Cinema, Recensioni Film, SOS CINEMA — 01/07/2022 at 11:13

Alla Vita di Stephane Freiss

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RUMOR(S)CENA – SOS CINEMA – Esegesi del film ALLA VITA di Stephane Freiss – Raffinato attore francese , Stephane Freiss(lo ricordiamo in 5X2 , sorta di Scene di un matrimonio di Francois Ozon, al fianco di Valeria Bruni Tedeschi) al debutto dietro la macchina da presa firma un’opera bella e notevolissima sul tema dell’ortodossia religiosa. In tal caso ebraica,come nel sublime Disobedience di Sebastian Lelio. Provenienti da Aix les Bains ,un gruppo di ebrei-osservanti fino al fanatismo- giunge ogni anno nella masseria in Puglia ereditata da Elio,il cui padre strinse un legame particolare con loro. Gli forniva infatti-e ora continua a farlo Elio-dei cedri purissimi non innestati per il Sukkot, la cerimonia delle Capanne celebrante il passaggio degli Ebrei dalla schiavitù alla libertà. Quale libertà non si sa ,vedendo il loro vivere totalmente schiavi di regole,rituali,imposizioni, restrizioni che fanno di tale credo-come di molto altri-il trionfo del concretismo, schiacciante una vera libera spiritualità. Inizia a sentirne le maglie soffocanti la giovane Esther, promessa sposa a un giovane che non ama. A sua volta Elio, divorziato con tre figli che non vede quasi mai, si è anch’esso legato a uno schema di vita restrittivo con la terra,per supplire alle sue carenze affettive.Esther ed Elio,entrambi condizionati e castrati nel nome del Padre. Il loro incontro innesca una bomba di non detti,desideri e pulsioni inespresse, pronta ad esplodere al rallentatore,in una ribellione al Padre e ai dogmi imposti e autoimposti. La maestria di Freiss è nel mettere il silenziatore a tale deflagrazione salvifica , rappresentandola per accenni,sguardi,mani che si intrecciano,visioni dal buco della serratura.In una chiave totalmente intimista e sensualissima,sempre trattenuta, talora improvvisamente esplicita.

Sicché il sole mediterraneo, illumina ombre invisibili e pesantissime,passati pregnanti(la passione di Elio per la pittura) e presenti pesanti come una palla al piede. Molto bravo e maturo, Riccardo Scamarcio è soprattutto sguardo, che trova il coraggio nel finale stupendo di volgersi altrove. E la splendida Lou De Laage (indimenticabile in Agnus Dei ,gran film di Anne Fontaine anch’esso sulle derive materialistiche della spiritualità) incarna e disincarna ad ogni inquadratura ‘le haim’ (alla vita), il motto religioso che la Torah impone . Privandolo già nell’imposizione di libertà, quella che Esther rivendica con forza ad ogni respiro. Magnifico assolutamente da vedere.

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