recensioni — 07/01/2019 09:03

Cappuccetto Rosso e il Lupo raccontano la Vita con ironia e leggerezza

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  1. RUMOR(S)CENA – CAPPUCCETTO ROSSO – LA LUNA NEL LETTO – TRENTO – Cappuccetto Rosso esce dalla fiaba storica e universale dei Fratelli Grimm e da quella di Charles Perrault per “entrare” in un visionario mondo dove vittima e carnefice si scambiano i ruoli: ogni personaggio impersonifica il “buono” e il “cattivo” e la trama diventa un pretesto assai riuscito per creare un divertente, esilarante e dinamico gioco di ribaltamenti. La bambina con il suo cappuccio rosso si addentra in un fantasmagorico mondo popolato dove l’intreccio tra il fiabesco e la realtà si confondono, si mescolano e si rincorrono. La poesia si gemella con vicende ben più accattivanti nell’esercitare un indubbio fascino in chi assiste ad uno spettacolo non più riservato all’infanzia ma anche per gli adulti catturati ed estasiati dalle mirabolanti coreografie di attori e performer, senza dimenticare le abilità nel danzare sempre in chiave ironica e ludica.

 

Per la gioia di un pubblico di bambini e genitori. Un Teatro Sociale di Trento festoso nell’assistere all’Y Generation Festival di Trento. Il Cappuccetto Rosso della Compagnia La Luna nel letto / Associazione Tra il dire e il fare di Ruvo di Puglia e Compagnia di danza “Eleina D”è uno degli spettacoli che si prestano ad essere visti da chi ama il teatro fisico acrobatico quanto giocoso e meta teatrale. Ritmi serrati e condotti con sapiente uso di luci e musiche di scena, i protagonisti diretti dal regista Michelangelo Campanale, creano vorticosi movimenti anche acrobatici e si prestano con estrema abilità ad un visionario ma sempre ancorato a registri drammaturgici ben calibrati, lavoro corale dove il lupo conquista da subito le simpatie di tutti. Non c’è una morale unica in questo Cappuccetto anche se il lupo è destinato a soccombere appare come un simbolo che non potrà mai scomparire.

 

Morte e resurrezione della famelica belva che attira verso le sue fauci l’innocente bambina grazie ad un espediente: un sentiero di fiori che non sono altro che “trappole” per catturare la preda. Le similitudini con una realtà ben più feroce si sprecano in questa versione teatrale dove le scelte registiche si fondano su uno studio accurato e preciso nella scelta scenografica ( un uso intelligente e mai scontato della pittura di Bosch, Turner e Goya,) brani di musica classica alternati a sonorità ritmiche e di gusto circense. Le coreografie fino a ricordare le vivide luci e i costumi che hanno una precisa connotazione drammaturgica. Soldatini che rincorrono il lupo, apparizioni e sparizioni, incursioni veloci e fulminee, Cappuccetto Rosso diventa un’icona su cui fantasticare nel cercare parallelismi contemporanei. Il tutto viene risolto con una leggerezza tale da suscitare il riso e il piacere di applaudire a scena aperta. Dinamismo creativo associato all’uso dei corpi che esprimono un loro linguaggio autonomo che può sostituire egregiamente la parola là dove è perfettamente riconoscibile la narrazione degli accadimenti. È un Cappuccetto Rosso che racconta come sia complicato destreggiarsi nell’oscurità della Vita stessa.

 

Cappuccetto rosso

drammaturgia, regia, scene e luci Michelangelo Campanale
coreografie Vito Cassano

i danzatori di EleinaD: Claudia Cavalli, Erica Di Carlo, Francesco Lacatena, Marco Curci, Roberto Vitelli
assistente alla regia Annarita De Michele
costumi Maria Pascale
video Leandro Summo

produzione La Luna nel letto / Associazione Tra il dire e il fare, 2018

coproduzione Teatri di Bari e Cooperativa Crest
con la collaborazione di Compagnia EleinaD

Visto al Teatro Sociale di Trento il 20 ottobre nell’ambito dell’ Y Generation Festival di Trento.

Spettacolo vincitore Festebà 2018

Premio Infogiovani Young&Kids Fit Festival internazionale del teatro e della scena contemporanea di Lugano

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