recensioni — 08/04/2020 at 12:45

Indomabile è la notte aspettando che ritorni la “luce” sull’umanità

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RUMOR(S)CENA – INDOMABILE E’ LA NOTTE – PROMETEO – FABBRICONE – PRATO – È stato l’ultimo lavoro visto al Fabbricone di Prato prima della chiusura per la pandemia di Covid_19: Indomabile è la notte per l’adattamento e la scrittura scenica da Prometeo di Eschilo di Oscar De Summa anche regista e interprete. Riletta con lo sguardo di un presente drammatico sotto la tempesta e le conseguenti macerie che questa “peste” sta portando nel mondo, il monologo finale in forma poetica detto da Marina Occhionero (Premio UBU 2019 come miglior attrice under 35), ha il sapore di una sfida dentro la metafora della rinascita: (…) Che ho paura Ce l’ho Quello si ma me ne dimentico Cannibale di luce Me ne disinteresso (…) Che quando la vita si incastra Allora l’idea della vita Prende il sopravvento. Nella suggestiva lettura liberamente tratta dal mito del Titano, Prometeo capace di osare nello sfidare gli dei rubando il fuoco, e per questo punito per l’eternità, colpisce l’ ideazione dei quattro personaggi in scena: Prometeo è Tea (una fresca ed efficace Marina Occhionero), una ragazza colma di entusiasmo e energia, capace di sfide ma anche di errori per ingenuità e cadute che incarna la giovinezza carica di amor vitae.

 

foto di Manuela Pellegrini

 

Epimeteo detto Epi fratello di Tea, è un giovane nerd anche lui soggetto a fascinazioni informatiche (Luca Carbone) che si innamora di Pandora (Rebecca Rossetti) donna smaliziata e sexy conosciuta in chat. Infine, L’Aquila in greco Aetos (Oscar De Summa in diversi ruoli), una figura più adulta che riconnette i giovani ad un principio, anche cinico, di realtà. De Summa imbastisce un plot narrativo in più quadri per la scena sviluppando la sua scrittura drammaturgica su personaggi della più consueta attualità, quella dei sempre connessi, quelli delle chat, del revenge porn e degli incontri che nascono dietro un computer o uno smartphone; per poi diventare incontri reali al buio, in una interconnessione continua fra realtà e virtualità e tutte le conseguenze pericolose per l’equilibrio psichico e fisico derivanti dal mondo della Rete sempre più a galla.

 

 

foto di Manuela Pellegrini

 

Una visione in grado di mettere al centro la tecnologia del Web e delle sue infinite variabili e applicazioni che ha modificato e rivoluzionato completamente in pochi anni le vite di ciascuno di noi. Come nel saggio dello storico dell’economia di David Landes, al centro del suo saggio Il Prometeo liberato, vi è la trasformazione del mondo del lavoro (prende in esame la rivoluzione industriale dal 1750 agli anni Sessanta del secolo scorso), così De Summa mette in scena la rivoluzione tecnologica in cui viene caratterizzato il mondo globalizzato da Bill Gates a Zuckerberg, attraverso una riduzione schematica di situazioni capaci di restituire nelle azioni e nei dialoghi l’interazione dei diversi personaggi. La scrittura di scena si apre e chiude ad anello con la stessa Tea in un drammatico tentativo di suicidio, salvata dalle parole di Aetòs nel convincerla a desistere e a tornare al principio di realtà. Si chiude con il monologo della ragazza, un lungo monologo sussurrato al microfono: un inno alla vita.

 

foto di Manuela Pellegrini

La notte è buia e non si vede niente ma il giorno ricomincia sempre e il fuoco rubato agli dei, il fuoco della luce, della ragione e della conoscenza, trionfa: “mi piace mi piace la mattina quando so rendere poesia ogni mia cicatrice”. Il nuovo lavoro di De Summa supportato dai tre attori convincenti lascia qualche perplessità, non tanto sul piano della trattazione in scena, quanto nella difficoltà per lo spettatore, almeno di coloro che conoscono il testo originario greco, di decifrare i diversi personaggi rispetto alla trama di Eschilo. Ma forse è meglio assistere allo spettacolo senza preconcetti che sicuramente deviano da una ricezione schietta. Del resto è dichiarato fin dal manifesto di sala: “Indomabile è la notte. Da Prometeo”. L’attualizzazione di temi e personaggi tratti da classici non è mai operazione indolore per un artista eclettico. E se lo spettacolo girerà, come ci auguriamo anche se non sappiamo quando, avrà modo e maniera di essere visto, maturando ben altri temi di approfondimento e riflessione: forse l’amore ai tempi del Coronavirus?

foto di Manuela Pellegrini

Testo e regia Oscar De Summa

con Oscar De Summa, Marina Occhionero, Rebecca Rossetti, Luca Carbone

scene Francesco Fassone

Produzione Teatro Metastasio di Prato, Arca Azzurra e La Corte Ospitale

Visto al Teatro Fabbricone di Prato, il 1 Marzo 2020

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