recensioni — 16/01/2017 17:14

“Solo”: il successo meritato di Arturo Brachetti

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PISA – Per  Arturo Brachetti al Teatro Verdi di Pisa un meritatissimo tutto esaurito. Si chiama “Solo” l’ultimo strepitoso, fantasmagorico show di Arturo “mille facce” Brachetti. Ci viene da dire “solo, but not alone” perché per questo spettacolo l’artista si è circondato di una scena magica, altrettanto trasformista come lui, guidata da abili tecnici, manovratori e operatori video.  “Solo” comincia con una intelaiatura di storia raccolta intorno a una casa, e ogni stanza è un sogno, un progetto, un film: e così che la piccola casa in miniatura indagata da un operatore con telecamera, rivela ad ogni stanza momenti, memorie di famiglia, e grandi personaggi della storia del cinema e della magia con cui Brachetti si confronta, complice non soltanto la sua abilità di travestirsi ad una velocità impressionante, ma anche la tecnologia video arricchita di animazioni e videomapping. In questo palazzo della memoria, ma anche dimora dei miti, dei sogni, delle fiabe e casa dei giochi,  diventa Houdini, una pop star, una icona di Hollywood e inscena anche un banchetto di nozze dove lui è contemporaneamente il cuoco, la cameriera e il neomarito fedifrago.

crediti foto Paolo Ranzani

Lo spettacolo è un tale vortice che sembra di passare da una pellicola a un’altra. Giustamente molti critici hanno legato la sua figura artistica unica al mondo, a Leopoldo Fregoli il mago del trasformismo del teatro leggero degli anni Venti, che fu anche un appassionato di cinema tanto da cimentarsi lui stesso in brevi film con l’apparecchio datogli dai fratelli Lumiére, e da cui trasse molte ispirazioni per i suoi numeri di attrazione. Ma la vera scoperta è scoprire in lui un  poeta della scena che usa le mani per fare un delicatissimo pezzo di spettacolo d’ombre, e per raccontare una storia solo con una tavoletta piena di sabbia che lui plasma con una delicatezza e una abilità da lasciare senza fiato. Non possiamo poi che elogiare l’insieme dello spettacolo, in cui la tecnologia è valorizzata nella sua stupefacente apparizione in forma di laser show o di videomapping, dove scatoloni di cartoni diventano gli scenari colorati per tutte le mille storie, trasformandosi alla bisogna. E che dire della danza con il vestito mosso in maniera invisibile da un drone posto al suo interno? La tecnologia in questo rinnovato spettacolo totale, è la nuova magia e non sostituisce l’attore ma ne è parte integrante nella sua godibile metamorfosi. La sua geniale regia confeziona uno spettacolo perfetto.

 

crediti foto Paolo Ranzani

Felice dunque, la scelta di inserire Brachetti (e anche i Mummeschanz il 31 dicembre scorso ) in una programmazione come quella del Verdi-Fondazione Teatro di Pisa- in netta crescita. A tre mesi dall’avvio questi sono i risultati: si parla per la lirica di un incremento del 9 per cento  (647) e per la prosa del 7 per cento (674). Per la danza il numero di abbonati non è elevatissimo ma è significativo il suo incremento rispetto alla passata stagione (+138 per cento).

 

Silvano Patacca e Arturo Brachetti

 Il direttore artistico Silvano Patacca del Teatro Verdi traccia un bilancio della stagione in corso . 

<<Relativamente alla stagione di prosa crediamo che la tipologia dei titoli proposti, pur non legati da un fil rouge che nell’insieme possa definirsi un “progetto”, costituisca, la base su cui costruire una “pluralità di progetti” in grado di offrire stimoli e spunti di riflessione e di favorire una visione attiva da parte dello spettatore. Abbiamo cercato di proseguire nel solco che vede l’accostamento di nomi conosciutissimi al grosso pubblico (Emilio Solfrizzi, Giulio Scarpati, Valeria Solarino, Laura Morante, Fabrizio Bentivoglio) e titoli noti della drammaturgia e della letteratura (Non ti pago di De Filippo, Il Borghese gentiluomo di Molière, Una giornata particolare di Scola). Oltre a questo siamo stati in grado di pemsare a spettacoli in prima nazionale, come quello inaugurale della Compagnia della Fortezza, Dopo la tempesta – l’Opera segreta di Shakespeare con i detenuti attori del carcere di Volterra, o Il Filo dell’Acqua della Compagnia Arca Azzurra Teatro per ricordare, a cinquant’anni dal suo accadere, l’alluvione che devastò Firenze e molte altre città italiane. Per  concludere la stagione con Franco Stone – una storia vera, un progetto che vede insieme I Sacchi di Sabbia, I Gatti Mézzi, Marco Azzurrini, Guido Bartoli e GiPi . Va poi ricordato che l’offerta del teatro si arricchisce della collaborazione della LEG, la società di Sandro Giacomelli che, assumendosi il rischio di impresa, consente di offrire al pubblico pisano proposte di qualità quali i Mummeschanz o lo stupefacente Arturo Brachetti con due serate completamente sold out.>>

Per la danza e la lirica invece cosa avete pensato ?

<<La Rassegna di danza si è aperta con i settecento spettatori che hanno assistito allo spettacolo La Bella addormentata del Balletto del Sud, e per l’Epifania erano di scena gli strepitosi Kataklò di Giulia Staccioli che hanno avuto eguale successo. Non possiamo che sperare che anche il 2017 prosegua così come si è concluso il 2016. Anche la stagione lirica, la prima ad aprire la programmazione delle attività istituzionali del teatro, sta facendo registrare regolarmente i sold out: dall’opera inaugurale Rigoletto di Verdi al Flauto Magico di Mozart in programma il 14 e 15 gennaio prossimi.  Prevediamo un analogo successo anche per le altre opere in cartellone. Sul versante operistico, con l’arrivo del nuovo direttore artistico  Stefano Vizioli, ci aspettiamo un futuro che veda non solo il consolidamento dei risultati raggiunti in termini di presenze e gradimento del pubblico e della critica, ma anche una ventata di freschezza e nuove idee per far sì che il teatro Verdi si apra sempre più alla città e ai suoi abitanti.>>

 

 

L’esperienza con Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza al Teatro Verdi

<<Una collaborazione che viene da lontano che abbiamo potuto mettere a frutto grazie all’esperienza nata con Santo Genet quando come assessore alla cultura c’era Dario Danti. Una sinergia proficua tra teatro e amministrazione comunale, grazie alla quale abbiamo potuto organizzare diversi appuntamenti e incentivare la presenza di publici diversi. Ricordo la presentazione dei libri di Armando Punzo e Aniello Arena “L’aria è ottima (quando riesce a passare), alla Biblioteca comunale; il laboratorio rivolto ai ragazzi per la formazione teatrale. La Lectio Magistralis alla Scuola Normale di Pisa. Alla luce di queste esperienze abbiamo voluto ripetere anche quest’anno, oltre ad aver ospitato la prima nazionale di Dopo la Tempesta – l’Opera segreta di Shakespeare, con la mostra a Palazzo Blu su Dalì. Desidero ricordare che il Teatro Verdi di Pisa è stato il primo ad ospitare la Compagnia della Fortezza con lo spettacolo Marat-Sade, la prima volta che gli attori detenuti uscivano dal Carcere di Volterra. In attesa che si possa realizzare il Teatro Stabile all’interno della Fortezza, il nostro Teatro è la casa della Compagnia.  Proficuo l’interscambio che c’è anche con l’assessore alla cultura del Comune, Andrea Ferrante, oltre alla collaborazione instaurata con la Fondazione Toscana Spettacolo. >>

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