recensioni — 25/01/2019 09:26

Una Locandiera così non si era mai vista: acrobazie e clownerie teatrali nella versione di Andrea Saitta. Vincitore del Fantasio 2017

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RUMOR(S)CENA – LA LOCANDIERA – VILLAZZANO (Trento) – Liberamente ispirato alla commedia La Locandiera di Carlo Goldoni, la personale riscrittura di Andrea Saitta, assume un’identità autonoma che rivela una personalità originale e matura. Drammaturgia e regia si fondono insieme e dimostrano l’indispensabile complementarietà quando si affronta una messa in scena dalle caratteristiche così innovative, come è accaduto per La Locandiera – Esprit de pomme de terre, spettacolo premiato al Festival di regia teatrale Fantasia del 2017 che ogni anno si svolge al Teatro di Villazzano (Trento) con la prima versione di quindici minuti come richiesto dal regolamento. Il testo originale scritto nel 1753 (la più fortunata e rappresentata commedia del drammaturgo veneziano), aveva l’intento di abbandonare la commedia dell’arte a favore del dramma borghese. Inizia così la riforma teatrale di Goldoni per arrivare al realismo capace di essere rappresentato sulle scene in ogni epoca. Se il Teatro Comico di Goldoni segnava uno spartiacque tra il passato e l’esigenza di separarsi per sempre da un metodo considerato obsoleto, nella Locandiera si assiste ad una commedia dal volto umano. Nel volume Goldoni. I capolavori” Giovanni Antonucci, (storico del teatro e dei mass media, critico e drammaturgo) scrive: «Goldoni ha davanti a sé un’impresa di proporzioni storiche, quella di superare e dissolvere la commedia “improvvisa”, non partendo dalla tradizione letteraria, ma dal linguaggio e dalla materia della stessa Commedia dell’Arte» .

 

E lo fa con l’unico strumento a lui conosciuto e praticato: il teatro. Quel teatro che è la sua vita stessa, mescolata e coniugata con esperienze di lavoro cosi diversificate tra di loro, da apparire ai giorni nostri, come un precursore del “multitasking” o multiprocessualità, stante a significare la capacità di eseguire più programmi contemporaneamente. Andrea Saitta agisce di conseguenza e svela una poetica dove trovano una giusta collocazione tutti i registri che una versione contemporanea richiede: la mimica, le coreografie acrobatiche, fino ad arrivare a costruire un meccanismo sincronico tra recitazione e clowneria teatrale. Conduce con rigore e precisione la storia tra Mirandolina muta e i suoi corteggiatori respinti, affidando ad un superbo cast di artisti, il compito di interpretare una partitura fisica eclettica, sinergica e ben distribuita. Roberta Lionetti è una Mirandolina a cui è stata tolta la voce e le parole ma rafforzata la sua presenza scenica; i personaggi maschili sono interpretati da tre attori che aderiscono al progetto registico con grande entusiasmo: Norman Quaglierini, Ivan Graziano e Dario Battaglia. Tutti e quattro i protagonisti offrono una prova corale in cui la comicità rarefatta si esprime come un carillon sui cui ruotano mossi da ritmi veloci e dinamici. Mirandolina è il perno dove la figura della donna rivendica una sua indipendenza dall’uomo aspirante sposo senza fortuna. Non servono più i dialoghi quando le dinamiche si possono rappresentare con movenze, gag di alta comicità, mimica raffinata, acrobazie circensi. Un entrare e uscire dalla scena con effetti di pura ilarità. Un allestimento minimalista sull’uso dello spazio creato dalle luci per creare effetti di chiaroscuro: omaggio anche al teatro di figura, al cartone animato, con un sapiente uso della comicità per non cedere mai alla facile risata.

 

Liberamente ispirato a La Locandiera di Carlo Goldoni; scritto da Andrea Saitta; con Roberta Lionetti, Dario Battaglia, Ivan Graziano e Norman Quaglierini; scene e costumi Alessandra Bruno; ricerca musicale e regia di Andrea Saitta; coproduzione ariaTeatro, Compagnia dell’Arpa, TeatroE, Compagnia Décalé. Spettacolo vincitore del premio internazionale di regia “Fantasio” 2017.

Visto al Teatro di Villazzano il 24 Novembre 2018

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