Teatro, Va in scena a — 13/10/2014 23:02

La poliedricità del TSA e il “Don Giovanni” di Preziosi

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L’AQUILA – La parola d’ordine di quest’anno al TSA è “Poliedricità”. E’ così che il Direttore Artistico Alessandro Preziosi ha presentato la “trasversalità effettiva” e diversificata della stagione 2014-2015. Il cartellone (senza le consuete produzioni distribuite dall’ATAM), fra tagli al bilancio ed attenzione alle proprie produzioni artistiche, ha rivelato il Presidente Ezio Rainaldi, è sempre più difficile da fare. E, in attesa del restauro (post-sisma 2009) del Teatro Comunale di L‘Aquila, le pièces si alterneranno in ben tre luoghi: al Ridotto del Teatro Comunale e all’Auditorium della Guardia di Finanza (Coppito), ormai abituali ospiti degli spettacoli, si è aggiunto il Parco delle Arti (Monticchio).

L’apertura della stagione, il 27 novembre, è affidata alla danza con “Le quattro stagioni”, con coreografie e set concept da Mauro Astolfi sulle musiche di Antonio Vivaldi e Luca Salvadori per lo Spellbound Contemporary Ballet. Elaborazioni video di Enzo Aronica.

Per la prosa, due autori d’eccezione: Eduardo De Filippo, di cui quest’anno ricorrono i trent’anni anni dalla scomparsa, e William Shakespeare, di cui invece nel 2014 si festeggia il 450° anniversario dalla nascita. E pièces dedicate all’arte contemporanea ed alla drammaturgia e regia più “giovane”, passando per il giallo di Agatha Christie e la nuova produzione dell’ente, dedicata alla commedia molieriana.
Uomo e galantuomo”, regia Alessandro D’Alatri ed interpretata da Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro ed Antonia Truppo, è in scena il 2 e 3 dicembre, il giallo con spunti comici “La tela del ragno” di Agatha Christie (tradotto da Edoardo Erba), diretto da Stefano Messina, con Viviana Toniolo ed Annalisa Di Nola su scene di Alessandro Chiti il 16 e 17 dicembre.

TSA conferenza st. 2014-15

Peggy Guggenheim. Donna allo specchio”, di e con Fiorella Rubino, regia di Alessandro Maggi, è in scena dal 21 al 23 gennaio 2015,  “Modigliani. Modì Maudit”, scritto e diretto da Angelo Longoni, musiche di Ryuichi Sakamoto, con Marco Bocci e Romina Modello, il 5 e 6 marzo. “Il mercante di Venezia”, con  Giorgio Albertazzi e Franco Castellano, diretti da Giancarlo Marinelli in scena il 26 e 27 febbraio, mentre tutte le 37 pièces del bardo inglese sono condensate in “Tutto Shakespeare in 90 minuti”, con musiche di Armando Di Pofi e regia di Alessandro Benvenuti, con lui, Nino Formicola e Francesco Gabbrielli, il 09 e 10 aprile. “Don Giovanni” di Molière nuova co-produzione di TSA e Khora.teatro, è in programma per il 24 marzo.
Poi, dal 15 al 17 aprile “Cock”, dell’autore inglese contemporaneo Mike Bartlett, che rientra in un progetto di valorizzazione dei nuovi registi della scena italiana ed internazionale, come Silvio Peroni che dirige Fabrizio Falco, Enrico Di Troia, Jacopo Venturiero e Margot Sikabonyi.

aquila stagione 4

Nell’attesa che sia svelata l’evoluzione del TSA (la direzione artistica – il contratto triennale di Preziosi, infatti, scade il 4 novembre-, il cambiamento innescato dal Decreto “Valore Cultura” e da eventuali leggi regionali e la Presidenza), il già citato “Don Giovanni”, diretto ed interpretato da Alessandro Preziosi, con Nando Paone e, tra gli altri, Daniele Paoloni, Barbara Giordano, Roberto Manzi e Matteo Guma,  sarà in tournée. L’adattamento è di  Tommaso Mattei che spiega: “Ci è sembrato di poter riproporre il Molière come è stato scritto e tradotto con un adattamento che inserisce anche un prologo, scritto sulle orme delle intenzioni di Da Ponte, che si riporta poi a quello che è stato questo testo per Da Ponte e Mozart. Si tratta di una piccola interpolazione, ma il testo è quello di Molière.” L’idea di inserire nella drammaturgia anche l’opera di Puskin  è stata accantonata alla morte di Nikolaj Karpov.

aquila stagione 2

Preziosi definisce il testo molieriano “lo spettacolo che più si adatta ad una regia”. Anticipa che il suo allestimento, ispirato alle pièces di Bob Wilson, “nasce da un’idea di “essenzialità” in quanto la scena sarà per la maggior parte del tempo vuota”, ma avrà un supporto del visual director francese Fabien Ilieu. Il tema è l’ipocrisia, contrapposta alla verità, unica cosa che porta progresso ed evoluzione – cita il motto di Molière, ‘Castigat ridendo mores’ – e spiega che il Don Giovanni di Molière “parla di ‘un piano-sequenza verso la morte’, cioè di un personaggio che in maniera mono-drammaturgica va diretto verso la morte perché non crede in niente: non crede in Dio, non crede nei poteri,… e si confronta con una serie di persone che invece ostentano questo credo, ma lo ostentano in maniera ipocrita. Quindi l’autenticità di Don Giovanni è abbastanza paradossale in questo senso. Cioè riesce attraverso la verità spiattellata a stanare quelli che invece veri sostanzialmente non sono […] Il personaggio di Don Giovanni esiste nel momento in cui c’è una società che finge, nel momento in cui ci sono personaggi che pensano una cosa e ne dicono un’altra. E per poter rendere questo meno realistico e più teatrale, più interessante, ho svuotato la scena.

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