cinema, Danza — 31/05/2017 17:52

Il documentario “Danze nel presente” al Teatro Argentina. 20 anni di Aldes

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ROMA – Il Teatro Argentina di Roma ospita giovedì primo giugno alle 21 una serata dedicata alla danza contemporanea di un artista internazionale complesso e polimorfo quale è Roberto Castello, danzatore coreografo, direttore artistico di SPAM. Il documentario “Danze nel presente” (della durata di novanta minuti),firmato da Graziano Graziani e Ilaria Scarpa e commentato da Massimo Marino, ripercorre vent’anni di vita di ALDES ( 1993-2013), l’associazione che fa capo a Roberto Castello, che dopo numerose esperienze giovanili – la più nota è quella di Sosta Palmizi e Carolyn Carlson – , approda nell’immediata periferia di Lucca in Toscana, dove attualmente presso SPAM produce e ospita, incarnando insieme ai suoi più stretti collaboratori artistici, ma anche con una allargata comunità di sodali e giovani leve, ospiti di talento italiani e internazionali. Si tratta di una realtà di danza contemporanea che anche si sta rivelando contenitore di idee che segnano sempre più una modalità di pensiero nato dal situazionismo anni Settanta per ripercorrere, con attenta quasi rabdomantica antenna dal segno, particolarmente originale e spesso provocatorio per la coraggiosa contaminazione di linguaggi per la scena e lo spettacolo. La presentazione al Teatro Argentina, sarà condotta dallo scrittore Cristian Raimo. Seguirà la proiezione moderata da Gaia Clotilde Cheternetich.

 

Siamo qui solo per i soldi foto P. Rapalino

Il coreografo ha ricevuto due Premi UBU, dieci anni di docenza in coreografia digitale, collaborazioni con Peter Greenway che a Lucca ha creato straordinarie scenografie sulla Cattedrale, Eugene Durif, Studio Azzurro. I suoi spettacoli  in tourneé sono In girum imus nocte et consumimur igni e Trattato di Economia, con Andrea Cosentino e a Roma nel mese di Luglio al Teatro India andrà in scena Alfa-appunti sulla questione maschile, visti e prodotti all’interno della Tenuta dello Scompiglio vicino a Lucca.
Graziano Graziani scrive nella presentazione al pubblico: “Se c’è una parola in grado di sintetizzare le molteplici tensioni che hanno innervato attività artistica di Roberto Castello e di ALDES nell’arco di vent’anni di lavoro credo sia questa. […] Il pubblico a cui ci si rivolge e le responsabilità nei suoi confronti; la dimensione pubblica, e dunque politica, del gesto e del discorso artistico; le risorse pubbliche che permettono alla danza e al teatro non commerciali di esistere, e per estensione il ruolo di queste nella scala di valori di una comunità”

 

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