Danza — 19/11/2016 00:17

Se tra Catania e Reggio Emilia la danza è in dialogo…

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CATANIA – Divenuti già nella stagione scorsa, e per tutto il triennio 20015 -2017, “Centri nazionale di produzione della danza contemporanea”, “Zappalà Danza” di Catania e “Fondazione Nazionale della danza / Aterballetto” di Reggio Emilia, hanno deciso di avviare un percorso di più intenso e frequente scambio artistico e  di inaugurare insieme a Scenario Pubblico,  con la messa in scena, sabato e domenica 5 e 6 ottobre scorsi, di quattro creazioni: #hybrid e Upper-East- Side (Aterballetto); Foulplay e 74bpm ( Zappalà Danza). Le coreografie di Aterballetto sono ideate e dirette da Philippe Kratz ( per “#hybrid”, gli interpreti erano Noemi Arcangeli e Hektor Budla);  Michele Di Stefano  firmava “Upper – East – Side”, con Hektor Budla , Saul Daniele Ardillo, Alessandro Calvani, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Roberto Tedesco, Lucia Vergnano, Serena Vinzio, Chiara Viscido. Di Roberto Zappalà “Foulplay” è una coreografia del 2005 ispirata a Beckett (in particolare, alla terza delle pieces damaitucles “Comedia”; on stage ci sono Fernando Roland Ferrer, Ariane Roustan e Valeria Zampardi); qui siamo di nuovo nel contesto del progetto “Antologia”, ovvero di una ripresa integrale e ragionata di tutto il repertorio per riscoprirlo, riattraversarlo, riscriverlo con una nuova consapevolezza poetica e con una nuova saggezza. Mentre “74 bpm”  con le musiche originali di Salvo Farruggio, in scena danzavano  Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Ariane Roustan, Claudia Rossi Valli, Valeria Zampardi. Si tratta di una ripresa, straordinariamente energetica, un segmento di “I am beatuful” che ha debuttato l’estate scorsa a Ferrara.

4bpm Foto di Alfredo Anceschi

74bpm Foto di Alfredo Anceschi

Sono quattro diverse  creazioni, autonome nella concezione e ciascuna di grande valore coreografico, eppure, trattandosi di un unico spettacolo, è legittimo chiedersi che cosa le due Compagnie e i coreografi abbiano voluto comunicare mettendo insieme, o anche semplicemente accostando, questi lavori. La risposta non è poi così evidente: analizzate singolarmente sono  prove di sicuro talento coreografico e, ovviamente, di ottima tecnica e capacità interpretativa dei danzatori; eppure ci pare di intravedere nella scelta di queste quattro opere, la possibilità di accedere a un discorso più ampio e profondo riguardo alla danza, alla sua genesi, alla sua capacità di trasformarsi continuamente da idea in gesto/movimento/emozione/tensione ritmica. Un linguaggio meta-coreografico che riguarda la possibilità stessa della danza e il suo rapporto con la tradizione. Così in #hybrid è l’incontro esatto e fecondo tra concezioni diverse della danza (il balletto sulle punte e la danza urbana), a farsi racconto e divertita coreografia: apparentemente facile ma invece deliziosa nella sua leggerezza, nel suo raccontarsi come incontro, sorprendente incontro, tra due radicali alterità. In “Upper-east-side”, Michele Di Stefano sembra invece riflettere su come sta in piedi, concretamente, una coreografia. Si va oltre l’idea che genera un lavoro creativo, il focus è rivolto piuttosto al come si dipanano le sue linee di forza, a quali equilibri presuppongano stasi e movimento, a quali siano i sentieri segreti e interiori (storie e tradizioni di movimento, attrazioni o repulsioni) che guidano i danzatori. Si tratta di un lavoro che all’inizio appare venato di un qual certo algido intellettualismo ma che, nel suo dispiegarsi (e grazie anche all’apporto fondamentale delle musiche di Lorenzo Bianchi Hoesch), dà ragione piena ed esplicita dell’urgenza comunicativa e meta-coreografica che lo anima.

Upper East Side foto Alfredo Anceschi

Upper East Side foto Alfredo Anceschi

#hybrid : prima assoluta: Reggio Emilia, Teatro Cavallerizza, 20.11.2015. Realizzazione costumi: Sartoria Aterballetto, Francesca Messori e Nuvia Valestri. Coreografia e ideazione costumi: Philippe Kratz. Performer: Noemi Arcangeli, Hektor Budlla. Crediti fotografici Nadir Bonazzi.

Hybrid foto di Nadir Bonazzi

Hybrid foto di Nadir Bonazzi

Foulplay : dal progetto “Di stanze 2 Beckett”, creazione ispirata a “Commedia” di Samuel Beckett. Musiche Frédéric Chopin (primi 13 dai 24 preludi per pianoforte). Interpreti Fernando Roldan Ferrer, Ariane Roustan, Valeria Zampardi. Crediti fotografici Alfredo Anceschi.

Upper-East- Side : Prima rappresentazione: Reggio Emilia, Festival Aperto, Teatro Cavallerizza, 22 dic 2014. Coreografia: Michele Di Stefano. Musica di Lorenzo Bianchi Hoesch, luci di Carlo Cerri. Performer: Hektor Buddla, Saul Daniele Ardillo, Alessandro Calvani, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Roberto Tedesco, Lucia Vergnano, Serena Vinzio, Chiara Viscido. Crediti fotografici Alfredo Anceschi.

74 bpm : dal progetto “I am beautiful”. Musiche Puccio Castrogiovanni (originali) eseguite dai Lautari. Interpreti Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Ariane Roustan, Claudi Rossi Valli, Valeria Zampardi. Crediti fotografici Alfredo Anceschi.

foulplay6 Foto Alfredo Anceschi

foulplay6 foto Alfredo Anceschi

Visto a Scenario Pubblico di Catania il 5 ottobre 2016

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