musica e concerti — 31/08/2026 at 19:41

La perfezione assoluta della Musica: Manfred Honeck, Alexandre Kantorov e la Pittsburgh Symphony.

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RUMOR(S)CENA – MERANO – Il gradimento del pubblico con lunghe e ripetute ovazioni rivolte al direttore d’orchestra Manfred Honeck, sul podio della Pittsburgh Symphony, al termine del memorabile concerto al Kursaal di Merano ascoltato il 26 agosto scorso, non poteva lasciare nessun dubbio sull’esito: l’ascolto di musica memorabile eseguita da una compagine superlativa per adesione all’impaginato scelto.  Vale la pena citarli uno per uno, in considerazione della lungimirante scelta optata sia da Honeck e la sua straordinaria orchestra che fa base in Pennsylvania. Tra le più prestigiose e storiche degli Stati Uniti. Di Erwin Schulhoff sono stati eseguiti 5 pezzi per quartetto d’archi WV 68 e a seguire Sergej Rachmaninoff con la Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra in la minore op. 43. Subito dopo l’intervallo, indispensabile per mitigare le emozioni provate, il finale portato all’ennesima potenza con la superba Sinfonia n.5 in d-Moll, op. 47 di Dmitri Shostakovitch.

crediti Damian Pertoll

Ma non ci si deve limitare ad una mera elencazione di titoli ed autori per magnificare, impossibile trovare un altro verbo transitivo per rendere giustizia a quanto ascoltato, un evento di tale importanza, quanto per dovere di chi ha il compito di assolvere il compito di scrivere, registrando il successo del coprotagonista Alexandre Kantorov, pianista francese tra i talenti più celebrati al mondo, dal sublime suono del suo pianismo  dove il suo “tocco” e l’approccio fisico e interpretativo nell’affrontare lo strumento non ha eguali. Una tecnica unita al suo talentuoso agire sulla tastiera ha regalato immense emozioni ad un pubblico da sold out che gremiva la sala del Kursaal dove si celebra fino al 22 settembre, il südtirol festival merano – merano (scelta voluta dal direttore artistico Andreas Cappello di intitolarlo con lettere minuscole), blasonato e prestigioso a livello internazionale, come pochi, capace di riunire a Merano le orchestre e gli artisti di fama mondiale. Il solista Kantorov si è esibito con tale maestria da suggestionare, ma sarebbe più preciso scrivere ipnotizzare chi ha avuto la fortuna di esserci. Le Variazioni sull’ultimo capriccio di Paganini che resteranno nella storia musicale di questo Festival.  

crediti Damian Pertoll

Anche il bis, concesso con grande generosità (Schubert – Liszt Litanei auf das Feste Aller Seel) ha regalato ulteriormente al pubblico un’ulteriore emozione incommensurabile. Non paghi di soddisfazione il pubblico si è ulteriormente entusiasmato con l’esecuzione della Sinfonia n.5 di Shostakovitch. Manfred Honeck, vigorosa, capace di raggiungere un livello mai ascoltato prima. L’esaltazione della drammaticità intrinseca di questa partitura trova in questa orchestra e il suo direttore il compimento totale. Un suono corale spasmodico dove emergevano dinamiche timbriche raffinate quanto vigorose. Il “Largo” è sconvolgente, Honeck lo rende intrinseco di vera umanità. I timpani emergono come onde che travolgono e inondano la perfetta acustica del Kursaal, si irradiano insieme agli ottoni fino ad arrivare ad un finale che toglie il respiro.

crediti Damian Pertoll

Pubblico in piedi, chiamate al podio ripetute. Una gioia infinita e due bis come cammei finali: “Il mattino” (noto anche come Mattinate o Morning Mood), il brano più celebre composto da Edvard Grieg nel 1875 per il dramma teatrale Peer Gynt di Henrik Ibsen, e la “Morte di Tebaldo dal balletto “Romeo e Giulietta op. 64” composto da Sergej Prokofiev. La perfezione assoluta della Musica.

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