Festival(s) — 06/10/2020 at 14:10

Primavera dei Teatri a Castrovillari va in scena nella stagione autunnale : “una seconda primavera”.

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RUMOR(S)CENA – PRIMAVERA DEI TEATRI – CASTROVILLARI – Il Festival Primavera dei Teatri giunto alla ventunesima edizione va in scena dall’8 al 14 ottobre a Castrovillari. Da ormai oltre vent’anni punto di riferimento a Sud per i nuovi linguaggi della scena contemporanea e la nuova drammaturgia, il festival diretto da Scena Verticale presenta al pubblico un calendario di appuntamenti nonostante la sua dislocazione temporale inedita in questi tempi alterati, (non a fine maggio), come sempre in apertura della stagione dei festival teatrali.

«Dicono che l’autunno sia una seconda primavera, per questo abbiamo deciso, in un anno così particolare e delicato per il nostro mondo, di collocarci in ottobre, mai per un attimo pensando di poter saltare l’edizione numero 21 – spiegano i direttori Dario De Luca, Saverio La Ruina e Settimio Pisano -, negli anni abbiamo tentato di tessere un filo che lega la programmazione artistica alla politica culturale in senso largo. Nel 2019 ci sentivamo equilibristi, ora che la pandemia ha segnato un mai prima d’ora e ha aperto nuovi significati alla condizione di isolamento e ci ha resi probabilmente più fragili quel filo va intercettato nell’interesse di tutti – continuano i direttori del Festival –. Ora più che mai. Qui e ora, è necessario tenersi per mano e attraversarla insieme la porta del futuro. Solo così si può costruire, programmare, fare il nostro mestiere. È necessario farlo insieme, confrontandoci, accompagnandoci l’uno con l’altro. Nell’era del distanziamento sociale e della socialità digitale vogliamo nuovamente ritrovarci intorno al teatro e contagiare la città, come la scena ha sempre saputo fare in maniera sana, per riflettere proprio su questi temi. Tanti sono gli artisti che si stanno interrogando sulle più svariate declinazioni e sfaccettature delle relazioni che derivano dall’agire: chi in maniera trasversale, chi sperimentale, chi politica. Molti quelli che guardando al passato interpretano il presente. Tutti con la voglia di protrarsi verso un futuro diverso».

Negli anni il Festival è riuscito a fare della città ai piedi del Pollino un punto di riferimento dei nuovi linguaggi scenici, luogo di confronto tra generazioni di artisti. Primavera dei Teatri anche quest’anno porterà Castrovillari al centro del dibattito teatrale contemporaneo.

7 giornate per altrettanteprime nazionali, un’anteprima,una performance, mise en éspace, progetti internazionali all’interno di più spazi e luoghi all’aperto e al chiuso: il Castello Aragonese; il Teatro Sybaris; l’Accademia dei Saperi e dei Sapori (Ex Mattatoio); il Chiostro S. Bernardino a Morano; il Chiostro del Protoconvento; il Circolo Cittadino. 20 le compagnie teatrali ospiti, tra le più innovative e riconosciute tra gli emergenti dell’ultima generazione: Angelo Campolo / DAF Teatro; LAB121 / Fabrizio Sinisi / Claudio Autelli; Teatro delle Ariette; Angelo Colosimo; Anagoor; Lopardo-Russo / Nostos Teatro/ Collettivo ITACA; Gianluca Vetromilo / Mammut Teatro; Compagnia Oyes; Piccola Compagnia Dammacco; Maurizio Rippa; Marcello Cotugno / Teatri Associati Di Napoli/ Interno 5; Liberaimago; Eco Di Fondo; Paolo Mazzarelli; I Sacchi Di Sabbia/ Roberto Latini; Babilonia Teatri; Scena Verticale / Saverio La Ruina; Agrupación Senõr Serrano; Teatro Delle Albe. Incontri, laboratori, concerti e Primavera Kids, la programmazione dedicata ai piccoli spettatori.

Serena Balivo foto di Luca Del Pia

Il Festival si inaugura l’8 ottobre con l’anteprima nazionale del nuovo lavoro di Fabrizio Sinisi, diretto da Claudio Autelli, La fine del mondo, opera inedita che riflette sull’emergenza ambientale in cui la catastrofe climatica si intreccia a quella della vita privata dei protagonisti. Si chiude il 14 ottobre con un altro debutto, il nuovo lavoro del Teatro delle Albe, un poemetto scenico scritto da Marco Martinelli : Madre che tiene a battesimo un processo di creazione, nato dall’incontro di Ermanna Montanari, Stefano Ricci, Daniele Roccato (anche in scena) tra testo e illustrazioni live a cura di Stefano Ricci e la musica dal vivo del contrabbasso di Daniele Roccato.

Scena Verticale- presenta il 13 ottobre l’ultima creazione di Saverio La Ruina, Mario e Saleh: la storia di un occidentale cristiano e un musulmano che si ritrovano a convivere. Una convivenza che si muove tra differenze e agnizioni, opposizioni e conciliazioni. Il 10 ottobre, la Compagnia Oyes presenta Vivere è un’altra cosa, drammaturgia collettiva liberamente ispirata a Oblomov di Ivan Gončarov, con l’ideazione e la regia di Stefano Cordella.Un racconto a cinque voci – in scena Martina De Santis, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Umberto Terruso – sul tempo sospeso vissuto durante l’emergenza sanitaria in corso.

Angelo Campolo

L’11 ottobre Marcello Cotugno cura la regia di un testo tedesco, di Roland Schimmelpfennig– Peggy Pickit Guarda Il Volto Di Dio – scrittura sincopata con una serie di stop&go narrativi, nel tempo di un aperitivo, tra i quattro di una doppia coppia. Un progetto di Marcello Cotugno, Valentina Acca, Valentina Curatoli prodotto da Teatri Associati Napoli.

il programma completo è pubblicato sul sito del Festival www.primaveradeiteatri.it

Agrupación Senõr Serrano

L’ultimo giorno di festival vedrà anche la presenza del gruppo catalano Agrupación Senõr Serrano, Leone d’Argento per l’innovazione dei linguaggi alla Biennale Teatro 2015, con il loro ultimo The Mountain. L’originale creazione di Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal parte dalla montagna come metafora che ripercorre la storia delle idee per interrogarsi sul mondo e sul concetto di verità.

Teatro delle Ariette
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