Teatro, Va in scena a — 20/05/2013 08:07

“Frou Frou”, tre attrici milanesi raccontano le dive di Hollywood

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Va in scena in un teatrino off di Milano, in via Zuretti “Frou Frou” di e con Gaia Baggio, Irene Quartana e Daiana Tripodi. Tre giovani attrici milanesi di oggi, che recitano, ballano e cantano insieme per ricordare in modo ironico e forse anche con pizzico di nostalgia, le dive di ieri, da Rita Hayworth a Marilyn Monroe, da Doris Day e  Debby Rinolds, da Kim Novak a Grace Kelly. Arrivando poi a quella che può essere considerata una delle eredi più importanti delle star hollywoodiane come è stata per esempio Liza Minnelli. Insomma questo “Frou Frou” che va in scena al Teatro Har Baye di Milano il 25 e il 26 maggio alle ore 20 vuole essere un omaggio a quel mondo fatto di lustrini e paillettes che, con la sua apparente spensieratezza e la preoccupazione nei confronti dell’ estetica e della bellezza, della vita facile e delle frivolezze ancora oggi espresse attraverso la televisione e le “sue veline”, non erano altro e non sono che un modo per evadere da una realtà difficile da sopportare. “Portate il salvagente…c’è aria di burrasca” recita una di loro durante una scena.

Gaia Baggio

Già il titolo scelto “Frou Frou”, suggerisce una serata del tutto particolare all’insegna degli anni Quaranta e Cinquanta e delle donne “divine creature”, le dive del cinema di quegli anni. Dunque anche lo spettatore può accedere allo spettacolo indossando, se vuole, un abbigliamento adeguato all’epoca assaporando le atmosfere “Vintage” che lo spettacolo suggerisce.

Realtà e finzione. Affascinante ironia e dolorosa eleganza. Lo spettacolo dunque vuole essere un  viaggio divertente e profondo attraverso musica e parole dal sapore “retro” prendendo come punto di partenza il conflitto interiore che vive una diva quando trova nello specchio l’immagine di una donna: se stessa. E questa immagine dunque non corrisponde esattamente a quella della “Diva” che appare in teatro o al cinema. Con canzoni, coreografìe e dialoghi ironici, il pubblico  avrà dunque modo di conoscere e interagire con tre donne, tre dive, tre archetipi di diversi modi di interpretare il “femminile”.

“Perché infondo l’imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità, ed è meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi

Dal 1945 Hollywood non è più solo un mondo incantato, ma si propone anzi come società modello per tutti gli altri paesi.
Essendo gli Stati Uniti una nazione uscita vincente ed economicamente più forte di quanto non fosse prima della guerra, molti Stati guardano favorevolmente al suo modello e ai suoi prodotti.  La diva non è più solo glamour, mito, essere perfetto, ma all’eleganza e allo stile si abbina la tenacia, la dedizione, il cervello e una raffinata comicità. In questi anni il glamour per eccellenza è costituito dai capelli biondi, anche se devo sottolineare il fatto che tale natura sia contraddittoria, poiché da un lato vi è la naturalezza del capello biondo che si lega all’innocenza, è il caso di Doris Day (1924) e Debbie Rynolds (1932), dall’altro, in quanto qualità artificiale, troviamo suggerimenti di indipendenza e una sessualità ben definita, è il caso delle “bionde hitchcockiane”: Janet Leigh (1927 – 2004), Eve Marie Saint (1924), Grace Kelly (1929 – 1982), Kim Novak (1933) e Tippi Hedren (1930).

Betty Friedman in The Feminine Mystique, sostiene che dagli anni Cinquanta in America le donne “convogliano nella ricerca del sesso tutti i loro desideri di auto realizzazione frustrati. Non dobbiamo però dimenticare che siamo nella grande epoca del consumismo di massa, dove il colore rosa è praticamente ovunque, nasce il mito della “Barbie” ragion per cui, le star non sono altro che prodotti di consumo. Un modello femminile che si sviluppa in questo periodo e che per altri quindici anni dominerà Hollywood è la pin-up. Ritenuto appunto un modello e non una persona reale, l’immagine è “invitante ma non seducente, affettuosa ma non passionale, capace di suggerire ciò che in effetti rimane nascosto”. 

Daiana Tripodi

È la tipica cheerleader americana con il nasetto tondo, gli occhi grandi, gambe lunghe, fianchi e seno abbondanti, un sorriso che mostra denti bianchissimi perfettamente regolari, con un viso che ne delinea la dolcezza ed emana sostegno a tutti gli uomini arruolati nell’esercito che attraverso i loro calendari ricordano ciò per cui stanno combattendo.

 

Lo spettacolo sarà seguito da cena fredda e degustazione vino

 

L’ abbigliamento a tema anni 40/ 50 è gradito ma non obbligatorio.

Associazione culturale Har Baye Teatro via Zuretti  47 Milano

 25 e 26 maggio 2013 ore 20

 

 

 

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