musica e concerti — 18/09/2025 at 20:59

L’inagurazione della stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano al Teatro alla Scala

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RUMOR(S)CENA – MILANO – Il primo applauso della stagione della Sinfonica di Milano lo facciamo di cuore al suo pubblico, per avere colmato e poi trasfigurato il sussiegoso Teatro alla Scala, portandovi quel clima di ascolto attento, entusiasmo generoso e passione, che regolarmente viviamo in Largo Mahler. C’era tutto il senso della gioia di riabbracciare i grandi amici, l’orchestra ed il suo stupendo giovane nocchiero, Emmanuel Tjeknavorjan.

Il concerto di inaugurazione tenuto alla Scala si è come diviso in due: nella prima parte il Concerto nr1 di Brahms si è configurato come un atto di affetto e rispetto di Tjeknavorian per la cultura e la dimensione attuale del pianismo di Rudolf Buchbinder (lo avevo appena ascoltato a Merano nel “terzo” di Beethoven con Jaap van Zweden, e le impressioni erano consimili). Non c’era e non poteva fisicamente esserci la lotta titanica del compositore con la forma, che caratterizza in particolare il movimento iniziale: le mani dell’attuale Buchbinder hanno come creato una gabbia di colta classicità sulla quale, con rispetto, Tjeknavorian ha dimensionato l’orchestra in un suono raccolto. In tal clima interpretativo, il momento più suggestivo è giunto dal canto sommesso del movimento centrale.

Buchbinder è rimasto visivamente commosso dalla dedizione del giovane direttore, e c’è stato un bellissimo scambio di cortesie: Tjeknavorian, come suole, lo ha additato a tutto l’applauso del pubblico poi si è seduto fra gli orchestrali ad ascoltare il bis, trascrizione da Johann Strauss in delizioso “perlage” viennese del quasi settantanovenne pianista. Buchbinder si è a sua volta seduto in platea ad ascoltare la Quinta sinfonia di Ciaikovsky poi è arrivato di corsa davanti al camerino per un ulteriore abbraccio e saluto di ringraziamento reciproco con il direttore. Cose da signori, da gente ”bella dentro”. Servitori della musica.

E “bello dentro” è stato il Ciaikovsky del Maestro austriaco-armeno, una Quinta Sinfonia tutta “alla Tjeknavorian”, crepuscolare, colma di una tenerezza da nodo alla gola nei due movimenti centrali, il canto in crescendo del secondo, gli arabeschi leggerissimi del valzer. Prima del grande finale, tracimante di sentimento (quel “tracimare” che commuove alle lacrime chi ascolti il Maestro Emmanuel conoscendo il musicista e la persona, perfettamente identificati) nel passaggio dalla fanfara all’apoteosi conclusiva, eppure chiaro, leggero negli snodi. Tutto più “viennese”, nello spirito, che “russo”, direte? Va bene, se volete lo diciamo: non fa che aumentare l’attesa per la Quinta sinfonia di Gustav Mahler con la quale Emmanuel Tjeknavorian ad inizio ottobre aprirà la stagione vera e propria all’Auditorium di Largo Mahler.
Nel frattempo, per chi volesse, domenica 21 settembre al Teatro Fraschini di Pavia c’è un delizioso interludio francese di Tjeknaovorian e Sinfonica di Milano, culminante in Bolero di Ravel già ascoltato e ammirato la primavera scorsa all’Auditorium. Bentornati al Maestro ed all’orchestra: la festa dell’anima in musica è ricominciata.

Visto e ascoltato al Teatro alla Scala di Milano il 14 settembre 2025

Orchestra Sinfonica di Milano

https://sinfonicadimilano.org/

Teatro Fraschini Pavia

Domenica 21 settembre 2025 – Ore 18.00

Boléro

Intersezione → Carmen
Musiche – G.Bizet, L.Berio, M. de Falla, M. Ravel
Orchestra – Orchestra Sinfonica di Milano
Direttore – Emmanuel Tjeknavorian
Mezzosoprano – Mara Gaudenzi

Programma

G. Bizet – estratti da Carmen Suites nn. 1 e 2
L. Berio (arr.)/M. de Falla – Siete canciones populares españolas
M. de Falla – El sombrero de tres picos Suite n.2
M. Ravel – Boléro

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