recensioni — 17/01/2019 10:34

Ma alle Baccanti non basta l’Accademia…

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RUMOR(S)CENA – LE BACCANTI – ROMA- Il mito, classico o meno, antico o contemporaneo, è materia culturale incandescente: è necessario aver chiaro questo dato ed averne sempre continua e lucida consapevolezza. Altrimenti non saremo noi a maneggiare il mito, ma sarà il mito a dar forma (a imporre la sua forma) al nostro (personale o collettivo) pensare. Si tratta di un meccanismo culturale di cui Emma Dante ha sempre dimostrato di capire la potenza e con cui ha sempre interagito senza alcun timore reverenziale e con esiti spettacolari diversi. È quanto si percepisce in relazione a “Studio da le Baccanti” presentato dalla regista palermitana sulla scena del Teatro India a Roma.

Si tratta dell’esito, non del tutto convincente, di un laboratorio sul celebre testo di Euripide che Emma Dante ha condotto con un gruppo di allievi dell’“Accademia Nazionale Silvio D’Amico”, dove lei stessa si è diplomata attrice. Seppure in forma di “studio”, lo spettacolo si presenta – giustamente – del tutto dentro la traiettoria creativa della regista che riattraversa scenicamente il testo antico, basandosi sulla densa traduzione di Edoardo Sanguineti e utilizzando tutta la professionalità della sua ben rodata equipe di lavoro. Una rilettura di non particolare audacia che sottolinea, prova a rielaborare al presente, amplifica e rifrange alcuni temi centrali del grande testo antico: la potenza creativa e distruttiva del sacro. Il rispetto che a questo elemento di cultura deve riservare il potere politico, il suo legame profondo con l’esplodere della sessualità come impulso ancestrale, libero e pre-culturale e quindi, al contrario, la violenza che deriva dalla sua negazione o dalla sua costrizione in forme socialmente accettate, la dimensione magica, orgiastica e liberante della creatività.

Le Baccanti foto di Tommaso Le Pera

A ciò si aggiunga inoltre la grande capacità di questa artista di creare immagini e dar concretezza e fantasmi e folgorazioni, presente anche in questo lavoro. Due elementi non convincono: l’aver costretto gli allievi ad agire dentro le coordinate di un linguaggio teatrale molto caratterizzato, che non è quello che ha insegnato loro l’Accademia, con un complessivo effetto di estraneità dei giovani attori (alcuni bravissimi e di grande intensità come Michele Ragno nel ruolo di Penteo e Naike n quello di Anna Silipo che interpreta il secondo messaggero con esatta, seppur sbigottita, nettezza e straordinaria intensità), rispetto alle ragioni profonde della messinscena.

 

Le Baccanti foto di Tommaso Le Pera

La mancanza di una rilettura davvero profonda della tragica vicenda di Penteo alle prese con il dio Dioniso nella forma di un perturbante, bellissimo e sessualmente ambiguo straniero. O meglio, la poca rilevanza di essa, laddove qualcosa in tal senso si può rinvenire nel dispiegarsi delle motivazioni interiori del personaggio di Penteo che, in questo caso, sembra volgersi alla violenza non riuscendo a liberare e a esprimere la sua sessualità repressa. Mancando una forte idea centrale si indeboliscono inevitabilmente i motivi, i segni, le citazioni e le invenzioni di cui, anche in questo caso, Emma Dante è generosa e forse anche (purtroppo) prodiga: l’ironia delle pellicce borghesi (o forse no) delle baccanti, la presenza di Dioniso resa per mezzo di due presenze, un attore e un’attrice.

 

Le Baccanti – Foto Tommaso Le Pera

L’allusione alla vicenda del Cristianesimo indicata dalla presenza di una croce in scena ma non ben definita nel suo significato probabilmente repressivo. Il rossetto di un rosa acceso e improbabile che provoca e sfotte la femminilità che domina la mente dei maschi. La scelta delle musiche continuamente stranianti e cangianti, la costruzione ad anello dello spettacolo che vede, a inizio e fine, la violenza di troppe teste mozzate (vittime forse della violenza umana o di una dissennata negazione del sacro).

Visto al Teatro India di Roma il 29 dicembre 2018

 

Le Baccanti Foto di Tommaso le Pera

 

 

Studio da “LE BACCANTI”di Euripide.
Dal 22 dicembre 2018 al 5 gennaio 2019 nel Teatro India di Roma. Traduzione di Edoardo Sanguineti, regia di Emma Dante. Con Viola Carinci, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Jessica Cortini, Eugenia Faustini, Angelo Galdi, Alice Generali, Domenico Luca, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Naike Anna Silipo e con le allieve del II°Anno Anna Bisciari, Adele Cammarata, Ilaria Martinelli.
Scene di Carmine Maringola, movimenti scenici di Sandro Maria Campagna, musiche e arrangiamenti corali di Serena Ganci, luci di Cristian Zucaro.
Produzione Produzione Compagnia dell’Accademia – Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Crediti fotografici: Tommaso Le Pera.

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