recensioni — 27/01/2017 21:26

Chissà cosa accadrà nel 2200 tra l’uomo e il lupo

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TRENTO – La parola lupo evoca paure ancestrali. A molti spaventa solo nominarlo e la la sua presenza in Italia negli ultimi 40 anni si è moltiplicata di almeno 15/20 volte; secondo le stime di uno studio condotto tra il 2009 e il 2013 che attesta tra i 1300 e i 1800 esemplari distribuiti tra Alpi e Appennini. Negli anni Settanta ne erano rimasti un centinaio e solo sulle zone di montagna tra le Marche e la Sila in Calabria. L’ultimo esemplare sulle Alpi fu ucciso a Mondovì nel 1923. Il lupo ha rischiato l’estinzione in Italia ma questo non è accaduto per via che è un animale dotato di una capacità di sopravvivenza incredibile, capace di superare ogni tipo di avversità e ferocia umana. Un altro motivo per cui la specie si è conservata è anche per via che la superficie dei boschi è aumentata dal dopo guerra ad oggi del quaranta per cento del territorio nazionale. Purtroppo è notizia di questi giorni che la Conferenza Stato Regioni del 24 gennaio scorso, ha autorizzato l’abbattimento del lupo; non tenendo in considerazione che ogni anno ne vengano uccisi dai bracconieri molti esemplari. L’approvazione definitiva del ‘ Piano per la conservazione del lupo’ avverrà il 2 febbraio prossimo verrà votato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e i rappresentanti regionali. Il lupo vive stabilmente dal Piemonte alla Calabria, diviso in nuclei familiari composti da tre a sei elementi. Negli ultimi anni è stato avvistato anche in Lombardia, Veneto e Trentino. E a Trento ha fatto la sua comparsa a teatro, grazie ad un interessante progetto curato da LIVE WOLFALPS MUSE, Museo delle Scienze, Centro Servizio Culturali Santa Chiara e Trento Spettacoli, dal titolo “Rendez-Vuous 2200”,  portato in scena al Teatro Cuminetti per la regia di Lorenzo Marangoni, l’interpretazione di Stefano Pietro Detassis, Maura Pettoruso (autrice anche di una solida drammaturgia) e Sara Rosa Losilla. Lo spettacolo racconta con efficace sintesi drammaturgica e scenica la storia del predatore più affascinante, temuto e leggendario che esista. I lupi che vivono nelle nostre montagne sono i discendenti diretti di quelli sopravvissuti all’estinzione, grazie anche ad una legge del 1971 (decreto ministeriale Natali) che lo ha tolto dall’elenco delle specie nocive e impedendo la caccia libera.

 

foto di Francesca Ferrai

Pratica che risale a secoli fa quando fu istituita dall’imperatore Carlo Magno con la creazione di un corpo speciale di cacciatori, i “lupari” con il compito di difendere il Sacro Romano Impero, ai tempi flagellato dalla rabbia. È interessante ricordare che il lupo, a differenza dell’orso e dello stambecco ( o del gipeto , una specie estinta), non è stato reintrodotto da parte dell’uomo, ma è tornato da sé a vivere sulle Alpi. La sua presenza è stata facilitata dallo spopolamento delle campagne e delle montagne e l’aumento delle prede selvatiche come i cinghiali e i caprioli. Nelle note di presentazione di “Rendez- Vous 2200” è riportato il pensiero del filosofo Mark Rowlands pubblicato ne “Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla natura selvaggia” che dice: “ Il lupo è la radura dell’anima, svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo a noi stessi. Noi siamo. Noi siamo nell’ombra del lupo. L’ombra che noi creiamo ostacoliamo la sua luce”. Sotto i riflettori del Cuminetti, ecco che i tre protagonisti si interrogano e pongono anche a noi, all’essere umano, delle domande che meritano delle risposte sensate: “Quale lotta oggi l’uomo ingaggia contro il lupo? Chi è il lupo? L’animale torna a popolare le nostre terre o il diverso che cerchiamo di addomesticare?

 

foto di Francesca Ferrai

Interrogativi scelti per rappresentare grazie ad una dinamica regia, una storia apparentemente semplice quanto ricca di spunti riflessivi, giocati con abile sintesi drammaturgica. Il testo di Maura Pettoruso si fa carico di sintetizzare un argomento di non facile divulgazione. Un biologo, una fotografa e una turista, tre personaggi si incontrano in un bosco e ognuno di loro vive soggettivamente la sua esperienza come un’attesa di qualcosa di sconosciuto, di misterioso, fonte di preoccupazione e ansia: il lupo. La convivenza forzata per una notte obbliga i tre a instaurare dei rapporti di scambio relazionale, non semplici; ognuno di loro ha delle aspettative diverse e la donna che si trova suo malgrado a passare la notte in quel bosco, è la portavoce di tante credenze, di paure ataviche, frutto di immaginazione, di leggende . Il buio amplifica ogni emozione e l’attesa per l’avvistamento diventa spasmodica e suscita sempre più paura, altro non è che quella per ciò che non si conosce. “Si uccide il selvaggio, il diverso, per dominare noi stessi”: c’è scritto nel programma dello spettacolo che si sviluppa come un giallo psicologico, in cui le caratterizzazioni dei tre personaggi rendono bene la dimensione drammaturgica teatrale quanto la possibilità di iniziare a conoscere la realtà di questa specie perennemente a rischio. Per arrivare alla messa in scena, la produzione Trento Spettacoli ha consultato ricercatori ed esperti del progetto Life Wolfalps e del Muse – Museo delle Scienze di Trento, intervistato chi è a contatto con la vita di questo mammifero: i guardiaparco, gli agenti forestali, gli allevatori e i cacciatori. Consultando testi scientifici, letterari, filosofici. Il finale dello spettacolo è a sorpresa e svelerà solo all’ultimo istante il mistero che aleggiava fin dall’inizio. Rendez – Vous 2200 si fa portavoce di un dibattito che deve essere diffuso per sostenere la conservazione e una gestione equilibrata del lupo, senza dover ricorrere a soluzioni estreme come quella di imbracciare un fucile.

 

Con Stefano Pietro Detassis, Maura Pettorruso e Sara Rosa Losilla
Drammaturgia Maura Pettorruso, organizzazione Daniele Filosi, regia Lorenzo Maragoni

 

Visto al Teatro Cuminetti di Trento il 25 novembre 2016

RENDEZ-VOUS 2200 nasce nell’ambito del progetto LIFE WOLFALPS, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della programmazione LIFE+ 2007-2013 “Natura e biodiversità” con l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina di lupo.

 

www.lifewolfalps.eu

Repliche

sabato 25 marzo, Riva del Garda (Tn)

martedi, mercoledi 18 – 19 aprile Torino

giovedì 20 aprile Mondovì, Teatro Baretti

Venerdì 21 aprile, sabato 22 aprile Cuneo, Teatro Toselli

domenica 23 aprile Ceva (Cuneo)

 

 La petizione  #SosLupo Salviamo i lupi@sbonaccini @glgalletti
https://www.change.org/p/soslupo-salviamo-i-lupi-sbonaccini-glgalletti?recruiter=43895517&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg
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