Danza — 12/03/2019 09:50

Al Teatro Goldoni di Firenze il burattino Pinocchio a passo di danza

Share

RUMOR(S)CENA – PINOCCHIO – TEATRO GOLDONI – FIRENZE – Va in scena sabato 16 marzo alle 20 in prima assoluta al Teatro Goldoni di Firenze lo spettacolo Pinocchio , esito della collaborazione artistica di Opus Ballet, (diretto da Rosanna Brocanello) e Giardino Chiuso (diretta da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini), in coproduzione con Versiliadanza (diretta da Angela Torriani Evangelista), Fondazione Fabbrica Europa e con la collaborazione della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino. In scena i danzatori l’armena Tamara Aydinyan della compagnia Small Theatre/NCA di Yerevan, (che interpreta Pinocchio), Leonardo Diana, Lorenzo Di Rocco, Isabella Giustina, Gianmarco Martini Zani ,Stefania Menestrina, Giulia Orlando, Riccardo Papa , Françoise Parlanti e Jennifer Rosati. Con la partecipazione straordinaria dell’attore Virginio Gazzolo. La coreografia è di Patrizia de Bari, drammaturgia di Tuccio Guicciardini , le musiche sono composte da Bruno Coli, video di Andrea Montagnani , costumi di Santi Rinciari.

Riproporre un Pinocchio in danza, uno dei personaggi più conosciuti al mondo, non è mai banale. Il celeberrimo burattino di legno è stato protagonista di innumerevoli letture sceniche, dal teatro alla danza, dal musical al cinema, dove sono state fatte scelte drammaturgiche anche diverse rispetto al fantastico e controverso personaggio collodiano ma è proprio questa libertà creativa che ha contribuito a costruire il suo indiscusso successo. Sezionato, ridotto, stravolto, Pinocchio riesce sempre ad essere “birba” mantenenedo la sua coerenza, il suo impertinente sguardo di burattino, il suo buon nome.

 

 

Tamara Aydinyan foto di Salvatore Abbrescia

Grazie a questa sua generosità interpretativa anche questo lavoro vuole far rivivere il suo mondo ma con una distinta direzione immaginifica e simbolica. Nello spettacolo Pinocchio prende forma, si modella sulle necessità espressive contemporanee, il ceppo di legno prende vita per raccontarsi sotto una luce ancora diversa.
«Le parole di Kleist che aprono lo spettacolo, tratte dal “Trattato delle marionette”,- spiega Tuccio Guicciardinici danno l’opportunità di situare immediatamente il nostro Pinocchio in una lettura intuitivamente riconoscibile. La marionetta si colloca tra il divino e il terreno, ricreando continuamente quella fase irripetibile che viene spesso coniugata con l’opera d’arte, la stessa condizione soprasensibile dell’artista, che percepisce la realtà quotidiana con alti punti di vista, libero, per quanto possibile, da retaggi sociali e umani, nella condizione di un quasi ”semidio” ».

Tamara Aydinyan foto di Salvatore Abbrescia

 

Un legno magico misteriosamente e consapevolmente apparso nella bottega di Mastro Ciliegia pronto per una nascita meravigliosa, intricante e fantastica di un personaggio che trascende inequivocabilmente dal quotidiano umano e immediatamente pronto per una fuga verso la scoperta e la ingenua curiosità di far parte del mondo terreno. Sincero e dispettoso verso l’umanità e il mondo, Pinocchio, qui è il riflesso dell’artista, scruta curioso e pieno di aspettative tutto quello che accade intorno a lui. Ma tutte le sue disavventure e la sua voglia di libertà lo porteranno, suo malgrado, ad assoggettarsi completamente al mondo terreno, scegliendo di diventare di carne e ossa e accettando l’anonimato della massificazione, praticamente annientando la sua parte “divina” in favore di quella umana.

Le scene si susseguono senza tregua, vorticosamente in viaggi fantastici e perigliosi, alla scoperta delle sensazioni, degli affetti, della giustizia, dell’incerto, dell’amicizia, del tradimento, del divertimento, delle lacrime, della povertà, dell’onestà. Lo spettacolo incrocia diversi linguaggi teatrali contemporanei. Danza, parola, video, musica si equilibrano nella messa in scena trasportando lo spettatore in un mondo coinvolgente e magico, in una dimensione sospesa. Il movimento aiuta, pur rimanendo fedelmente nelle righe dell’opera di Carlo Lorenzini, la creazione di scene immaginifiche e surreali, sintetizzandone i capitoli più significativi.
La parola agisce da collante drammaturgico essenziale, mentre i video e le scenografie amplificano lo spazio scenico sovradimensionando, scardinando le proporzioni della realtà, come d’altronde è il mondo che appartiene a Pinocchio. La musica è in dialogo con il movimento in una sorta di contrasto/armonia senza soluzione di continuità.

COB/Compagnia Opus Ballet e Compagnia Giardino Chiuso
Pinocchio
Teatro Goldoni, via Santa Maria 15, Firenze
sabato 16 marzo ore 20.00 – domenica 17 marzo ore 16.30
matinée per le scuole dal 12 al 15 marzo ore 10.30

Ti potrebbe interessare anche...

Share
Tags: