Festival(s), interviste — 23/09/2016 at 05:40

“Five Easy Pieces”, Milo Rau: “analisi di un dramma senza sconti”

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PRATO – L’Arte della Scena richiama ad una creatività capace di trasformare un concetto del pensiero umano, in una rappresentazione visuale ed estetica indirizzata verso il luogo del teatro, l’arte contemporanea, la musica. Un concetto sul quale si basa la creazione e la produzione – e non ultima, la formazione di una cultura pensata per le nuove generazioni. Compito, questo, assai impegnativo a fronte di una società dove sono venuti a mancare molti dei valori di riferimento per una convivenza e un’adesione collettiva scevra di conflitti e distorsioni morali. Un festival di teatro come Contemporanea di Prato si è posto fin dall’inizio questa missione, o “vocazione” come scrive Edoardo Donatini (direttore artistico del festival e responsabile del settore Innovazione e nuove generazioni -Teatro Metastasio), nella sua presentazione al programma: « (…) Un progetto culturale rivolto ai nuovi ambiti della ricerca nel campo della cultura contemporanea e dello spettacolo dal vivo che racconta e interpreta le urgenze e le complessità del presente (…) e l’intento è quello di «sperimentare occasioni artistiche, osservare nuovi orizzonti, realizzando progettualità, strategie, reti, secondo un’evidente direzione di politica culturale». Si colloca all’interno di questa strategia programmatica lo spettacolo “Five Easy Pieces” di Milo Rau in scena sabato 24 al Teatro Metastasio. Si legge nelle note di presentazione: “ Come possono dei bambini mettere in scena la vita e le azioni dell’assassino di bambini Marc Dutroux? È possibile mettere in scena la vita dell’assassino di bambini con i bambini? Insieme a CAMPO centro delle arti di Ghent, (Svizzera) Un ambizioso progetto che coinvolge bambini e adolescenti tra gli 8 e i 13 anni. Indaga i limiti di cosa i bambini sanno, sentono e fanno. Come possono i bambini comprendere il vero significato di narrativa, empatia, perdita, soggezione, vecchiaia, disappunto o ribellione? Come reagiamo se li vediamo recitare scene di violenza o amore e romanticismo? In particolare, cosa dice questo sulle nostre paure e desideri? ».

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Milo Rau è regista cinematografico, teatrale, giornalista, scrittore e autore di saggi. Svizzero di nascita, nel 2007 ha fondato la compagnia teatrale e di produzione cinematografica Istituto Internazionale di omicidio politico, istituzione dedicata alla documentazione di importanti eventi storici globali, attraverso la realizzazione di film e documentari.

Abbiamo chiesto ad Edoardo  Donatini come va analizzato uno spettacolo come “Five Easy Pieces” Il giusto approccio alla visione nell’affrontare un tema che si origina da un dramma che ha sconvolto le coscienze di tutta Europa e se ha un senso compiuto portarlo in scena, in considerazione del fatto di vedere recitare anche dei bambini/adolescenti se pur formati come attori.

«Il contesto del contemporaneo pone delle serie questioni riferibili alla visione aperta sul nostro tempo. Stiamo parlando di tensioni che hanno un ruolo significativo nelle produzioni artistiche di questo momento storico. La funzione non è più di indicare l’angolo di osservazione sul tempo, sullo spazio, ma essere oggetto di indagine orizzontale sul mondo; una sorta di strumento visivo fuori fuoco con il preciso compito di accompagnare l’osservatore a svelare l’invisibile, per accompagnare lo spettatore/osservatore a disvelare l’invisibile. Capaci di osservare una situazione e scoprire le differenze. È normale che le proprie non si vedano mai; solo quando stai attento le percepisci, riconosci le proprie capacità critiche del nostro tempo. È talmente cambiato che non è più possibile osservarlo con gli strumenti a cui eravamo abituati e si è venuto a creare un riposizionamento della lettura della nostra realtà con delle differenze. Ora non sappiamo più distinguere questo cambiamento e il processo è andato da un’altra parte. La visione vetusta e opulenta fa assumere all’intera comunità, la responsabilità di un tema assolutamente inaccettabile.

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Milo Rau racconta il dramma di una classe politica e della comunità belga sul piano politico. Ha realizzato un lavoro preciso senza sconti insieme al centro delle arti Campo che ha sede in Svizzera dove vengono formati dei bambini che diventano attori professionisti. In questa sede operano artisti della scena internazionale. Il regista che ha soli 39 anni ha una conoscenza e intelligenza particolare che lo fa essere anche un produttore cinematografico e giornalista con una posizione politica ben precisa. Fondatore dell’Istituto internazionale dell’omicidio politico  accompagna all’interno della problematica affrontata, senza tradire le capacità creative della dimensione scenica. La differenza sta nella rappresentazione o presentazione compositiva della realtà. Sulla scena chiama i rappresentanti delle vittime e ne fa una questione politica; i bambini rappresentano l’antefatto della vicenda accaduta e il gioco che rappresentano è realizzato in versione filmica, coadiuvati da un attore adulto che intervista i bambini/attori. Il finale scelto è quello tratto da “Che cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini. »

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Sabato 24 settembre ore 20 Teatro Metastasio Prato

Five Easy Pieces”

concept, testo e direzione Milo Rau
testo e performance Rachel Dedain, Maurice Leerman, Pepijn Loobuyck, Willem Loobuyck, Polly Persyn, Peter Seynaeve, Elle Liza Tayou & Winne Vanacker
performance film Sara De Bosschere, Pieter-Jan De Wyngaert, Johan Leysen, Peter Seynaeve, Jan Steen, Ans Van den Eede, Hendrik Van Doorn & Annabelle Van Nieuwenhuyse
drammaturgia Stefan Bläske
assistente alla direzione Peter Seynaeve
cura dei bambini e assistente Ted Oonk
ricercaMirjam Knapp & Dries Douibi
ambientazione e costumi design Anton Lukas
produzione CAMPO & IIPM
co- prodotto da Kunstenfestivaldesarts Brussels 2016, Münchner Kammerspiele, La Bâtie – Festival de Genève, Kaserne Basel, Gessnerallee Zürich, Singapore International Festival of Arts (SIFA), SICK! Festival UK, Sophiensaele Berlin & Le phénix scène nationale Valenciennes pôle européen de création

foto philedeprez

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