Festival(s) — 21/07/2014 13:08

“La Ferita” si illumina di rosso e il cielo sopra Volterra si rischiara

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VOLTERRA – Lo squarcio come una “Ferita” nel cielo plumbeo che incombeva sulla giornata inaugurale del Festival VolterraTeatro, scaccia via le nuvole gonfie di acqua piovana, una cortina di nebbia che celava la città, e soprattutto la preoccupazione di Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza, protagonisti del debutto nazionale di Santo Genet (in scena nel palcoscenico all’aperto del carcere) dal 21 al 25 luglio, e sabato 26 al Teatro Persio Flacco di Volterra. Giove Pluvio si è dimostrato clemente e ha ceduto al sole facendo chiudere centinaia di ombrelli per ripararsi da una pioggia autunnale tanto da far credere ad un’inversione di stagione. L’estate 2014 sembra non voglia far capolino creando disagi e complicazioni ai tanti festival che animano la stagione teatrale. Quest’anno il Festival propone un riflessione sull’idea di “Ferita” «oltre la ferita visibile della terra, per avvicinarsi a quella invisibile, umana, personale dell’artista, e insieme di una città che vuole annodare con più forza le relazioni, ritessere i rapporti umani, ripensarsi e ricostruire in quanto comunità».

volterra teatro

Un ideale qual’è quello di comunità temporanea che nasce da un’aggregazione di pensieri e intenti artistici, condivisa e partecipativa di uno sforzo, di un progetto, di una semplice rappresentazione. Ne è convinto  Armando Punzo nella sua presentazione quando scrive: «Continuo a credere che la comunità degli artisti debba mettersi insieme e aprirsi agli Uomini sensibili, con questi lavorare, e cercarne complicità per sogni inattuali. Non vedo altre possibilità per uscire da una condizione di marginalità e di vincente conformismo. Con chi provare a condividere la propria forzata solitudine, se non con chi ne ha consapevolezza e vuole liberarsi da questa condizione?». La solitudine dell’artista pare una contraddizione in termine per chi sta di fronte ad un pubblico ma non lo è in realtà. Esistono forme di solitudine quando non c’è una comunione d’intenti, il desiderio o la volontà di fornire sostegno e fattibilità a chi sta lavorando per allargare i propri orizzonti.

ferita 2

Di fronte al Carcere di Fortezza non si può non notare la scritta in rosso “ Per un Teatro Stabile in Carcere”, come riconoscimento di uno sforzo protratto nel tempo e che per l’edizione 2014 vede la presenza di tutte le testate nazionali in forze, la cerimonia di consegna del Premio dell’Associazione nazionale critici di teatro, occasione di confronto tra teatro e critica militante, assumendo all’interno del carcere, in cui da venticinque anni vengono a nascere e rielaborati temi e forme espressive, capaci di dare impulso e stimolo ad una cultura del fare teatro insieme. Il 23 luglio alle 17. Seguirà il 25 l’incontro di Rete Critica, il movimento che raccoglie i critici operanti sul web. In occasione del dibattito verrà anticipata la quarta edizione del Premio Rete Critica. L’incontro accomuna l’esperienza teatrale della Compagnia della Fortezza e l’urgenza di un rinnovamento del linguaggio che stimola Rete Critica nell’osservare il presente teatrale, offrendo uno sguardo che si apre alla testimonianza e alla condivisione di un percorso professionale, artistico e di visione del lavoro.

Armando Punzo

Armando Punzo

Carcere e città, un unico palcoscenico a partire dallo spettacolo Santo Genet ispirato all’opera di Jean Genet. La drammaturgia e regia di Armando Punzo presenta la sua ultima creazione dopo aver mostrato nella scorsa edizione lo studio introduttivo. Le scene sono di Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo. I costumi di Emanuela Dall’Aglio, musiche originali di Andrea Salvadori, aiuto regia di Laura Cleri. In scena i detenuti – attori della Compagnia della Fortezza. Oltre 80 attori per dare vita ad un percorso di attraversamento dell’opera del controverso drammaturgo francese, che quest’anno procede in una direzione di una messainscena orizzontale. Il portare a conoscenza tutto quello che nel primo studio era rimasto come sottotesto ora si trasforma in qualcosa di fisicamente visibile nella versione definitiva.

Teatro delle Ariette

Teatro delle Ariette

Nella prima giornata va in scena anche Teatro Naturale? Io, il couscous e Alberto Camus, del Teatro delle Ariette, di e con Paolo Berselli e Stefano Pasquini, e Maurizio Ferraresi. Un lavoro sull’oggi, il cui passato della storia di un diciassettenne, che inseguendo l’amore vive una piccola odissea personale fatta di incontri, di scoperte, di sconfitte e di viaggi, da Bologna alla Francia, al Mediterraneo, alla Spagna e Algeria, si intreccia al presente dell’atto teatrale in sé che vive sempre e comunque nella dimensione del qui e ora. A Pomarance il Teatro dei Venti presenta alle 21 la performance Simurgh.

Le nozze d'argento Teatro delle Ariette

Le nozze d’argento Teatro delle Ariette

In concomitanza con il Festiva vengono inaugurate le mostre Genet di Mario Francesconi (21 -25 luglio) ; Wunderkammer mostra/installazione di Francesco Borrello a cura di Malmuseo, al Carcere; una creazione originale per la Ferita- VolterraTeatro: Sul tetto del mondo, nozze d’argento con le Ariette, con il lavoro di Paola Berselli, Stefano Pasquini, Maurizio Ferraresi, Stefano Massari, Irene Bartolini. Cortile ITCG Niccolini Volterra; dal 22 al 26 luglio ore 21.30 e dalle 22.30 in poi il Punto d’incontro popolare autogestito a ingresso gratuito con “Porta e Mangia”.

Il programma del Festival 21 -27 luglio 2014

www.volterrateatro.it

(crediti foto di Santo Genet  di Stefano Vaja)

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