spettacoli — 19/02/2019 08:56

La Bella Addormentata danza sul ghiaccio al Teatro Carlo Felice di Genova

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RUMOR(S)CENA – LA BELLA ADDORMENTATA – TEATRO CARLO FELICE – GENOVA – E’ andato in scena al Teatro Carlo Felice di Genova, La bella addormentata, il terzo titolo del ciclo Čajkovskij, presentato nella stagione 2018/19 e interpretato dal Balletto sul Ghiaccio di San Pietroburgo. La compagnia russa che danza su i pattini da ghiaccio è l’alter-ego di quella rinomata tradizionale, fondata alla fine dell’800 dall’allora direttore dei teatri imperiali Ivan Vsevoložskij, il quale commissionò l’allestimento di un balletto basato sulla fiaba di Charles Perrault, affidando la composizione musicale al musicista Pëtr Il’ič Čajkovskij e la coreografia al pluridecorato Marius Petipa. La prima dello spettacolo venne rappresentata con successo al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1890 e nel 1896 in Italia al Teatro alla Scala di Milano.
Secondo Rudolf Nureyev La bella addormentata è il balletto dei balletti, la rappresentazione più pura di quello stile sublime di danza nato dall’approdo, nell’800, della scuola franco-italiana alla corte degli Zar. Il Balletto sul Ghiaccio di San Pietroburgo si caratterizza come l’unica compagnia che porta sul ghiaccio, per prima nel mondo, interi balletti del repertorio classico, restando fedele alla grande tradizione accademica russa e proponendo adattamenti coreografici che consentono il passaggio dalle punte classiche alle lame dei pattini, fondendo la spettacolarità del gesto atletico con l’espressività artistica.

Creato con il nome di Balletto di Stato su ghiaccio di Leningrado da Konstantin Bojarskij, coreografo che ebbe un’eccellente fama nel mondo per le sue produzioni teatrali e per la sua grande esperienza nella danza classica, il cui sogno fu quello di unire appunto la danza accademica e l’arte del pattinaggio artistico, oggi è diretto da Kostantin Rassadin.
La storia  della Bella addormentata è quella della principessa Aurora, figlia del re Floristano il quale, entusiasta della piccola adorata creatura appena venuta al mondo, nell’organizzare il battesimo indice una festa a cui vengono invitati tutti i cavalieri, le dame e le fate buone del Regno, dimenticando, forse volutamente chissà, la strega Carabosse la quale, risentita  per l’affronto subito, lancia sulla bambina un anatema: al compimento del sedicesimo anno della principessa, Aurora si pungerà con un fuso e morirà. La Corte intera cade in una disperazione profonda ma la Fatina dei Lillà, come suo personale regalo di compleanno,  decide  di modificare  la maledizione. “Se funestamente questa si dovesse alfin realizzare, al raggiungimento del suo sedicesimo compleanno la Principessina Aurora non morirà, no,  ma insieme a tutta la Corte, cadrà in un profondo sonno che durerà cento anni e lei e tutta la Corte si risveglieranno soltanto quando un principe giungerà a baciare le labbra della dolce Aurora.”
Di grande effetto la scelta dei costumi, realizzati con una cura molto efficace da Tatiana Zaikina e costituita da una gamma di colori abbagliante e variegata, in contrasto con la palandrana nero fumo della fata Carabosse, magistralmente interpretata da tre danzatori che si sono alternati durante le varie repliche (Viacheslav Vodopianov, Iurii Pototckii, Daniil Pushkarev).

 

 


Un finale a sorpresa rappresenta il matrimonio del principe Desiré con la principessa Aurora, finalmente sveglia dopo il centenario sonno profondo, le continue apparizioni di personaggi spuntati da altre famose fiabe, che in vorticosi pas de deux onorano e festeggiano la felice conclusione della storia: la Regina delle Nevi ed il Gatto con gli Stivali, Cappuccetto Rosso con il Lupo, Cenerentola ed il Principe Azzurro.
Il libretto musicale di Čajkovskij è stato ritenuto tra le partiture più suggestive composte per balletto che, come ne scrisse Vittoria Ottolenghi, è una musica «pur nella sua semplicità, esprime come in un poema sinfonico la storia di una vita: la nascita, la crescita, la magica sospensione del sonno – echi mitici di morte e resurrezione stagionale – e poi il risveglio all’amore, alla vita.» La direzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice è stata affidata a Arkady Shteynlucht, direttore dalla lunga esperienza di collaborazione con la compagnia pietroburghese. La regia è firmata da Oleg Stepanov, mentre le scene sono di Olga Osikovskaia; Designer luci Anatolii Gensirovskii.

Visto al Teatro Carlo Felice, Genova il 2 febbraio 2019
La bella addormentata
Balletto in due atti
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografie Konstantin Rassadin
Regia Oleg Stepanov
Scene e Costumi Olga Osikovskaia/Tatiana Zaikina
Direttore d’Orchestra Arkady Shteynlucht

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