delle vicende di sbandati ma anche di belle signore annoiate in viaggio per la stazione pistoiese. L’essere si presenta con becco da uccello e gran parlantina da filosofo fra il berciante e il sermoneggiante e si appalesa da dietro due alberi fronzuti a cui sono appese due altalene. In questo ricreato spazio – stazioncina si riverberano le voci-dialoghi registrati in primo abbozzo in intervista di persone reali, poi in riscrittura drammaturgica in forma di personaggi impersonati a ruota, a mosaico, da Luca Zacchini, Francesco Rotelli e Francesca Sarteani. Chi sono questi anonimi viaggiatori a cui danno vita voce e corpo i tre Omini? Una colf dell’est con relativo anziano rinco, un poeta napoletano forse incompreso, un navigatore solitario degli spazi second life, una volontaria emiliana del terremoto che va a trovare un amore a Lucca, un fissato dell’oroscopo da balera e altri. Al di là dei contenuti è il trattamento che ne è stato fatto a rendere questo lavoro gustoso e leggero, nella sua pesante restituzione d’umanità coi suoi tic, fissazioni, stati d’animo, un affresco sociale in punta di penna asciutto e scattoso. Storie tenere e insieme miserabili spesso vere spesso fasulle che tutti da viaggiatori della vita abbiamo ascoltato e magari raccontato sui treni delle nostre esistenze. Perché tutti in fondo siamo un po’ viaggiatori spersi nel tranello delle ragnatele delle nostre vite e un po’ uccellacci biechi, bravi a raccontarcela. Il progetto T ( T come treno T come Teatro T come transappenninica), ideato da Gli Omini, Compagnia in residenza dell’Associazione Teatrale Pistoiese presieduta da Rodolfo Sacchettini è di durata triennale e ci proporrà una nuova avventura, un nuovo viaggio per nuove storie per il 2017. Anno di Pistoia capitale della Cultura.

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Progetto T anno II-2016

Produzione Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana

Compagnia Gli Omini

Con Francesco Rotelli, Francesca Sarteani e Luca Zacchini

Dramaturg Giulia Zacchini

Visto a Castagno (Pistoia) il 22 luglio 2016

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