spettacoli — 05/03/2020 14:12

Tra il diavolo e il profondo mare azzurro, Luca Zingaretti sceglie The deep blue sea

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RUMOR(S)CENA – THE DEEP BLUE SEA – TEATRO DELLA CORTE – GENOVA –Between the devil and the deep blue sea” è un’espressione figurata inglese che recita lo stesso significato del nostro “Tra l’incudine e il martello”: ovvero quella sensazione di trovarsi a dover scegliere tra due situazioni egualmente disturbanti, con la prospettiva di esserne comunque vittima.
The deep blue sea (Il profondo mare azzurro) è una celebre pièce scritta nel 1952 dal commediografo e sceneggiatore inglese Terence Mervyn Rattigan – ambientata a Londra nel primo dopoguerra – e da cui hanno attinto a piene mani cineasti, musicisti ed ovviamente registi teatrali da tutto il globo. Le cronache narrano come l’autore avesse tratto l’ispirazione da un tragico incidente accadutogli realmente. Rattigan si era intrattenuto in una relazione segreta con un attore più giovane, Kenneth Morgan, il quale in seguito lo aveva lasciato per un altro uomo. Nel 1949 venne a sapere che il suo ex amante si era tolto la vita inalando monossido di carbonio. Le prime bozze originali rispecchiavano ancora di più il carattere autobiografico dove la coppia protagonista era costituita da due amanti omosessuali, per poi diventare un ritratto complesso e sfumato di una donna sposata, Hester,  innamorata appassionatamente di un altro uomo, Freddie che si rivela non all’altezza della sua profondità di sentimento.
Luca Zingaretti, firma l’accurata regia dell’adattamento teatrale e porta in scena al Teatro della Corte di Genova come protagonista Luisa Ranieri (Hester), affiancata da Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani, Flavio Furno, Aldo Ottobrino e Luciano Scarpa.

 

The deep blue sea  foto di Anna Carmelingo

L’incapacità di Hester di distinguere tra amore e lussuria determina la sua rovina. Figlia di un vicario anglicano, sposa un ricco e stimato magistrato dell’Alta Corte, Sir William Collyer (Luciano Scarpa), un signore distinto e innamorato di lei, ma gravemente carente in quanto a magnetismo animale. Conosce Freddie Page (Giovanni Anzaldo), un giovane piuttosto energico, non sofisticato, ex pilota della Raf, disoccupato e sconsiderato, che trascorre la maggior parte del suo tempo a bere. Hanno poco in comune, se non una passione che Hester sperimenta attraverso di lui e che confonde con l’amore, ma che per il giovane si intuisce sia ormai svanita. La sera del suo compleanno, in totale solitudine, vista la dimenticanza e assenza del suo amante, Hester tenta il suicidio lasciando scorrere liberamente il gas in quella casa di umili pretese, dove si è trovata a vivere dopo la separazione, senza sapere che il contatore avrebbe continuato a funzionare soltanto con l’inserimento di monetine.

 

The deep blue sea foto di Anna Carmelingo

In suo soccorso arriva il dottor Miller (Aldo Ottobrino, una vera rivelazione), il cui passato misterioso ha determinato la radiazione dall’albo dei medici. Tra tutti è il personaggio capace di dimostrare nerbo e sensibilità al contempo e soltanto verso la fine della pièce si intuisce il motivo per cui Rattigan ha affidato a lui la scomoda parte di un uomo costretto a vivere celando la sua vera natura e più di tutti gli altri ha qualcosa in comune con Hester, la quale con la sua passione extra-coniugale sta sfidando le convenzioni sociali. Nell’Inghilterra del dopoguerra il suicidio e l’omosessualità non solo erano considerati uno stigma sociale, ma anche e soprattutto delitti punibili severamente. Dentro a quell’unica stanza arredata in un decadente e squallido stile inglese, si intrecciano i linguaggi in codice degli oppressi, di coloro che non possono lasciarsi andare, interpreti di una reticenza emotiva. Dopo alcuni tafferugli e dialoghi in cui i vari personaggi si mescolano indaffarati intorno ad Hester, Freddie decide di allontanarsi da lei, con la scusa di aver trovato un lavoro da collaudatore di aerei, ma con l’obbligo ad emigrare dall’altra parte del mondo. Hester disperata si trova quindi ad affrontare il dilemma: ritornare alla comoda vita accanto al marito da lui amata profondamente (in assenza totale di picchi adrenalinici), oppure tentare il tutto per tutto con un uomo che forse non l’ha mai desiderata, ma verso il quale prova ancora una sconsiderata passione? “Rattigan disegna personaggi di potenza assoluta – scrive nelle note di regia Luca Zingaretti – Hester incarna l’essenza stessa della capacità di amare, resistere e rinascere delle donne”.

Visto il 19 febbraio 2020 al Teatro della Corte, Genova

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