Danza, recensioni — 06/08/2016 11:19

La “freccia avvelenata” danza sui passi del Balletto Civile

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RAVELLO (Salerno) – E’ come una freccia scoccata di cui seguire la traiettoria, “Killing Desdemona”, il nuovo ultimo lavoro di e con Michela Lucenti e Balletto Civile, il collettivo italiano nato nel 2003, che nel linguaggio di teatro fisico fonde danza e musica e ora include più artisti stranieri. Ispirato all’Otello di Shakespeare, esso indica già nel titolo – centrato come accade quasi sempre per gli spettacoli di questo gruppo – un’azione vista nel suo svolgersi, in progress, ma conclusa, chiusa tra un inizio e una fine. E’ la sorte di Desdemona, la giovane donna che nasce e muore all’amore per mano dello stesso uomo, il Moro, sposato in segreto, contro convenzioni e convinzioni sociali. L’opera si apre così con un’esplosione di abbracci tra i due, la stessa Lucenti e il nero Demian Troiano, danza di abbandono all’unione completa, adesione di corpi che volano sulle musiche eseguite dal vivo da Jochen Arbeit (in coproduzione con Berlino).

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Sul palco del Belvedere di Villa Rufolo, a Ravello, chiuso da vetri, appaiono e restano in scena anche gli altri personaggi della tragedia, non “characters” del teatro di parola, anche se usano brani forti del testo scespiriano, ma figure e funzioni in dialogo fisico. Immediato contrasto alla gioia primitiva della coppia porta così l’entrata di Jago, il villain per antonomasia, che Maurizio Camilli gioca in pezzi recitati e danzati come un bastard di altri suoi lavori, seduttivo e vigliacco, stratega spietato e goliardico. Nella sua mala e maliosa rete finiscono per cadere tutti: il Cassio fiducioso di Andrea Capaldi, l’arrendevole moglie di Jago, l’Emilia di Ambra Chiarello (attrice fondatrice del gruppo che ha elaborato un suo codice di leggerezza). A creare un doppio registro, tutto fisico, alle parole della trama sono la break dance di Roderigo/Fabio Bergalio e le generose contorsioni à la Bausch di Natalia Vallebona/Bianca.

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La traiettoria di vita lanciata all’inizio, con la storia che procede veloce come una parentesi, si rovescia in morte alla fine, precipita in un vortice, nell’avvitarsi della figura segnica di Lucenti su se stessa, schiacciata dalla violenza del suo uomo. La partecipazione di Balletto Civile all’edizione 2016 del Ravello Festival, accanto alle creazioni di Virgilio Sieni e quindi di Karol Armitage, ha fatto conoscere un’altra loro nuova coreografia, “Before Break”, ispirata a “La Tempesta” di Shakespeare e al senso del perdono, più astratta, forse più interessante, ma il pubblico ha “capito” senza riserve e seguito la freccia avvelenata di Jago, il corpo arreso e la magica voce blues di Michela Lucenti.

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Vista al Belvedere di Villa Rufolo, Ravello, il 2 agosto

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