Danza — 16/11/2023 at 11:00

Il Paradiso secondo i nanou

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RUMOR(S)CENA – REGGIO EMILIA – Il gruppo nanou è una realtà fondata a Ravenna nel 2004 da tre artisti, Nanou, Pirri e Dorella, ed è stato ospitato dal festival Aperto 2023 negli spazi della Fonderia di Aterballetto per presentare Paradiso, l’opera finalista ai premi UBU 2022 per “miglior spettacolo di danza” e “migliore scenografia”. Questa Compagnia, che fa parte della scena italiana della danza contemporanea sperimentale, crea lavori che vanno oltre la definizione di spettacolo, sono universi a sé stanti dove i corpi degli interpreti esistono danzando, o semplicemente muovendosi in modo atletico e fluido.

Paradiso, in particolare, è un ambiente fatto di luce rarefatta e policromatica, suoni, emisfere colorate e luminose sparse su una scena riflettente come uno specchio e corpi che si muovono fluidi ed armoniosi senza un’evidente consequenzialità. Gli spettatori sono integrati in questa dimensione scenica, in cui possono entrare ed uscire a gusto personale, con cui possono interagire muovendosi a piacimento, con la sola richiesta di salvaguardare lo spazio degli interpreti, Non c’è un ordine gerarchico fra gli elementi in questo ambiente sospeso. Il pubblico, quindi, non fruisce in modo passivo, ma è parte attiva dell’opera e la può vivere e modificare in libertà.

Il Paradiso del gruppo nanou è dichiaratamente un luogo di incontro dove il tempo è sospeso e fluttuante, uno spazio aperto al possibile. Tra il pubblico che cammina, si siede in ogni punto della scena, parla sommessamente, fotografa con discrezione, gli interpreti roteano, disegnano lo spazio con sorprendenti soluzioni compiute in se stesse e traiettorie che attraversano l’ambiente con leggerezza, rapidità e potenza, senza meta né narrazione, eleganti ed algidi come un canto epico. I volti sono bendati; i costumi glitterati. Una figura in accappatoio rosso e pinne attraversa lo spazio a piccoli, rapidi passi. L’ estatica luce diffusa, ideata da Alfredo Pirri, artista visivo che lavora sulla spazialità della luce e sulla capacità di coniugare attraverso essa e la presenza del suono il visibile con l’invisibile e l’immaginifico, è dichiarazione aperta dell’ispirazione al Paradiso di Dante di questa long duration performance che non ha una durata definita.

La composizione di sonorità elettroniche, digitali e analogiche di Bruno Dorella ben si amalgama con le suggestioni che si rifrangono e proiettano nuove immagini in quest’atmosfera rarefatta. Si resta sospesi in una stasi dinamica di coesistenza di possibilità in questa nebulosa luminosa.

Visto il 3 novembre 20223 alla Fonderia di Aterballetto di Reggio Emilia

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