Danza — 29/07/2026 at 14:43

Al festival Bolzano Danza 50 donne combattono la “tiranna” di Oliver Dubois

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RUMOR(S)CENA – BOLZANO – All’inizio lei, la regina tiranna, rimane nell’immobilità assoluta, illuminata soltanto da un fascio di luce mentre tutto intorno è buio. Poi lentamente comincia a muoversi come se stesse uscendo da una sorta di intorpidimento temporale che l’ha costretta all’immobilità. Per questo i suoi gesti cominciano ad essere sempre più decisi, trasformandosi in una sequenza simile a quella delle arti marziali. La velocità aumenta, i movimenti diventano sempre più concitati fino a sembrare mosse di attacco o di difesa di una combattente. Il passato, il presente e il futuro si mescolano in una dimensione che purtroppo è di ieri, di oggi e sicuramente in un tempo che deve ancora arrivare, perché il conflitto tra chi detiene il potere e chi non lo ha, non ha età.

Poi dal buio, emerge un esercito di donne a seno nudo, ognuna di loro indossa soltanto dei jeans, Avanzano minacciose, poi cominciano a muoversi a scatti, esprimendo smorfie di rabbia e di dolore, fino ad arrivare a circondare la tiranna.

Olivier Dubois_Les Mémoires d_une seigneure crediti foto Julien Benhamou

Comincia così la nuova versione di “Les Mémoires d’une seigneure”, messa in scena in prima nazionale venerdì 24 luglio scorso, nell’ambito del Festival Bolzano Danza, dalla Compagnia di Olivier Dubois, codirettore artistico del Festival, che rilegge uno dei lavori più emblematici del suo repertorio. Infatti, questo spettacolo aveva debuttato proprio nel 2015 a Bolzano Danza e in questa versione tutta al femminile (esiste infatti anche la versione maschile della pièce), ha coinvolto un coro di 50 donne selezionate sul territorio altoatesino ma anche del resto d’Italia, la cui intensa partecipazione emotiva ed espressiva ruota intorno a quella della protagonista, la storica interprete Marie Laure Caradec.

È lei ad interpetrare la tiranna senza tempo, di ieri e di oggi, un po’ amazzone, un po’ strega a volte anche un po’ rock star, quando brandisce la spada per sfidare le sue nemiche, trasformandola in una chitarra che segue il ritmo delle note assordanti, sottofondo del loro combattimento.

Dal punto di vista coreografico, Olivier Dubois ha dovuto riadattare il lavoro basandosi più su una concezione operistica che ballettistica, puntando maggiormente sulla plasticità del movimento ovvero creando dei veri e propri quadri coreografici. Un vero e proprio esercito di donne le quali, dopo essersi mosse, si fermano in posa creando un ammasso di corpi che cadono uno sull’altro oppure si spingono a vicenda abbracciandosi, fino a creare dei cerchi concentrici che sembrano soffocare la regina.

Se da un lato il lavoro può sembrare un po’ troppo didascalico e semplicistico nel rappresentare il conflitto tra una individualità che vuole imporsi sugli altri, opprimendo le identità individuali, dall’altra, dal punto di vista dell’impatto visivo, coinvolge lo spettatore per la sua intensità ed energia. Tutto il lavoro infatti appare come un disegno coreografico in cui le linee, i cerchi, i movimenti concentratrici, gli attraversamenti di corsa del palcoscenico da una quinta all’altra, sono perfettamente studiate, architettate e ben eseguite da tutte le interpreti coinvolte in questa nuova versione di “Les Memoires d’une signeure”, accolto con grande calore dal pubblico.

crediti foto Julien Benhamou

Il Festival Bolzano Danza si concluderà il 31 luglio alle 20.30 al Teatro Comunale con il ritmo travolgente della dabke (forma tradizionale di ballo del Levante il cui nome deriva dal verbo arabo dabaka che significa battere i piedi per terra). Lo spettacolo si intitola “La Geste /Stereo48” ed è affidato agli artisti palestinesi Amir Sabra e Ata Khatab, in un processo di reinvenzioni che attraversano diversi stili e appartenenze come hip hop. capoeira, danza contemporanea e danze tradizionali.

Bolzano Danza ha ospitato dal 15 luglio 200 artisti e coreografi, 40 eventi che sono andati in scena in 17 diversi luoghi. Sono andate in scena due prime internazionali e sei prime italiane. Il Festival continua ad essere uno dei più importanti riferimenti per la danza contemporanea internazionale.

Visto al Teatro Comunale di Bolzano il 24 luglio 2026

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