spettacoli — 17/10/2018 09:50

Requiem pour L: il suono dell’anima

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RUMOR(S)CENA – APERTOFESTIVAL – REGGIO EMILIA – Per Aperto Festival a Reggio Emilia si è svolto in prima nazionale uno degli spettacoli più originali e coinvolgenti degli ultimi anni: Requiem pour L. ,scritto da Fabrizio Cassol per la compagnia di danza di Alain Platel, Les ballets C de la B.  Un concerto-spettacolo e  non una messa in scena di una coreografia, in cui i cantanti e i musicisti , quasi tutti africani, interagiscono tra di loro in uno spazio scenico fatto di cubi di varie dimensioni in cui salgono e scendono vorticosamente. Il progetto prosegue il percorso che il compositore italo-belga porta avanti da alcuni anni, fare interagire la cultura classica e barocca europea con le sonorità africane, in particolare del Congo e del Sudafrica attraverso la musica e l’azione scenica, come nei recenti spettacoli “Vsprs” e “Coup Fatal“, visti sempre ad Aperto Festival.

La nuova opera di Cassol parte dal Requiem di Mozart,che è stato studiato nella partitura originale e da cui sono state eliminate le parti aggiunte dopo la morte di Mozart e sostituite con nuove composizioni ispirate alle musiche africane. Le note mozartiane vengono destrutturate e distillate, inserite in un continuo colloquio con i ritmi afro e i canti di protesta africani, dove le possenti voci dei quattro cantanti congolesi si alternano con i tre straordinari cantanti d’opera sudafricani, il tenore Owen Metsileng , il soprano Nobulumko Mngxekeza e il controtenore Stephen Diaz, in una inaspettata e vivace coesione tra due culture totalmente differenti.

 

Requiem pour L Chris Van der Burght

La parte strumentale è affidata ad un ensemble atipico, da una parte la fisarmonica dolce e struggente del brasiliano João Barradas e l’eufonio di Niels Van Heertum, dall’altra la tipica strumentazione afro, rappresentata dalla chitarra/basso di Rodriguez Vangama, che dirige l’ensemble, la chitarra di Kojack Kossakamvwe e il likembe, uno strumento tradizionale dell’africa equatoriale, fatto di lamelle metalliche suonate con i pollici che rendono un suono simile alla marimba. Questo ensemble strumentale nelle mani di Cassol riesce a coniugare in maniera mirabile ed elegante le musiche tradizionali dell’africa nera, sia ritmiche che melodiche, le melodie e le improvvisazioni degli strumenti europei e la musica afrorock, creando un’armonia unica e coesa, tra momenti profondamente lirici e sussurrati, pause silenziose e ritmi tribali.

 

Requiem pour L Chris van der Burght

Platel in questa occasione sceglie di non intervenire altro che come coordinatore e regista: l’aspetto coreografico infatti è essenziale, limitato al posizionamento dei musicisti e dei cantanti, che diventano anche danzatori, i cui movimenti, naturalmente dettati dalla fisicità quasi istintiva delle diverse espressioni della cultura nera africana, sono semplici e fluidi come la loro voce. Platel indirizza i percorsi dei protagonisti tra le geometrie sul palco, mentre in sottofondo sullo schermo scorrono le immagini della protagonista della serata, la signora L. a cui è dedicato il Requiem, che offre al video l’ultima ora della sua vita, assistita dai familiari, una presenza statica e incombente che offre uno stridente contrasto con il vorticoso movimento sul palco.

In questo modo Cassol vuole esorcizzare la morte, momento integrante della vita, divenuto solo nella società contemporanea occidentale spettrale ossessione assillante, da rimuovere con qualsiasi mezzo di distrazione. La conclusione dello spettacolo offre un altro momento di forte contrasto: al termine del requiem, dopo un lungo silenzio, improvvisamente tutti gli attori sul palco si gettano nella danza Gumboot, una vorticosa danza tradizionale dei minatori sudafricani, fatta di canto e suoni percussivi sul proprio corpo, in un significato di rinascita dopo la morte che esalta ed elettrizza il pubblico entusiasta ed estasiato da tante emozioni visive e sonore.

Requiem pour L Chris van der Burght

Visto al Teatro Ariosto il 13 ottobre 2018

prima nazionale
musica Fabrizio Cassol dal Requiem di Mozart
regìa Alain Platel
direttore Rodriguez Vangama

con
Rodriguez Vangama (chitarra e basso elettrico)
Boule Mpanya, Fredy Massamba, Russell Tshiebua (voci)
Nobulumko Mngxekeza, Owen Metsileng, Stephen Diaz/Rodrigo Ferreira (voci liriche)
Joao Barradas (fisarmonica)
Kojack Kossakamvwe (chitarra elettrica)
Niels Van Heertum (eufonio)
Bouton Kalanda, Erick Ngoya, Silva Makengo (likembe)
Michel Seba (percussioni)

produzione
les ballets C de la B, Festival de Marseille, Berliner Festspiele

coproduzione
Opéra de Lille (FR), Théâtre National de Chaillot Paris (FR), Les Théâtres de la Ville de Luxembourg (LU), Onassis Cultural Centre Athens (GR), TorinoDanza (IT), Kampnagel Hamburg (DE), Ludwigsburger Schlossfestspiele (DE), Festspielhaus St. Pölten (AT), L’Arsenal Metz (FR), Scène Nationale du Sud-Aquitain – Bayonne (FR), La Ville de Marseille-Opéra (FR), Aperto Festival / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia (IT)

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