Ha debuttato il 25 luglio nella suggestiva Piazza Grande del borgo toscano il gruppo di giovani danzatori scelti da Azzurra Di Meco alle prese per la prima volta con un palcoscenico “importante”. Diretto con mano ondivaga da Maria Elena Romanazzi e la coreografia dei Vidavè, CORTO//CIRCUIT an unstable stage machine conferma (involontariamente) una natura stravagante irta di sbandamenti di senso.
RUMOR(S)CENA – MONTEPULCIANO – Danzare in una notte di mezza estate a Montepulciano. Danza che è anche sogno: quello di un gruppo di giovani danzatori tra i sedici e i ventidue anni, coordinati e scelti da Azzurra Di Meco per il loro primo, vero debutto sul palcoscenico. L’appuntamento sotto i riflettori è andato in scena il 25 luglio scorso nella piazza grande del suggestivo borgo toscano e nel cuore del 51esimo Cantiere Internazionale d’Arte, diretto da Mariangela Vacatiello (che passa lo scettro a Leo Muscato dal 2027).

È proprio il Cantiere con questa sua natura di “nido” per talenti emergenti – musicali in primo luogo ma con una finestra appunto sul mondo della danza – a essere il luogo speciale per debuttare. A maggior ragione in questa edizione, in cui si celebravano i cento anni dalla nascita di Hans Werner Henze, genio visionario che ideò il Cantiere e seppe imprimergli un’indimenticata attenzione alle nuove generazioni e alla contaminazione artistica.
Corto//Circuit an unstable stage machine, la coreografia costruita su misura delle ragazze e dei ragazzi dai Vidavè (Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali) con la regia di Maria Elena Romanazzi, si inserisce bene in questa cornice di arti incrociate. Il lavoro, infatti, si avvale di voci, un’attrice, danzatori, coro, ensemble, elettronica e media scenography.

Tanta roba. Troppa se non orchestrata con mano ferma. La regista, invece, si lascia prendere dall’estro e intriga una drammaturgia confusa, passando dal soliloquio intimista alle proiezioni sparate sulla facciata della cattedrale. L’idea dovrebbe essere quella di creare una serie di cortocircuiti. Il risultato è una sequenza di sbandamenti di senso che non portano da nessuna parte. Difficile ritrovare il filo di Arianna in questo labirinto performativo, ma si apprezzano singolarmente i vari interventi. Dai giovani interpreti danzanti (Alice Banchelli, Rebecca Bassoli, Elisa Blanco, Suami Gentile, Giuseppe Pio Magnotti e soprattutto l’appena sedicenne Francesco De Renzo, di cui suggeriamo di tenere a mente il nome: ne risentiremo parlare), alle suggestive luci di Gianni “Giaccio” Trabalzini. Dai musicisti che accompagnano l’opera con incursioni sonore, stravaganti anch’esse per atmosfere e generi, ad alcuni momenti coreografici (l’insieme purtroppo si sfalda nel non-racconto).

Corto//Circuit eccetera replicherà il 16 novembre anche a Bolzano, presso la Sala Arturo Benedetti Michelangeli, e nel 2027 a Marsiglia in data da precisare. Magari c’è spazio e tempo per rielaborare il tutto.
Visto al 51esimo Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano il 25 luglio 2026





